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Vampyr

Vampyr

Dai creatori di Life is Strange

Video Anteprima
A cura di del


Londra è una città in preda alla rassegnazione. La morte è diventata parte del vivere quotidiano, e i segni e nell’odore del cupo mietitore pervadono ogni vicolo di Whitechapel. L’influenza spagnola ha mietuto migliaia di vittime, e la popolazione deve convivere anche con il terrore dei vampiri. Questi esseri si celano fra la folla, e riescono speso a passare inosservati svolgendo mestieri di tutto rispetto. Un po’ come Jonathan Reid, medico chirurgo divenuto vampiro e impegnato a salvare il salvabile da un lato, a sopravvivere dall’altro. Come vampiro, Reid è costretto a nutrirsi e a dissanguare gli abitanti di Londra; come medico memore del giuramento di Ippocrate, Reid è spinto a curare gli infermi e a parteggiare per il bene. O forse no. Perché Vampyr ci pone di fronte a dilemmi morali sempre più complessi e intricati, mettendoci di fronte a scelte da cui non possiamo esimerci ma che si rivelano fondamentali per il prosieguo della vicenda. Dai creatori di Life is Strange, questa curiosa svolta verso i toni cupi e macabri ci intriga, e all’E3 2016 abbiamo avuto l’opportunità di assistere ad una breve sessione di gameplay che ci ha svelato cosa si nasconde dietro a questo gioco.

Sangue e verità
Anche se Vampyr viene definito dai Dontnod come un action-RPG, non vi è dubbio che gli elementi narrativi siano una delle colonne portanti del gioco. Anche se gli sviluppatori non sono voluti scendere nei dettagli della trama, appare evidente che il nostro eroe è impegnato nella risoluzione di un enigma – probabilmente riguardante se stesso e la sua nuova natura di vampiro – e per farlo è costretto a compiere delle scelte o, più precisamente, dei sacrifici.
Oltre ad un sistema di dialogo a ruota che ricorda, alla lontana, quanto visto in Mass Effect, in Vampyr avremo l’opportunità di modificare l’ambiente che ci circonda uccidendo in maniera oculata alcune figure chiave della città. La morte di un membro della comunità entro cui si svolge la vicenda ha delle ricadute sulla rete di relazioni e di comportamenti, e determina effetti nel breve e nel lungo periodo. Ad esempio, l’uccisione di un uomo burbero con un figlio malato porta alla fuga del bambino dal suo letto, e al suo vagare da solo per la città: il giocatore è disposto a lasciare un ragazzino orfano e a costringerlo a badare a se stesso per riuscire ad ottenere delle informazioni vitali sulla propria avventura?
Ma non è finita: uccidere e nutrirsi sono fondamentali per salire di livello e, dunque, affrontare ad armi pari i momenti più avanzati dell’avventura. Anche un giocatore con velleità pacifiste dovrà uccidere – presto o tardi – e il gioco farà in modo che tutti debbano avere a che fare con delle scelte tra la vita e la morte di una persona. Da questo punto di vista, i Dontnod hanno già dimostrato di essere dei maestri, e siamo davvero curiosi di capire quale costrutto narrativo risieda dietro a questo titolo. 

Corpo a corpo
Ovviamente, Vampyr è un gioco in cui il combattimento riveste un ruolo importante. Sebbene nel gioco vi siano le armi da fuoco (usate con enorme frequenza dai cacciatori di vampiri che pattugliano le strade di Londra), Reid combatte prevalentemente a mani nude, usando talvolta una pistola da distanza ravvicinata e, naturalmente, i propri affilati canini.
Il sistema di combattimento ci ha ricordato il free flow system di Assassin’s Creed, pur modificato dai poteri soprannaturali di Reid che gli consentono di smaterializzarsi e riapparire di fronte al nemico, o in luoghi differenti della mappa per tentare la fuga. Tutto si svolge in maniera piuttosto frenetica, e in generale siamo rimasti soddisfatti da quanto visto, che non ha certo lesinato sulla brutalità e la messa a nudo della violenza.
Contemporaneamente, ci ha stuzzicato l’idea di rendere il gioco uno “semi open world”, come lo hanno definito i produttori. Un gioco in cui il giocatore ha libertà di esplorare il mondo e scoprirne i suoi segreti, incappando spesso in tragici spaccati della realtà di Londra in preda alla pandemia. Ad esempio, nel corso della demo siamo finiti nella stanza di un uomo deceduto per l’influenza spagnola, il cui cadavere giaceva su di un canapè in decomposizione, come se nessuno si fosse preoccupato della sua assenza e lo avesse lasciato letteralmente marcire in casa sua. Vampyr è un gioco brutale, e questo genere di ritratti della vita di una città allo sbando non fanno che aumentare la qualità dell’atmosfera ritratta.

  • [+] Dilemmi morali davvero forti
    [+] Buone idee sulla narrativa e l'ambientazione
    [+] Sistema di combattimento frenetico

Dopo il successo di Life is Strange, Vampyr appare come un’opera profondamente diversa per i Dontnod, ma intrisa dello stesso spirito che ci spinge a compiere delle scelte morali difficili. A monte di tutto questo, vi è un action RPG di buona qualità che, se supportato a dovere dal sistema di combattimento – per il momento apparsoci un po’ troppo acerbo – potrebbe davvero portare a un gioco di ottima qualità. I Dontnod hanno indubbiamente puntato più in alto, e il loro compito dopo il successo di Life is Strange è difficile. Ma, a quanto pare, le sfide non spaventano questo piccolo studio di sviluppo francese.

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