Recensione di LOUD on Planet X

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     iPhone, PC, PS4, TECH
  • Genere:

     Rhythm Game
- Semplice da comprendere, impegnativo da padroneggiare
- Buona selezione musicale

- Ripetitivo in sessioni prolungate
- Giocare con mouse e pad è quasi inutile
- Qualche canzone in più sarebbe stata ben accetta
A cura di (Mastelli Speed) del
Amanti della scena musicale indie d’oltreoceano, è arrivato il titolo che stavate aspettando da tanto tempo: ecco un gioco che mette insieme la scena indipendente rock, pop e hip hop internazionale, cercando anche di offrire qualche minuto di intrattenimento. Iniziamo allora la nostra recensione di LOUD on Planet X, un titolo che non ha ragione di esistere su PC e console.



Un attimo di attenzione
In effetti, il titolo sviluppato da Pop Sandbox è presente su piattaforme mobile, nonché su Steam e PlayStation 4. L’affermazione piuttosto forte (e francamente non del tutto vera) con cui ci siamo sbilanciati a inizio articolo trova il suo perché nella natura del gioco in questione; come prevedibile, LOUD on Planet X è un rhythm game in cui giocheremo sulle note di 28 canzoni di artisti come i Metric (particolarmente consigliati da chi vi scrive), Tegan and Sara, CHVRCHES, Little Dragon, July Talk e altri. Si tratta di nomi forse non conosciuti alle grandi masse, ma che hanno di certo un seguito grazie anche alla fruizione della musica in ambiente online. Secondo gli sviluppatori, il gioco va inteso come una sorta di ibrido tra un rhythm game, uno shooter e un tower defence, e difatti la nostra analisi ha tutto sommato confermato questa catalogazione.
In ogni caso, per motivi a noi sconosciuti, durante il livello di tutorial gli artisti verranno rapiti dagli alieni: il nostro compito, allora, sarà quello di sconfiggere questi esseri fastidiosi sfruttando il potere della musica. Nel concreto, ciò significa che dovremo sparare dei fasci sonori dalle quattro casse del nostro palco a ritmo della canzone che in quel momento stiamo ascoltando.Tutto ciò si rivela necessario per fermare l'avanzata degli alieni che, disposti su altrettante quattro file, tenteranno di distruggere le casse: basta un solo
amplificatore scassato per terminare anzitempo la partita. Se su iOS e Android il titolo può sfruttare senza problemi il sistema di controllo touch, consentendo il tap sulle varie casse, si comprende come su PlayStation 4, e soprattutto PC, la situazione sia un pochino più complessa. Oppure…



Una chitarrona elettrica ci salverà
Oppure si ha la fortuna di avere tra le mani un dispositivo convertibile, difatti una tipologia di apparecchio sempre più diffusa sul mercato. La nostra prova principale, infatti, si è svolta su un non più recentissimo ma umile ASUS T100, che come saprete è sostanzialmente un tablet Windows con tastiera removibile. Dopo aver provato il titolo sul PC desktop, in effetti, le sensazioni erano estremamente contraddittorie: riuscire a seguire i ritmi più concitati solo col mouse è veramente complicato, e gli alieni ci hanno fatto più volte la pelle anche scegliendo il primo dei tre livelli di difficoltà. Anche col pad, la situazione non migliora: non abbiamo avuto la possibilità di provare la versione PlayStation 4, ma di sicuro su PC non è indicata l'associazione tra casse e tasti, che difatti rende difficile destreggiarsi nei momenti più complicati.
Sul tablet, evidentemente, le cose vanno meglio: la possibilità di seguire meglio il ritmo e di usare entrambe le mani facilita molto le cose, ma non è detto che i risultati arrivino subito. LOUD on Planet X sembra essere un gioco abbastanza impegnativo, che richiede un minimo di dedizione. Questo perché il gameplay base del gioco viene ampliato da simpatiche trovate di contorno. La dinamica principale, nello specifico, consiste nell’effettuare un tap (o un click) su una delle quattro casse nel momento in cui il bordo dello schermo si colora di rosa; ciò corrisponde alla cadenza delle percussioni che determinano i vari ritmi delle canzoni. Se si sbaglia il tempismo della giocata, le casse non libereranno il loro raggio, gli alieni avanzeranno e perderemo la partita. 
Passiamo poi agli elementi secondari: i nostri gruppi musicali, infatti, possono contare di tanto in tanto su dei power up in tema, che daranno un vantaggio temporaneo a un determinato amplificatore da noi scelto. Tra gli altri, abbiamo i potenziamenti che rallentano o stordiscono i nemici, come ad esempio l’aria compressa, i fotografi o i buttafuori, oppure quelli che aumentano la potenza del raggio musicale della cassa. Una volta che si arriverà a metà canzone circa, poi, ci si potrà sbizzarrire utilizzando il comando LOUD, che consente di far fuori tutte le minacce presenti su schermo in una sola volta. Va sottolineata, infine, la possibilità di riparare le nostre casse: tenendo premuto l’apposito tasto, infatti, potremo riportare in vita gli amplificatori, ma tutto ciò richiederà il sacrificio di preziosi secondi.
Chi sono, però, i nostri nemici? Si tratta, in effetti, di alieni dall’aspetto non così belligerante, che però presenteranno forme e modalità di attacco differente. Si parte dagli “esemplari” di più semplice comprensione, che si limiteranno a farsi sparacchiare una o due volte prima di soccombere, ad altre forme ostili più infide. Abbiamo gli alieni che riescono a cambiare fila, che caricheranno la cassa malcapitata non appena verranno colpiti, oppure quelli che, una volta morti, esploderanno, togliendoci la visuale sulle file attigue. Nel complesso, dunque, i trenta livelli di questo LOUD on Planet X costituiscono un’esperienza piacevole, pensata per essere presa a piccole dosi; anche solo giocare due canzoni per volta, difatti, fa emergere un senso di ripetitività abbastanza evidente, che nasce anche dal fatto che l’avanzamento nei livelli non fa altro che proporre melodie sempre più veloci e con sempre più nemici da affrontare. La varietà, dunque, è abbastanza latente. Questo difetto, evidentemente, viene mitigato se si gioca pochi minuti per volta, magari affrontando una sola canzone.



Musica liquida, musica aliena
Il comparto tecnico, evidentemente, vede l’audio prevalere sul video. Dobbiamo dire che, sulla selezione musicale, non possiamo esprimere giudizi di sorta: è evidente come il titolo tratti generi che possono piacere o meno, anche se il gruppo di artisti scelti sembra coprire una certa varietà di generi, dal rock all’hip hop, passando per la new wave, il pop e l’elettronica. Dal punto di vista della qualità, dunque, non possiamo esprimere giudizi (se non, lo ripetiamo, per i Metric, che consigliamo vivamente di ascoltare); sotto il profilo della quantità, invece, forse era possibile fare qualcosa in più, considerato che una volta terminate le trenta sfide proposte il fattore rigiocabilità sarà tutto sommato scarso.
La grafica, invece, evidentemente non propone grandi spunti di analisi: l’aspetto bidimensionale è piacevole, e a questo proposito va fatto un plauso alla realizzazione dei vari artisti, che risultano stilizzati ma immediatamente riconoscibili. Il fatto che il titolo sia andato relativamente bene anche su un device “vecchiotto” come il già citato ASUS T100, che può contare su soli 2 GB di RAM, è un fattore se non altro da sottolineare.
Recensione Videogioco LOUD ON PLANET X scritta da MASTELLI SPEED LOUD on Planet X rappresenta un piacevole passatempo, che dà il meglio di sé soprattutto in sessioni da pochi minuti. Il gioco Pop Sandbox propone una buona selezione di artisti indie, anche se forse si poteva fare un po’ di più sul piano della quantità. In ogni caso, il gameplay è semplice da comprendere ma non per questo facile da padroneggiare, mentre i vari power up consentono di variare le dinamiche di gioco che, in ogni caso, mostrano il fianco abbastanza facilmente a una certa ripetitività. Tutti i nostri discorsi, però, valgono poco se non si ha a disposizione un dispositivo touch, sia esso uno smartphone, un tablet, o un convertibile. Giocare al titolo in questione con mouse o pad, difatti, sembra essere abbastanza superfluo, e dunque il nostro giudizio tiene conto anche di questo importante fattore.
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