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Valentino Rossi The Game

Valentino Rossi The Game

In pista col Dottore

Video Anteprima
A cura di del
Milestone è da sempre una delle software house più attive del panorama italiano e ha saputo, nei suoi due decenni di attività, ritagliarsi uno spazio ben definito non solo a livello locale, ma addirittura internazionale. Tuttavia, le produzioni della casa milanese hanno spesso diviso i fan delle simulazioni motoristiche, attratti dalla passione che da sempre ha caratterizzato i titoli di Milestone, ma spesso delusi da realizzazioni tecniche non all’altezza. 
Quest’anno, però, i programmatori italiani hanno dato un sorprendente taglio alla serializzazione di uno dei loro brand di punta, MotoGP, decidendo di puntar forte su un gioco totalmente incentrato sul Dottore di Tavullia. 
Stiamo parlando di Valentino Rossi The Game: quello che si annuncia come uno dei giochi motoristici più ambiziosi della storia recente della software house nostrana, che abbiamo avuto modo di provare in un recente hands-on.

Un “MotoGP” giallo canarino
Una cosa dev’essere chiara fin dal principio: il nuovo titolo di Milestone è davvero pieno zeppo di contenuti griffati Valentino. Come era facile attendersi, i programmatori milanesi hanno attinto a piene mani dall’universo rossiano, non lasciando davvero nulla di intentato pur di sfruttare appieno questa succosa esclusiva. 
Ecco che, oltre alle modalità classiche dei vari MotoGP di casa Milestone (carriera, campionato, time attack, gara singola), fanno la loro comparsa nuove modalità quali Drift, Flat Track, Rally e gli allenamenti con la Yamaha R1M. Inoltre, vi è la cosiddetta Rossi Story, modalità che ci permette di rivivere i 20 momenti più emozionanti della carriera del pilota italiano, scelti personalmente da Valentino.
E’ per questo che ci troviamo sicuramente davanti ad un gioco strapieno di contenuti potenzialmente ampliabili tramite i 6 DLC previsti nel corso della stagione. Per attenerci ai freddi numeri, nel gioco base saranno presenti più di 90 piloti ufficiali di MotoGP, Moto 2 e Moto 3, più una sessantina di vecchie glorie, che si daranno battaglia sui 18 circuiti ufficiali del motomondiale (compreso il nuovo Red Bull Ring) e su ben 5 circuiti storici.
Il progetto è senz’ombra di dubbio molto ambizioso, e per non rischiare che il tutto si risolva in una vuota trovata di marketing, volta ad abbagliare con le sue bardature giallo canarino solo gli utenti meno esigenti, gli amici di Milestone hanno deciso di introdurre qualche nuova feature di gameplay che possa rendere più interessante l’esperienza anche per i giocatori più smaliziati.
Insomma, una sorta di MotoGP 2016 tirato a lucido ed impreziosito dal marchio vincente del nostro caro VR46.


A scuola da Valentino
Se le nuove modalità possono rappresentare un gradito antipasto, o al massimo un succulento contorno, il piatto principale non può che essere la modalità carriera che, quest’anno più che mai, rappresenta il cuore pulsante dell’esperienza di gioco. 
La carriera ci permetterà di vestire i panni di uno dei talenti della VR46 Academy, la crew creata da Valentino per la gestione e la crescita dei nuovi talenti del motociclismo italiano. Una volta creato il nostro avatar con il completo editor fornito dal gioco (che ci permetterà, tra le altre cose, anche di scegliere lo stile di guida a noi più confacente), inizieremo quindi la nostra avventura dalla Moto 3, sotto gli occhi vigili di un Dottore sempre pronto a dispensarci utili consigli ed a motivarci a dovere tra una gara e l’altra. 
Ma il mondo dell’Academy è molto vario (come ben sanno Migno, Bulega e Fenati), e ti pone di fronte sempre nuove sfide, atte a farti crescere e maturare velocemente. 
Crescere, proprio così. 
E’ questa una delle feature chiave di Valentino Rossi The Game, l’introduzione di un sistema di crescita delle abilità del pilota, una novità a volta a fungere da collante tra l’esperienza dei MotoGP precedenti e le accattivanti aggiunte di questo nuovo titolo. Il nostro giovane alter ego motoristico sarà costretto a farsi le ossa sui terribili sterrati del “Ranch” (la pista di Flat Track personale del buon Vale) e a mettersi alla prova nei Rally di Monza e Misano e in alcuni Drift Events. Ogni evento, che fungerà da intermezzo tra una gara del motomondiale e l’altra, ci permetterà di far crescere determinate caratteristiche del nostro pilota, quali ad esempio la resistenza o la capacità di guidare sul bagnato. 
La scalata del nostro futuro campione al primo posto del campionato MotoGP sembra, quindi, annunciarsi come molto più graduale e complessa del solito, sperando che il sistema di crescita regali un appagante senso di progressione e non si riveli invece un frustrante limite per i giocatori più esperti, che vorrebbero fin da subito competere per le posizioni che contano.
Resta ovviamente salva la possibilità di affrontare la competizione anche impersonando uno degli altri piloti ufficiali del mondiale 2016, attraverso una classica modalità Campionato, rinunciando però a tutte le sopracitate aggiunte che arricchiscono la modalità carriera di quest’anno.



Quanto Vale davvero?
La nuova fatica di Milestone, come detto, si annuncia come uno dei titoli più ambiziosi della software house milanese, ed è proprio questa ambizione a far ben sperare per il titolo in uscita tra ormai poco più di un mese (anche in edizione limitata e in uno speciale bundle PS4 con console a tema, come già vi avevamo annunciato nelle news dei giorni scorsi).
Una delle classiche critiche mosse ai titoli sportivi in genere è quella della scarsa innovazione, e il ricorso al continuo riciclo di asset e modalità di gioco. Ecco che quest’anno si è quantomeno avuto il coraggio di rischiare, sfruttando l’occasione propizia di una griffe così prestigiosa, introducendo nuove ed interessanti modalità, ma soprattutto andando a svecchiare un po’ un gameplay che si era dimostrato finora solido ma non esaltante.
In particolare, l’introduzione della resistenza sembra essere una delle skill chiave per l’evoluzione dell’intero sistema di gioco, con piloti che partono a cannone e che man mano si fanno rimontare da chi invece fa della stamina il proprio punto di forza, dando vita, almeno sulla carta, a gare decisamente più dinamiche ed aprendo lo spiraglio ad un tatticismo prima impensabile.
Se è ancora presto per giudicare il comparto tecnico (ad una rapida occhiata il gioco sembra una versione leggermente raffinata del titolo dell’anno scorso), e solo il tempo potrà dirci se i problemi di codice dei capitoli precedenti saranno finalmente solo un ricordo, è evidente la sensazione di trovarsi di fronte ad un Moto GP tirato a lucido, pieno zeppo di nuove e vecchie modalità, molte delle quali affrontabili anche online o in split-screen con un amico.
Per i non rossiani, sommersi da interviste, contenuti a tema, e lo stesso Vale che ogni tanto vorrà interagire con noi tramite chat o video, non rimane che turarsi il naso e godersi un nuovo MotoGP in grado di pareggiare l’offerta dei predecessori e introdurre nuove ed interessanti dinamiche di gameplay, dandoci addirittura la possibilità di rivaleggiare con moto e piloti che hanno fatto la storia del motociclismo degli ultimi decenni.
Non ci resta che incrociare le dita, e attendere in griglia lo spegnersi dei semafori.



  • [+] Il gioco definitivo per gli appassionati del Dottore
    [+] Buona varietà di contenuti
    [+] Gameplay con finalmente qualche spunto innovativo
    [+] Carriera potenzialmente stimolante e coinvolgente

Valentino Rossi The Game si annuncia come il titolo definitivo per i fan del Dottore, con una pletora di contenuti ad hoc e modalità dedicate, nonché una veste grafica curata fin nei minimi dettagli, sempre chiaramente ispirata al campione di Tavullia.
Le aggiunte sul fronte del gameplay lasciano ben sperare per un titolo davvero corposo e interessante, che punta a controbilanciare un marketing quanto mai aggressivo con un gioco solido ed in grado di soddisfare tutti i palati.
Questa volta Milestone sembra davvero aver voluto tentare un all-in in grado di spazzar via le incertezze del passato, sfruttando il traino fornito da Valentino per scongiurare quella ripetitività tipica dei titoli seriali. Non resta che scoprire se le nostre attese verranno pienamente soddisfatte, o se ci troveremo di fronte all’ennesimo titolo dal sapore dolceamaro, come il finale della scorsa stagione per il nostro caro VR46.

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