Questo sito si avvale di cookie per le finalità illustrate nella privacy policy. Effettuando un'azione di scroll o chiudendo questo banner, presti il consenso all'uso dei cookie OK
Sheamus, la WWE e 2K

Sheamus, la WWE e 2K

Una storia gaelica

Speciale
A cura di del
Parliamo di Stephen Farrelly, un irlandese con la cresta rossa nato a Dublino il 28 gennaio del 1978. Parliamo di un esordio che risale al 21 maggio del 2002, quando quest'irlandese alto quasi due metri ha appena 24 anni e si presenta sul ring col nome di Sheamus O'Shaunessy. Iniziamo a parlare di qualcosa di più comprensibile alla vastità di fan che conosce Stephen Farrelly col nome di Sheamus, un gaelico quattro volte campione del mondo, detentore per tre volte del WWE Championship/WWE World Heavyweight Championship e una volta soltanto del World Heavyweight Championship. Un palmares che si lascia impreziosire anche dal King of the Ring, una Royal Rumble e il Money in the Bank. La figura di Sheamus, però, mentre acquista sempre più consensi tra gli appassionati del wrestling, conquista anche il pubblico mainstream: grande appassionato di calcio, non si è mai tirato indietro quando c'è stato bisogno di sottolineare la propria fede calcistica, che porta l'inaspettata targa di Genova, verso la sponda blucerchiata che porta il nome della Sampdoria. 



Sheamus: «All'inizio degli anni '90 la Sampdoria aveva una squadra incredibilmente affascinante: Mancini, Vialli se li ricordano tutti. Tecnicamente erano di un altro livello. Però io stravedevo per Attilio Lombardo: era un giocatore incredibilmente tecnico e mi dava l'idea di essere un vero eroe in mezzo al campo. Una figura davvero significativa e di grande carisma. Poi ebbi l'incredibile fortuna di vederlo arrivare anche in Premier League, perché pochi anni dopo andò al Crystal Palace e quindi iniziai a seguirlo con più consuetudine grazie alla vicinanza. Sarebbe sicuramente bello poter andare a Genova a guardare una partita della Sampdoria, ma la distanza è abbastanza, in questo momento».

SpazioGames: Esaurito l'argomento calcistico, al quale Sheamus ha chiaramente dimostrato grande interesse, passiamo al cuore della nostra discussione, legata indissolubilmente a WWE 2K17, il nuovo capitolo della saga sportiva pubblicata da 2K, che ripropone ancora una volta l'entertainment dei wrestler sulle nostre console. 
Sheamus: «Sono nel videogioco e per me questo è già un grande traguardo. Sai, io sono cresciuto con gli arcade negli anni '90: quella è la mia cultura di base per i videogiochi, e passavo molto tempo con loro, tra le attività virtuali, come anche il calcio per esempio. Vedermi adesso all'interno di un videogioco è un grande traguardo, è un successo. Per me è fantastico poter essere in WWE 2K17. Poi per me è incredibile anche vedere l'enorme passo in avanti compiuto negli anni: è un titolo che è diventato sempre più maturo e che riesce a coinvolgere sempre di più i fan, che così hanno la possibilità di mettere le mani su un'esperienza come la nostra».

SG: Cos'è che, secondo te, ha effettivamente fatto un passo in avanti importante?
Sheamus: «Sicuramente la grafica: per me è migliorata davvero tanto, ma è nei dettagli che secondo me il titolo si distingue tantissimo. Sembra tutto incredibilmente reale: basta guardare il ring, che ti permette di sentirti effettivamente tra le corde. I movimenti dei combattenti poi sono precisi e fedelmente riprodotti, senza parlare dei trademark, delle licenze e tutto ciò che accompagna il nostro mondo con la WWE: c'è un dettaglio preciso che, ripeto, ti fa realmente sentire all'interno della nostra stessa esperienza. Forse quello che manca è la possibilità di avere qualche personaggio in più, che in futuro potrebbe essere aggiunto: sai, qualche leggenda del passato, secondo me sarebbe davvero un qualcosa in più».



SG: Quest'anno sulla copertina di WWE 2K17 c'è Brock Lesnar. E Sheamus?
Sheamus: «Beh qualche anno fa io ero in copertina. Certo, eravamo in gruppo, però c'ero anch'io tra tutti gli altri, quindi la sensazione un po' la conosco. Sarebbe sicuramente qualcosa di molto bello rappresentare il titolo come fanno gli altri nel corso degli anni, però ti ripeto: per me è già molto significativo essere all'interno del gioco, che per me significa davvero tanto».

Purtroppo il tempo a nostra disposizione con Sheamus è volato via e non abbiamo avuto modo di continuare a domandargli tutto ciò che era possibile, approfittando del suo ritmo incalzante e della sua grande voglia di raccontare e di parlare, soprattutto di calcio e di quella atipica passione chiamata Sampdoria. Da St. Augustine, in Florida, all'Italia il viaggio è lungo, soprattutto con i ritmi che devono tenere i wrestler della WWE, ma dopo la sua recente visita a Milano magari a Sheamus tornerà voglia di riabbracciare il nostro Paese, per la gioia di tutti i suoi fan. 

0 COMMENTI