Recensione di 101 Ways to Die

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC, Xbox One
  • Genere:

     Puzzle game
  • Sviluppatore:

     4 Door Lemon
  • Lingua:

     Testi in italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     18 marzo 2016
- Concept originale
- Livello di sfida abbastanza impegnativo
- Qualche problematica tecnica
- Potenzialmente frustrante
A cura di (Mastelli Speed) del
Alcuni programmi TV ci hanno insegnato in modo esaustivo che le persone, bontà loro, possono incontrare la morte nei modi più strani e tragicomici. 101 Ways to Die, sviluppato da 4 Door Lemon, riprende in qualche modo lo stesso concetto ma lo estremizza in maniera beffarda: andiamo a scoprire, allora, in che modo il gioco in questione ci chiederà di cercare nuovi modi di tirare le cuoia. Il tutto, ovviamente, nel nome della scienza.



The Playbook
Come avete avuto modo di intuire, 101 Ways to Die è un titolo che fa dell’umorismo nero e un po’ macabro uno dei suoi punti di forza. L’incipit narrativo che fa da sfondo a questo puzzle game presente su PC e Xbox One, d’altra parte, conferma tutto ciò; il tutto inizia con le ricerche del professor Splattunfuder il quale, essendo evidentemente parecchio fuori di melone, ha pensato bene di rinchiudersi nel suo laboratorio per ricercare nuovi modi per uccidere. Il frutto del suo lavoro macabro e perverso è una sorta di libro di ricette in cui sono racchiusi i 101 modi per morire. Il caso vuole, però, che un incidente mandi all’aria tutto il laboratorio, e con esso anche il prezioso manuale di morte. Il nostro compito, allora, sarà quello di ricreare i vari esperimenti del professore, riproponendo tutte le condizioni descritte nel libro. Per fare ciò, dovremo sacrificare quelli che vengono definiti Frunken-Splatt, ovvero una sorta di crash dummy ambulanti, in livelli in cui si dovrà usare la propria “creatività assassina” (così come viene definita dagli sviluppatori).
Nel concreto, dunque, tutto ciò vuol dire che ognuna delle 50 schermate di gioco disponibili avrà uno o più punti in cui verranno generati gli Splatt, i quali si muoveranno verso un’uscita. Il nostro compito è quello di uccidere senza pietà i poveri mostriciattoli prima che questi trovino la salvezza, attraverso tutta una serie di livelli di difficoltà crescente.



I morti rimorti
Come accennavamo in precedenza, 101 Ways to Die è un puzzle game composto da schermate fisse, corrispondenti ai vari livelli. All’interno di essi, i giocatori ritroveranno le strutture del laboratorio di Splattunfuder, le quali sono disseminate di piattaforme mobili, scivoli, molle e quant’altro. A ogni stage, poi, il giocatore avrà a disposizione alcuni mezzi per porre fine alla vita assai sfortunata degli Splatt. Possiamo dire che le dinamiche di gioco si dividono in due fasi: la prima prevede la disposizione delle nostre trappole per tutto il livello, mentre la seconda - in cui non sarà più possibile spostare armi e tagliole varie - vede l’entrata in scena degli Splatt. Se tutto va bene, il disegno messo in atto nella fase di progettazione porterà gli Splatt a cadere esattamente nelle trappole escogitate: questo porterà alla morte delle cavie, al superamento del livello, e all’avanzamento allo stage successivo. Va da sé, però, che la natura di puzzle game di 101 Ways to Die si esplica nel momento in cui inizieranno ad arrivare i primi fallimenti; in questo senso, il gioco in questione si rivela essere esigente verso il giocatore, che dovrà studiare per bene l’ambiente e le armi a propria disposizione per poter venire a capo della sfida proposta. Facciamo qualche esempio: dopo circa una decina di stage, inizieranno ad essere proposti puzzle basati sul funzionamento delle molle, che evidentemente riescono a sbalzare gli Splatt nella direzione desiderata. Questi elementi, allora, dovranno essere utilizzati con molta precisione, di modo da creare delle reazioni a catena con gli altri elementi già presenti nel livello, come ad esempio spuntoni, mine, calderoni di lava, arpioni, massi rotolanti, bombe e quant’altro. Scendendo nello specifico, poi, le armi a nostra disposizione si dividono in attive e passive, a seconda del fatto che il giocatore abbia la possibilità di attivarle direttamente o meno. Tutto ciò porta a dire che con l’andare dei livelli la difficoltà aumenterà sempre di più, non tanto per quanti mostriciattoli bisognerà uccidere, ma anche come li bisognerà far fuori. Nel corso dei vari stage, infatti, bisognerà riproporre tutti i 101 modi ideati da Splattunfuder, che poi potranno essere ammirati (se così si può dire) in una sezione specifica del menu principale di gioco dedicato alle statistiche. Questo vuol dire che riuscire ad uccidere gli Splatt richiesti in un livello potrebbe non essere necessario a sbloccare lo stage successivo, perché il gioco pretenderà che i mostri vengano uccisi in determinati modi, che ovviamente saranno più o meno difficili a seconda dei casi. La nostra creatività assassina, inoltre, verrà misurata per ogni livello attraverso un giudizio che andrà da una a tre stelle: per sbloccare i livelli successivi, bisognerà accumulare la quantità minima di stelle richieste; tutto ciò, evidentemente, complica ancora di più le cose. Gli elementi appena descritti, in ultima analisi, aumentano la longevità e il livello di sfida, ma sicuramente anche la curva della difficoltà, che potrebbe portare a una certa insoddisfazione da parte dei giocatori meno pazienti.



Yeah science!
Possiamo dire che 101 Ways to Die è un puzzle game piacevole: è originale, propone un livello di sfida impegnativo, e consente una certa creatività. I problemi maggiori del titolo in questione, allora, al momento provengono dal comparto tecnico, considerate le inesattezze e imprecisioni in cui ci siamo imbattuti durante le nostre prove della versione PC.
Per prima cosa, appena avviato il titolo abbiamo avuto dei seri problemi a selezionare la giusta risoluzione: al primo avvio, infatti, l’opzione selezionata era di 3480x2160, a dispetto della classica 1920x1080 da noi utilizzata. Riuscire a cambiare questo importante parametro ci è costato alcuni minuti di improperi e riduzioni a icona varie, considerato che la diversa risoluzione costringeva il mouse a muoversi solo in una determinata porzione di schermo. In ogni caso, superato l’imbarazzo iniziale, il titolo ha continuato a mostrare alcune problematiche, relative soprattutto a freeze improvvisi del gioco, risolvibili solo tramite la riduzione a icona e l’azione del task manager di Windows.
Non ci ha convinto particolarmente, poi, la gestione del sistema di controllo: essendo un titolo multipiattaforma, 101 Ways to Die è fruibile via pad, oppure tramite la classica accoppiata mouse e tastiera. I problemi maggiori li abbiamo avuti proprio con questa ultima configurazione, che a nostro avviso manca di alcuni accorgimenti abbastanza importanti. Durante la fase in cui bisogna scegliere le trappole da piazzare, ad esempio, il gioco non indicherà mai chiaramente su quale trappola stiamo agendo, difatti costringendo spesso a togliere tutte le varie armi, per poi procedere nuovamente alla collocazione delle stesse. In livelli che propongono anche più di cinque trappole da piazzare nello stesso tempo, si comprende come si possa trattare di un grattacapo fastidioso, considerato soprattutto che se invece si impugna un pad il problema scompare, e le indicazioni fanno misteriosamente la loro comparsa.
Per quanto riguarda il lato estetico e stilistico del titolo, le considerazioni non sono molte: il gioco propone una grafica tridimensionale non particolarmente dettagliata, con modelli poligonali sufficienti cui si affiancano texture dal livello un po’ altalenante. La sensazione generale è di poca definizione, nonostante lo stile del gioco sia volutamente cartoonesco. Il rosso del sangue degli Splatt la farà da padrona, e i giocatori più “pulp” potranno approfondire la loro creatività assassina grazie a zoom, inquadrature personalizzate per ogni mostriciattolo ambulante, e anche un replay susseguente alla fine di ogni livello.
Parlando del sonoro, invece, è possibile segnalare la presenza di qualche accompagnamento audio orecchiabile, oltre che i consueti rumori ambientali di armi, trappole, e dei poveri Splatt mandati al macello.
Recensione Videogioco 101 WAYS TO DIE scritta da MASTELLI SPEED 101 Ways to Die è un puzzle game largamente sufficiente, che si basa su una meccanica originale e pregna di umorismo macabro. Dal punto del gameplay, quella offerta dal titolo è una sfida abbastanza impegnativa, che richiederà pazienza, precisione, e una certa cura nella fase di posizionamento di trappole ed armi. Da questo punto di vista, il titolo premia la creatività dei giocatori, che tra spuntoni, molle, portali e bombe varie potranno sperimentare liberamente. C’è da dire che il gioco in questione presenta nette imprecisioni sul versante tecnico, e alcuni intoppi che hanno un po’ inficiato la nostra esperienza di gioco. Nel complesso, in ogni caso, il gioco può offrire qualche ora di divertimento.
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