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Watch Dogs 2

Watch Dogs 2

Ribelli a San Francisco

Provato
A cura di Matteo “Buddybar” Bussani del 23/09/2016
Parigi è da sempre la città della rivoluzione, la capitale di un popolo che spesso e volentieri ha deciso autonomamente di chiudere il rapporto con le istituzioni del passato, per riuscire a rincorrere un futuro che potesse essere migliore, anche a costo di usare la violenza, foriera sì di risultati, ma a un prezzo non sempre facile da sopportare. Quale città può essere migliore per accogliere un evento dedicato a Watch Dogs 2, il cui tema principale è proprio la ribellione di alcuni contro un sistema che è riuscito a ingabbiare in una prigione tecnologica la vita delle persone?



Si va a fare la rivoluzione
Come già saprete dalle altre anteprime, Watch Dogs 2 è ambientato in una San Francisco in cui tutto e tutti sono costantemente monitorati da tutto ciò che avrebbe dovuto migliorare la qualità della loro vita, soprattutto da quegli elementi che, come lo smartphone e il computer, erano nati con lo scopo di raggiungere un’informazione e non di fornirla.
I dati, registrati ed elaborati sono dati in pasto a un sistema dal nome ctOS 2.0 che oramai è in grado di valutare realisticamente la realtà tramite il peso delle informazioni. Un mondo distopico, un mondo contro cui già Aiden Pearce, per ben altre motivazioni, ha dovuto combattere, ma che stavolta affronteremo nei panni di Marcus, militante della Dedsec, per liberare con la forza e con l’hacking il mondo che sembra sempre più irrecuperabile. Il cambio di tinte del gioco, da quelle estremamente cupe del primo a quelle ribelli e sbarazzine del secondo, non può passare inosservato e ci si chiede se possa coerentemente inserirsi nelle tematiche affrontate, che mostrano invece una profondità invidiabile e che spesso conducono a riflessioni tutto fuorchè banali. Ma d’altronde per chi vuole fare un tuffo nel passato, la rivoluzione non l’hanno fatto di certo i vecchi, e se bisognava trovare l’immagine perfetta per rappresentare un ragazzo giovane americano, incosciente e così ingenuo da credere di poter ribaltare un intero sistema da solo, forse non potremmo che pensare effettivamente a Marcus o a uno dei suoi strambi amici, per come Ubisoft ce li ha proposti.



Vagando per la città
A Parigi questa volta abbiamo potuto provare quasi due ore di single player, e con un’autonomia discreta, c’è stato concesso il vagabondaggio per la mappa, svolgendo quanto permesso, e cercando di portare a termine la missione principale che si stava nel mentre svolgendo. Indicativamente questa potrebbe essere la seconda o la terza nell’arco narrativo e quindi già molte abilità e strumenti erano stati sbloccati.
Come in ogni gioco free roaming abbiamo deciso di affrontare questo breve estratto del gioco puntando ad affrontarlo esattamente come avremmo fatto nella realtà, ovvero alternando gli obiettivi della main quest a quello che il gioco durante la partita ci avrebbe di volta in volta, strada per strada, offerto. Per prima cosa abbiamo cambiato gli abiti, troppo casual e ci siamo buttati su qualcosa di più corto e adatto al sole californiano. Il sistema è molto classico e offre la solita varietà di vestiti per poter agghindare il personaggio esattamente come desideriamo. Una volta finito, abbiamo impostato il punto dedicato all’inizio della missione principale stando attenti alle varie proposte presenti sul tragitto.
Ci siamo fermati a uno shop in cui acquistare munizioni e altre armi e poi, trovata una gara di motociclette, dopo aver valutato il tempo a nostra disposizione, ci siamo tuffati nel time-attack a checkpoint. Inutile girarci intorno, se potevamo affrontare una sola missione fra quelle disponibili, tanto valeva provare tutto e vedere la qualità del contorno, fondamentale in un open world, e soprattutto non ignorabile in una San Francisco così ricca di vita e attività.
La gara, intuitiva nella sua struttura, è stata difficoltosamente portata a termine a causa del percorso scosceso che non ha aiutato il controllo della due ruote. Dopo numerosi tentativi siamo finalmente riusciti a completarla, ammettiamo però non con grandissima soddisfazione.



Mai con le mani in mano
Il grosso pregio di Watch Dogs 2 infatti è che oltre alle attività vere e proprie, ci sono una serie di mini eventi collaterali, che sono relativi a ciascun NPC, che abbinati alle funzionalità hacking, di per sé forniscono una piccola dose di divertimento. Infatti a seconda della situazione si attiverà un menù di hacking diverso che permetterà di creare diversivi, attirare la polizia, derubare il malcapitato e così via. Questo è vero non solo vagando a piedi, ma anche in auto, dove compatibilmente con le cariche di hacking rimaste, potremo divertirci a correre per le strade facendoci strada nel traffico, magari scappando da un gruppo di volanti scioccamente al nostro inseguimento. Guida cittadina che, per fortuna, nel corso dei mesi ha subito un netto miglioramento e ha raggiunto una piacevolezza superiore, constatabile in un alleggerimento dei veicoli che semplifica non poco le manovre e il controllo generale dei mezzi. La possibilità di sparare alla guida va ad aggiungersi alle meccaniche disponibili, anche se, a causa del numero di azioni possibili al volante, è relegata a una combinazione di tasti un po’ macchinosa e comunque solo alle armi impugnabili con una sola mano.
La missione principale in questo caso è relativa al recupero di un gruppo di chip di nuova concezione per sbloccare un nuovo ventaglio di opzioni contro i robot casalinghi, utilizzati anche dal sistema di sicurezza per proteggere il perimetro della propria abitazione.



Drone Hacking
Per far ciò dovremo chiaramente infiltrarci nelle varie location per sottrarre di volta in volta quanto necessario. Ad aiutarci nell’impresa due piccoli gadget necessari per superare alcuni ostacoli che si parranno di fronte a noi. In generale entrambi fanno riferimento al mondo dei droni, uno è un drone di terra, mentre l’altro è il classico e più comune quadricottero.
Prendendo il controllo diretto di questi due, sarà possibile in men che non si dica hackerare oggetti lontani da noi, oppure arrivare in luoghi altrimenti irraggiungibili. Il primo tra l’altro potrebbe addirittura fisicamente aprire porte o attivare altri interruttori fisici utili a farci progredire nella missione.
Tutti questi elementi vanno a creare un interessante ecosistema di sezioni stealth e puzzle, che rende ancora più variegato l’accesso ai vari luoghi delle missioni, senza dover per forza ricorrere alla forza bruta. Se invece consideriamo la violenza come l’unico mezzo per risolvere i problemi, allora l’arsenale di armi arricchito con nuove bocche da fuoco farà al caso nostro.
Le attività saranno o ritrovabili durante le scorribande e comunque saranno costantemente segnalate sulla mappa di gioco, se poi volessimo invece ricorrere a tutte le altre funzionalità esse si paleseranno a noi nella forma di una schermata di smartphone, con le relative app a condurci per il menù. Una trovata già vista, ma più che mai su misura per l’ambientazione di questa distopica San Francisco.
Il comparto grafico mostra un buon livello di dettaglio su PS4, anche se non nasconde i segni di un polishing ancora assente. Cali di frame rate, pochi e di scarso impatto visivo, confermano la bontà del prodotto già toccata con mano un mese fa alla Gamescom.
  • [+] Nuove Hacking Features (droni) ben implementate
    [+] San Francisco è viva e ricca di attività
    [+] Guida migliorata

Watch Dogs 2 si avvicina al lancio, con questa veste rivoluzionariamente sbarazzina che non ha convinto tutti, ma a mente lucida rappresenta esattamente l’idea che si voleva dare del gruppo hacker ribelle americano, che porta avanti però valori europei, a pelle francesi, di libertà, uguaglianza e fraternità. Non a caso la location dell’evento è stata proprio la capitale francese, ben rappresentativa di questo spirito.
Aspettiamo infine l’uscita del gioco attesa il 15 novembre su tutte le piattaforme, rimanendo sulle pagine di Spaziogames.

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