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South Park: Scontri Di-Retti

South Park: Scontri Di-Retti

Il grande ritorno

Video Anteprima
A cura di del
South Park è l’unica serie TV che nei suoi quasi venti anni di storia è riuscita a sopravvivere a se stessa. Poche altre realtà hanno fatto qualcosapur trasformandosi in qualcosa di radicalmente diverso dalle sue origini. Da cartone animato irriverente e scurrile, la serie ha attraversato un periodo di critica sociale, per poi diventare un cartone animato di commento dell’attualità. In queste sue tre fasi, come un buon barolo in una botte di rovere, la serie non ha fatto altro che migliorare e i creatori Trey Parker e Matt Stone sembrano inarrestabili.
Il punto è che il geniale duo di sceneggiatori del Colorado conosce molto bene il mondo dei videogiochi e sa ancora meglio che il primissimo videogioco di South Park fu “una vera merda”, per usare le loro parole. Così, dopo alcuni anni e con la collaborazione di Ubisoft, uscì The Stick of Truth, una sorta di rivincita per l’excursus videoludico di South Park. Un gioco non privo di difetti (riconosciuti da Parker e Stone, ovviamente) ma straordinariamente divertente e infarcito di quel genere di fan service che fa saltare sulla poltrona gli appassionati.
Così, nonostante un successo ridimensionato in Europa e le censure per le versioni console, il magico duo ci riprova con un nuovo titolo, chiamato The Fractured But Whole e tradotto in italiano con il discutibile South Park: Scontri di-retti (per chi non masticasse l’inglese: The Fractured But Whole significa “Spezzato ma intero”, ma poiché “but whole” suona come “butthole”, alle orecchie di un anglofono il titolo del gioco si potrebbe tradurre come “South Park: il buco del sedere rotto”… non male vero?).





Ora basta: giochiamo ai supereroi
Dopo la vicenda narrata in South Park: The Stick of Truth, i bambini di South Park si sono stufati di giocare a fare elfi e maghi, abbandonando il potere della petomanzia in favore dei supereroi. Così, nei primi minuti di gioco, la vicenda di The Stick of Truth cambia completamente tema: da eroi cavallereschi high fantasy, eccoci passare in un istante a una vera e propria Civil War tra supereroi, con evidenti riferimenti all’universo Marvel e ai suoi recenti exploit cinematografici.
Il giocatore, nei panni del solito “coglionazzo” del primo gioco, può scegliere tra una dozzina di classi, ognuna delle quali incarna un potere. Vi è la super forza, la super velocità e ogni genere di stereotipo tratto dal mondo dei supereroi. Tali classi, successivamente, si possono combinare per creare degli eroi ibridi, capaci di compiere più azioni e dunque avere a disposizione molte più mosse. Parliamo di un ingigantimento del concept e della personalizzazione del personaggio rispetto al primo gioco, e in generale crediamo che questa caratteristica amplierà lo spettro di possibilità offerte da questo gioco.
Un altro aspetto che cambia radicalmente rispetto al passato si riscontra nel sistema di combattimento. Abbandonato l’impianto RPG classico a turni di The Stick of Truth, in The Fractured But Whole si combatte su griglia, in quello che – a tutti gli effetti – è un RPG tattico. Il posizionamento dei personaggi prima dello scontro è vitale, così come risultano provvidenziali le mosse che modificano la posizione dei nemici. Vi è la possibilità di colpire più nemici contemporaneamente, di affiancarli per infliggere più danni o di indurli a cadere in qualche trappola tattica. Le possibilità si ampliano a dismisura, così come la difficoltà degli scontri che sale e richiede al giocatore di ragionare. Si tratta di una scelta coraggiosa da parte degli sviluppatori, che con questo gioco basato su di un franchise molto popolare si vogliono rivolgere anzitutto ai giocatori, offrendo loro un gioco profondo e capace di fornire un livello di sfida adeguato. Da questo punto di vista, dunque, possiamo ritenerci molto soddisfatti.

South Park nudo e crudo
A monte di tutto questo, però, vi è da tenere in considerazione il fatto che South Park: The Fractured But Whole è e resta un gioco basato sulla saga di Parker e Stone. L’avventura è infarcita di riferimenti, easter egg, battute e ogni genere di oscenità che farà sicuramente piacere ai fan della saga. Ad esempio, nella stanza di Cartman, abbiamo trovato un paio di mutande sporche di sangue e un flacone di Chipotleaway. Chi segue la serie amerà alla follia questo genere di cose, esattamente come era avvenuto nel primo capitolo.
In questo secondo gioco, tuttavia, i bambini di South Park sembrano più consci di essere parte di un’avventura fittizia, e le rotture della quarta parete sono molto più frequenti che in passato. Ad esempio, nel bel mezzo di uno scontro in strada, uno dei bambini si è messo ad urlare “Macchina!”, e il gioco ha interrotto il nostro scontro per fare passare un automobilista, esattamente come tutti noi da bambini abbiamo fatto almeno una volta giocando a pallone. 
Ovviamente il gioco stupra qualunque cosa sia politically correct, e si pone come un prodotto crudo e difficilmente apprezzabile da chi non ama la comicità sagace ma scurrile della serie. Ma, dal punto di vista del mero gameplay, ci troviamo davanti a un gioco che ha certamente qualcosa da dire.
  • [+] Sembra di rivivere una puntata della serie
    [+] Comicità agli stessi livelli della serie tv
    [+] Sistema di combattimento rinnovato e più complesso

South Park: The Fractured But Whole è esattamente quello che i fan di questa serie potevano aspettarsi dal sequel dell’amato The Stick of Truth: un gioco più bello, più curato e con un sistema di combattimento più impegnativo. Siamo davvero felici che Ubisoft abbia scelto di scommettere ancora una volta su questa serie, e crediamo che l’idea di regalare una copia del primo gioco a chi preordinerà questo sequel sia da lodare. D’altro canto, questo titolo parte laddove si era interrotto il precedente, e un playthrough del primo capitolo è quantomeno necessario. Per chi, invece, ha divorato il primo episodio, non vi resta che attendere fino a dicembre, quando i vostri desideri di un nuovo, divertente gioco di South Park saranno esauditi.

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