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Quando finirà la magia di Pokémon GO?

Quando finirà la magia di Pokémon GO?

Non saremo per sempre allenatori

Speciale
A cura di del
Pokémon GO è un fenomeno onestamente impressionante. Per numeri, storie collegate ad esso, effetti su economia, società, supera di gran lunga le più grandi “storie” del 2016, e probabilmente degli ultimi quattro o cinque anni. L’applicazione ha superato in numeri l’app per incontri Tinder e arriva vicina a quelli di Twitter (nel momento in cui leggerete è probabile che li abbia anche superati). Tutti ne parlano, ma veramente tutti: la mamma, il vicino di casa, gli amici che sì e no giocavano a FIFA su PlayStation 4 nel fine settimana, gli amici videogiocatori esperti che però non hanno mai toccato una console Nintendo in vita loro perché vittime del pregiudizio di una lineup “per bambini”, gli articolisti dei quotidiani, il sociologo ingaggiato dalla testata generalista per fare click, lo psicologo a cui hanno chiesto un’opinione che - per non sbagliare - la butta sul rischio malattia che ci sta sempre bene, e infine noi della stampa specializzata. Questi sono solo alcuni dei soggetti influenzati dalla Pokémon GO-mania; in modi diversi, sia chiaro.
D’altronde, come si fa a non essere almeno attratti da ciò che Pokémon GO offre? Le storie che ogni giorno escono al riguardo ne sono la testimonianza: gente che lascia il lavoro, fidanzate, amici, alcuni che si immolano finendo sotto le macchine pur di catturare un Dratini. Poco importa che, in buona sostanza, sia una revisione di Ingress; sono i Pokémon il punto forte. Il sogno di diventare un allenatore di mostri tascabili è ancora un campanello molto forte nel subconscio di molti di noi. Pavlov è The Pokémon Company e noi i cani. Ma c’è una cosa che tutti quanti ci stiamo chiedendo da quando abbiamo installato Pokémon GO sui nostri cellulari: quanto può durare tutto ciò?



Sogno di un Pokémon GO di mezza estate
È estate a Jesi (AN), la città che mi ha dato i natali, quella in cui sono cresciuto e vivo attualmente. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. “Estate” però è un termine eufemistico per esprimere quanto faccia caldo dalle mie parti. C’è un detto marchigiano: chi vuole soffrire le pene dell'inferno, vada a Jesi d'estate e a Cingoli d'inverno. Questo per dire che, dopo cena, è necessario uscire per una passeggiata, nella vana speranza di trovare refrigerio con un gelato o qualcosa di altrettanto fresco.
Da diverse estati, ogni lunedì (o quasi) faccio la mia passeggiatina serale rituale con un’amica. Ci si racconta la propria vita, si ride, si sparla anche - perché no - e da qualche settimana si gioca anche a Pokémon GO. L’ultima volta lei aveva bisogno di un solo Eevee per riuscire a ottenere finalmente un Jolteon e, come insegnano le sempreverdi leggi di Murphy, intorno a noi è stata un’apoteosi di Rattata, Pidgey e Staryu (con avvistamenti sporadici di Caterpie e Nidoran) per tutta la sera.
Nel frattempo, passiamo di fronte a tanti ragazzi impegnati a giocare, a piazzare esche pagate con i loro sudati (in tutti i sensi) risparmi. Qualcuno ne approfitta per provarci con l’amica. Delle coppiette stanno in giro mano nella mano e telefono nell’altra. “Dove diavolo sta Dragonite? Mi dice che è qui intorno!”, “Guarda ‘sto Bulbasaur che fugge!”, “Ho preso più Pidgey stasera che strette di mano in vita mia”, queste le frasi che ascoltiamo.
La serata finisce e ritorno a casa. In macchina, con una velocità di crociera rigorosamente bassa per far schiudere le uova e trovare più facilmente i mostri, scorgo un Eevee nei dintorni. Preparo il telefono, la batteria è al 5% ma posso farcela. La soddisfazione di mandare uno screenshot alla mia amica per farla rosicare sarà tantissima. Però Eevee è un figlio di buona donna ed esce dalla Pokéball un sacco di volte, quando non me la rimanda indietro con rovesciate degne di Carlo Parola. Il telefono si spegne mentre lo sto catturando. Messo il telefono in carica una volta arrivato a casa, scopro che la cattura non è andata a buon fine.



Ai confini della realtà
Questa è una delle tante storie, rigorosamente vere, legate a Pokémon GO. È una delle meno eccitanti, lo so, difficile battere la chiesa battista di Westboro che usa i Pokémon per combattere i sodomiti. A Jesi fa caldo, ma non così tanto da essere impazzito e inventare storie, giuro.
La chiesa battista di Westboro è una delle organizzazioni più note tra quelle che promuovono l’omofobia nel nome della religione, ed è conosciuta per le sue grandi manifestazioni di protesta. Come sapete, Pokémon GO si avvale delle mappe di Google per interagire con i punti di interesse di tutto il mondo, tra cui la chiesa in questione. In questo caso, il luogo di culto di Westboro è stato inserito addirittura come una palestra, e un membro della comunità LGBT ne ha preso il controllo con un Clefairy chiamato “LoveIsLove”. Il povero Pokémon in questione è stato etichettato come “sodomita” (non si sa bene il perché), così Westboro ha reclutato il rinomato emblema di eterosessualità e famiglia tradizionale JigglyPuff per combatterlo.
Tutto questo sta avendo anche un impatto sull’afflusso di fedeli nella struttura. Margie Phelps, moglie del sacerdote di Westboro Fred Phelps, è molto entusiasta della vicenda: “Le persone si fanno vedere in chiesa per giocare a Pokémon GO. Ero fuori a passeggio con mio nipote e c’erano qualcosa come sessanta persone di fronte alla chiesa”. Westboro sta anche incoraggiando le persone a combattere contro i sodomiti di cui sopra tramite i social network, specialmente Twitter e Vine.
Al momento non sappiamo come stiano andando le cose e chi stia vincendo, ma questo è solo un esempio del delirio che sta accompagnando l’app di Niantic e The Pokémon Company in tutto il mondo. In Russia credono che Pokémon GO sia opera del demonio, quello vero; non Diablo, per esempio.
Non parliamo di cittadini qualunque, per altro, ma membri anche abbastanza importanti dell’esercito: "C'è la sensazione che il diavolo sia alle spalle di queste meccaniche e stia cercando di distruggere la nostra spiritualità dall'interno", secondo Franz Klintsevich, un ufficiale delle forze di sicurezza russo. A rincarare la dose ci pensa Denis Voronenkov, anche lui funzionario in carica: "Gli utenti in possesso di questa applicazione potrebbero diventare complici insospettabili di atti di terrorismo". E infine fa piacere che tutto il mondo è paese, e anche i politici russi non potevano non esimersi dal pensare ai bambini e riportarci alla realtà. Andrei Polyakov, politico di spicco, ha infatti dichiarato: "Dobbiamo riportare le persone alla realtà e farle uscire dal mondo virtuale. Questo conduce al satanismo".



Winter is coming
Queste sono due tra le più strane storie legate a Pokémon GO, nel marasma di notizie che ogni giorno vengono battute dalle agenzie di tutto il mondo. Un giorno sicuramente tutti si daranno un po’ una calmata, complice il fatto che sarà un pochino più difficile passare tutti i giorni (o le sere) in giro a caccia di Pokémon. Perché? Perché l’inverno sta arrivando.
Non è un caso, secondo me, che il gioco sia uscito proprio il 15 luglio e non, che so, il 15 novembre. I ragazzi hanno finito la scuola, i più grandi sono in ferie o più probabilmente disoccupati, e con l’arrivo della bella stagione c’è tutto il tempo di correre dietro ai Pokémon invece di correre dietro alle ragazze, come facevo io alla tua età quando avevo almeno cinque anni di più ed ero già sposato.
Siamo sicuri che con i primi freddi, piogge o nevicate saremo ancora così vogliosi di passare ore fuori di casa a cercare di far evolvere il nostro Squirtle? Michael Pacther, l’analista, ha dato quattro mesi di vita al gioco. Forse sono pochi, ma non credo ci sia andato tanto lontano. D’altronde è impossibile andare in giro in auto a caccia di Pokémon, perché le uova non si schiudono ed è più difficile prendere i mostriciattoli.
C’è da dire che l’accessorio Pokémon GO Plus, la smartband dedicata al gioco, verrà venduta a settembre e non in estate come previsto originariamente. Un segno di speranza, oppure il segnale che il gioco è sull’orlo dell’oblio.
Di sicuro Pokémon GO sarà una grande pubblicità per Sole e Luna, i titoli della saga principale in arrivo su Nintendo 3DS. Che l’app si eclissi oppure no, questo potrebbe essere un enorme traino per coinvolgere nuovi giocatori, e convincerli a comprare la console Nintendo con relativo gioco Pokémon. Nell’ottica del giocatore casual, o del non-giocatore, Sole e Luna rappresenterebbero una sorta di “evoluzione” di Pokémon GO, come se finora avessero giocato ad una versione “dimostrativa” dei giochi di The Pokémon Company.

Comunque vada a finire, Pokémon GO è qui per rimanere. E anche se se ne andasse a breve, sicuramente lo ricorderemo come uno dei fenomeni di massa più importanti degli ultimi anni, a prescindere dal fatto che lo abbiate amato oppure odiato. Perché forse, a volte, le storie nate da esso sono più interessanti dell'applicazione stessa.

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