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Dead Rising Triple Pack

Dead Rising Triple Pack

Il ritorno dell'altra saga di Capcom con gli zombie

Recensione
A cura di del
Gli zombie non sono mai realmente passati di moda. Lo sa Konami che ha deciso di inserirli in Metal Gear Survive, e lo sa ancora meglio Capcom, che con Resident Evil ha creato una saga leggendaria nel mondo dei videogiochi, che proprio sui mostri creati dal maestro Romero (l’altro, non quello di Doom) ha basato parte della sua fortuna.
Per festeggiare il decennale del brand e preparare la strada al nuovo capitolo in arrivo il 6 dicembre prossimo, Dead Rising 4, Capcom continua nella sua sequela di rimasterizzazioni portando Dead Rising, Dead Rising 2 e Dead Rising 2: Off the Record sulle console di nuova generazione con un comodo pacchetto, e su PC per la prima volta il capostipite di questa serie.
Si tratta di porting, in realtà, in cui i tre titoli sopracitati beneficiano di una maggiore risoluzione e fluidità. Dead Rising Triple Pack è l’occasione per affrontare (o ri-affrontare) le rocambolesche vicende di Frank West e Chuck Green alle prese con gli zombie di Capcom. Gli altri, non quelli creati dal T-Virus.



Old Wild Frank West
Dead Rising, per chi non lo avesse giocato all’epoca su Xbox 360, è un action in cui si vestono i panni (in questo caso la giacca di pelle) di Frank West, fotografo freelance che si getta volontariamente nella classica apocalisse zombie da centro commerciale, per indagare sui fatti che hanno scosso la tranquilla cittadina di Willamette.
La fortuna del titolo, all’epoca, fu la sua grande vocazione free roaming, sulla quale lavorò Keiji Inafune, creatore del franchise. A fronte di alcuni problemi, oggi ancora più evidenti, Dead Rising era un’esperienza tutto sommato divertente, genuina, e abbastanza inedita. Nelle fittizie 72 ore del gioco prima che Frank venga recuperato da un elicottero, che corrispondono a circa 6-7 in tempo reale, Frank West deve sopravvivere al delirio di non morti, cercando nel contempo di fotografare qualsiasi dettaglio importante sulla vicenda, con la speranza di far luce definitivamente sul disastro avvenuto.
In soldoni, Dead Rising permette di fare sostanzialmente qualsiasi cosa. Il massiccio Frank può fotografare ogni dettaglio che lo circonda (meccanica che permette di acquisire più o meno punti esperienza a seconda della qualità delle foto), ma può soprattutto fracassare crani. Ogni oggetto che si trova in giro è un’arma, dai palloni, alle panchine, passando per le più banali mazze da baseball e pistole. Gli oggetti si deteriorano, com’è ovvio che sia, mentre le armi hanno una durata illimitata, pallottole permettendo.
In questa formula semplice ma efficace si innesta il tempo che scorre, come accennato, entro il cui scadere è necessario risolvere una serie di casi, vicende collaterali al protagonista che permettono di scoprire dettagli aggiuntivi sulla storia. Data una longevità sicuramente non stellare (il che potrebbe essere un bene), Dead Rising è il classico titolo da giocare e rigiocare per confezionare la run perfetta. Ma qui subentrano i limiti di cui sopra, oggi impossibili da ignorare.
I movimenti un po’ goffi sublimati da un gunplay ridicolo - se consideriamo che nello stesso anno usciva un giochino chiamato Gears of War – l’intelligenza artificiale fastidiosa, e una gestione della mappa e dell’inventario al limite della denuncia per ripetute violenze, rendono Dead Rising un’esperienza spigolosa, oggi. Altrettanto spigolosa anche nell’estetica che, complice una risoluzione maggiore, evidenzia l’ovvia arretratezza grafica del titolo, in particolare nelle animazioni, nei poligoni, e nelle texture degli ambienti. È come mettersi chili di profumo sperando di coprire il tanfo di una settimana senza doccia, per farvi capire.



Frank e i suoi fratelli
Dead Rising Triple Pack contiene anche Dead Rising 2 e Dead Rising 2: Off the Record (entrambi senza DLC, purtroppo) i quali, diversamente dal capostipite della serie, si ripropongono decisamente meglio a distanza di tutti questi anni.
Dead Rising 2 riprende buona parte della formula originale aggiungendo però qualcosa di nuovo. Il protagonista Chuck Green dovrà aspettare l’arrivo dell’esercito mentre cerca di trovare una cura per la figlia infetta, in un mondo sconvolto dall’apocalisse zombie, ormai parte integrante della storia, con tanto di eventi, giochi a tema e varietà. In questo episodio fa il suo esordio la modalità multiplayer, perfettamente integrata nell’ambientazione, ma probabilmente desolata in quanto a popolazione dei server, fatta di minigiochi deliranti a base zombie. Ma l’aggiunta di peso sono senz’altro le armi combo. In Dead Rising 2, infatti, è possibile combinare una serie di oggetti per creare armi micidiali. Si va dalle intuitive e banali mazze con filo spinato, fino ad improbabili bastoni-motosega e tanto altro ancora. Le combinazioni sono veramente tantissime e vanno a creare un arsenale sconfinato con il quale massacrare le orde di zombie. Oltre alla veste estetica decisamente più allettante, è il gameplay di Dead Rising 2 a rendere il titolo meno anziano e godibile ancora oggi. Rispetto al precedente capitolo si salta, si combatte, e soprattutto si spara in modo più fluido ed intuitivo.
Dead Rising 2: Off the Record è invece uno spin-off che riprende in toto le meccaniche del secondo capitolo, ma inserendo al centro della scena di nuovo quel gigione di Frank West. Divenuto famoso grazie allo scoop sulla cittadina di Willamette, Frank vive una spirale di gioie e dolori dalle quali ne esce, inevitabilmente, male. Da qui riprende la sua vicenda, ufficialmente fuori dalle cronache ufficiali, come suggerisce il titolo, in cui Frank cerca di riguadagnare la sua immagine presso il grande pubblico.



72 ore dopo
Tirando le somme, com’è Dead Rising, oggi? La cosa che fa ancora onestamente stupore è il numero di zombie che il gioco riesce a mantenere in mobilità su schermo, anche nel primo capitolo. La confusione ed il bailamme di sangue che ci si ritrova a creare è ancora soddisfacente, nonostante tutto.
Dead Rising, pur essendo ostico da giocare per i motivi di cui sopra, rimane un’esperienza paradossalmente migliore nel quadro generale delle cose. Forse perché è più genuina, realistica, e scevra del (seppur bellissimo) delirio che Capcom ha inserito nei capitoli successivi, quel nonsense demenziale che ha fatto la fortuna della serie negli anni. Ha anche quel gusto del grottesco estremamente bilanciato, a tratti delizioso, che contraddistingueva i titoli Capcom di una volta, un elemento che la software house sembra aver perso per strada con il tempo.
Dead Rising 2 rimane comunque l’esperienza migliore facendo una banale media. Dead Rising2: Off the Record, nonostante il ritorno del nostro fotografo preferito, ancora oggi non riesce a fare breccia come dovrebbe, complice un’eccessiva somiglianza con il numero due della serie. Ciò che invece rimane ancora molto fastidiosa è l’intelligenza artificiale, che muove gli alleati come degli idioti, mandandoli spesso nelle fauci degli zombie, invece di fuggire come dovrebbero. Non sarebbe un problema, se non fosse che molte missioni secondarie richiedono di trarli in salvo. Ah, i tempi di caricamento tra una location e l'altra sono quelli originali, nonostante l'hardware più performante.
  • + Le armi combo di Dead Rising 2
    + La libertà d'azione
    + Impegnativo e molto rigiocabile
  • - Dead Rising è invecchiato male
    - Il porting mette in luce tutti i difetti estetici
    - Mancano i DLC
voto
7

Dead Rising Triple Pack è un buon compromesso per giocare questa serie unica, ancora oggi, nonostante i suoi evidenti problemi. Dead Rising oggi è un titolo invecchiato molto male, duole ammetterlo, ma che saprà affascinare chi è in cerca di un’esperienza di gioco “old-school”. Dead Rising 2 rimane ancora divertentissimo, nonché molto più piacevole esteticamente e pad alla mano. Ognuno di questi titoli, in ogni caso, è ancora oggi l’espressione più divertente ed appagante in merito di massacro indiscriminato e scriteriato di morti viventi, che concede una libertà di gioco rara al giorno d’oggi. Dead Rising Triple Pack è disponibile per PC, PS4 ed Xbox One, ma i tre titoli possono essere acquistati anche singolarmente sugli store delle rispettive piattaforme.

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