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Star Trek: Bridge Crew

Star Trek: Bridge Crew

These are the voyages...

Provato
A cura di del
In occasione della fiera di Colonia siamo stati in grado di provare per la prima volta Star Trek: Bridge Crew, nella sua versione per Oculus Rift. Indossata la divisa di Starfleet, alzando lo sguardo verso le stelle, tuffiamoci in questa avventura intergalattica.

Spazio, ultima frontiera
Dal punto di vista tecnico, il gioco non si presenta in forma smagliante, a causa dei modelli dei personaggi fin troppo "pupazzosi e plasticosi", ma trattandosi di uno dei primi giochi pensati esclusivamente per la realtà virtuale, questo è perfettamente comprensibile. Potremo osservare interamente l'interno della nave guardandoci attorno, vedendo anche i nostri compagni di gioco (ricordiamo che il titolo prevede un multiplayer fino a 4 giocatori), i cui avatar mimeranno i loro movimenti nella realtà, dando a volte vita a risultati piuttosto esilaranti, come quando si cerca di stiracchiarsi (non vi dirò il risultato per il personaggio, vi lascerò il piacere della scoperta). Guardando di fronte a noi, fuori dai giganteschi finestrini dell'aeronave, potremo ammirare galassie più o meno inesplorate, con meteoriti che si faranno strada verso di noi minacciando la nostra sopravvivenza, stelle lontane che illumineranno la fredda notte dello spazio: sebbene, come detto, il motore grafico non sia all'altezza delle produzioni odierne, la realtà virtuale riesce comunque a farci immergere nella galassia come mai prima d'ora, ed è impossibile non perdersi ad ammirare la vastità di quello che ci circonda.

Make it so
Il gioco si sviluppa intorno a quattro giocatori, ciascuno con il suo ruolo: abbiamo il capitano della nave, l´ingegnere, il timoniere e l´ufficiale deputato ad armi e scudi. Nel caso di una partita in giocatore singolo, dovremo forzatamente prendere il controllo del capitano e dare ordini ai tre sottoposti guidati dalla CPU. Il multiplayer, invece, sarà disponibile sia in locale che online, e richiederà un visore per ciascun giocatore. Il numero di giocatori è indifferente: non si dovrà essere necessariamente in quattro per giocare, in quanto i personaggi mancanti saranno controllati dalla CPU.
Nella nostra prova avevamo il ruolo di timoniere: azionando le leve e i pulsanti sulla schermata posta di fronte al nostro avatar, potevamo regolare la velocità della nave, decidere la prossima destinazione, virare in ogni direzione e cosi via. La parola chiave del gioco è collaborazione: ciascun ruolo è fondamentale alla riuscita della missione, in quanto sono richieste le abilità peculiari di ogni ufficiale per tornare a casa sani e salvi. 
Il multiplayer è dunque il fulcro del gioco: nella nostra prova, ciò che più ha divertito i presenti era il fatto di essere tutti nella stessa stanza e doverci coordinare tra urla, schiamazzi, incomprensioni e tante risate. Per quanto potessimo tentare di individuare l'astronave nemica dei Klingon, questo sarebbe stato inutile senza le bocche di fuoco gestite dal fuciliere e senza gli ordini del capitano, e viceversa.
Il capitano si occupa di coordinare i movimenti dei suoi sottoposti, garantendo quindi la massima efficienza del suo team. Se il capitano fallisse nel dare i giusti ordini, gli altri membri rischierebbero di interferire gli uni con gli altri. Per questo, ripetiamo, ogni ruolo è fondamentale allo stesso modo: non ci sono posizioni più o meno importanti ma, come in una vera squadra, ogni membro deve dare il suo meglio perché tutti possano vincere.

Where no man has gone before
Dopo la prova, abbiamo poi avuto modo di scambiare qualche parola con alcuni dei ragazzi di Ubisoft. Nonostante il gioco riproduca fedelmente l'immaginario della serie televisiva di Star Trek, a partire dalla sua mitologia fino all'abbigliamento dei membri di Starfleet e così via, ci è stato confermato che non saranno presenti personaggi provenienti dalle varie serie che si sono succedute nel corso degli anni, neanche in forma di cameo. La storia riguarderà un'astronave e un team completamente nuovi, in modo da dare la possibilità a chi non conosce il mondo di Star Trek di godersi l'avventura senza alcun problema.
Non vedremo dunque né la storica Enterprise, né il capitano Kirk o il capitano Picard, ma speriamo di poterci affezionare ai nuovi arrivati così come ci siamo affezionati ai vecchi personaggi.
  • [+] Collaborazione fondamentale
    [+] Alta immersività
    [+] Lo spazio non è mai stato così vicino

Questa prova con Star Trek: Bridge Crew mi ha lasciato particolarmente sorpreso per il grado di divertimento che è in grado di offrire e per l'immersività che è in grado di creare, in parte grazie alla realtà virtuale e in parte grazie alla necessaria cooperazione tra I membri dell astronave. Trattandosi di una prova piuttosto breve, rimangono molte incertezze per quanto riguarda il gioco: sarà in grado di essere divertente per tutta la sua durata? Quante saranno e quanto saranno varie le missioni? Sono domande che troveranno risposta ben presto, visto che il gioco è previsto per questo novembre su PS4 e PC. Vi invitiamo a rimanere con noi per il nostro giudizio definitivo.

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