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Hitman - Episodio 1

Hitman - Episodio 1

Clean kill

Video Recensione

PC, PS4, XONE

Azione

11 Marzo 2016 - 31 gennaio 2017 (retail)

A cura di del
I titoli della serie Hitman hanno sempre esercitato un fascino tenebroso sui videogiocatori esperti. Pensateci, pochi videogame hanno il coraggio di mettere l’utente nei panni di un antieroe dalla dubbia moralità, un killer estremamente lontano dallo stereotipo di paladino della giustizia a cui fin troppi giochi ci hanno abituato, e libero di usare ogni mezzo disponibile per arrivare alle sue vittime. È una base affascinante da cui partire, una di quelle attorno a cui è possibile costruire prodotti incredibilmente articolati e un marchio capace di distinguersi completamente dalla massa. Solo che, dopo l’ottimo Absolution, la scelta di IO Interactive e Square Enix per far parlare ancora una volta del buon Agente 47 è stata di natura strutturale, con una divisione in capitoli dell’ultimo titolo accolta con sdegno e dubbio dalla stragrande maggioranza della fanbase.
Oggi è arrivato finalmente il primo episodio, quello contenente il prologo e una spettacolare mappa parigina, e dopo averlo spolpato per benino siamo finalmente pronti a dirvi se vale il prezzo del biglietto. Lisciatevi la pelata interiore, preparate il fil di ferro, e dirigetevi verso la persona vestita in modo più assurdo nelle vostre vicinanze, c’è un po’ di gente da ammazzare.

Killing roots
Il nuovo Hitman si chiama, appunto, Hitman. Niente sottotitoli, niente numeri, solo Hitman. La volontà degli IO Interactive di tornare alle origini, in parole povere, è chiara già dal nome della loro creatura, e viene ulteriormente sottolineata dall’inizio del gioco, che vede il protagonista della serie impegnato nell’addestramento che lo ha portato a far parte della misteriosa Agenzia e in coppia con la sua compagna di sempre, Diana Burnwood. È un’idea furba per reintrodurre le meccaniche tipiche della saga senza spezzare l’immersione dei giocatori di vecchia data: 47 dovrà affrontare delle missioni preparatorie riprodotte nel campo base dell’agenzia con attori e lamiere, mentre Diana lo guiderà via radio passo dopo passo per insegnargli i trucchi del mestiere, o commentare le sue azioni. 
Tutto ciò ovviamente rende le prime due missioni tutorial piuttosto guidate, ma l’episodio 1 fa comunque un buon lavoro quando si tratta di far capire ai neofiti la libertà offerta dalle meccaniche del gioco, permettendo da subito di affrontare entrambi i compiti in modi molto diversi, e spingendo a rigiocare la prima missione usando altri mezzi immediatamente dopo averla completata con la procedura guidata. 
La base del nuovo Hitman è quindi sempre la solita. Siamo di fronte a uno stealth game che gira attorno all’esplorazione delle mappe, all’utilizzo dell’oggetto giusto nel posto giusto e al momento giusto, e alla capacità del giocatore di capire pattern e abitudini dei bersagli per sfruttarli contro di loro. Le meccaniche da sparatutto presenti nel titolo sono solide, con tanto di coperture attive, ma difficilmente vorrete usarle, perché fare vittime innocenti durante una missione fa crollare il punteggio. Un vero assassino agisce silenziosamente e con furbizia. 
Se avete giocato ad Absolution vi troverete subito a casa: l’interattività e le meccaniche sono più o meno identiche, con qualche oggetto in più e la scomparsa dell’istinto per rendere più efficaci i travestimenti. 47 può sempre vedere attraverso i muri attivando i suoi sensi, ma ora non è in grado di passare inosservato consumando una barra speciale di energia se uno dei presenti ha dei sospetti sui suoi travestimenti. Questo costringe a utilizzare sempre il costume migliore per ogni zona attraversata, anche se gli sviluppatori hanno diminuito gli npc “sospettosi” nelle varie mappe per non rendere l’esperienza troppo frustrante. L’altro grande cambiamento del gioco è legato alle mappe, con la totale sparizione delle fasi lineari e story driven viste in Absolution in favore di luoghi aperti e ricchi di passaggi alternativi.

Paese che vai, vittima che trovi
Le mappe delle missioni di addestramento non sono nulla di speciale, ma quella di Parigi è enorme, davvero curata, e piena zeppa di npc. Il lavoro fatto è davvero notevole, e dà alle volte la sensazione di esser tornati ai vecchi capitoli della saga, nonostante le chiare semplificazioni legate agli obiettivi visibili. Ovvio, se volete un’esperienza da veri duri, è sempre possibile eliminare ogni indizio indicato e alzare a dismisura la difficoltà. I veri appassionati lo faranno immediatamente per assaporare il gameplay al suo meglio. 
Non è tutto impeccabile, comunque. Le tre missioni sono molto ben costruite, e la presenza di due bersagli diversi a Parigi offre numerose possibilità ai completisti, accompagnate da obiettivi, sfide e oggetti da ottenere di partita in partita. Al terzo completamento, tuttavia, le chicche iniziano a saltar fuori tutte, e se da una parte è divertente ammazzare il proprio bersaglio vestiti da sceicco o con un cocktail avvelenato per variare il copione, dall’altra c’è ben poco a spingere oltre, anche dal punto di vista narrativo. Il titolo infatti non sembra al momento avere una storia forte e concreta che possa attirare verso i successivi episodi, e la presenza dei contratti, che offrono bersagli alternativi nella mappa parigina selezionati dalla community, non è sufficiente a mantenere la scintilla accesa a lungo (c’è pur sempre una mappa sola degna di questo nome al momento). 
Un fan del sistema della serie potrà tranquillamente passare una dozzina d’ore su questo primo capitolo, ma il giocatore medio difficilmente né brucerà più di 3 o 4. Non sono molte, ma perlomeno il prezzo del prologo non è particolarmente alto. Piacevole già ora invece la modalità Escalation, con contratti di difficoltà crescente inseriti nel titolo dal team di sviluppo, mentre non abbiamo avuto modo di provare gli Elusive Targets, obiettivi temporanei da trovare a forza di indizi, senza l’aiuto dell’istinto. Questi ultimi potrebbero risultare davvero sfiziosi una volta introdotti, quando il gioco vanterà almeno una manciata di location.

Anche dal punto di vista tecnico non son solo applausi. Il gioco fa la sua porca figura su PS4 - dove lo abbiamo provato - per via di ambientazioni molto dettagliate ed estese, interni curati, modelli di buona fattura e di un numero smodato di npc a schermo, molti dei quali dotati di linee di dialogo uniche e routine comportamentali dedicate. L’IA però non sempre agisce con grande intelligenza, e ci è capitato di beccare guardie imbambolate o di fregare una serie di nemici armati sfruttando le debolezze del loro pathing. 
Inoltre non mancano i bug. Va detto che, se si considera la situazione in cui avevamo trovato il gioco durante il nostro ultimo preview event, gli sviluppatori hanno fatto miracoli. Hitman è stato ripulito in larga parte, e di rado si rompe completamente. È però successo ancora che dei corpi perfettamente nascosti venissero scoperti da guardie che non erano nemmeno presenti nella zona, o che npc in salute si materializzassero al posto di vittime appena eliminate. Sono eventualità rare, eppure quando capitano mandano in pappa piani accuratamente calcolati e risultano estremamente irritanti. Stiamo poi ancora cercando di capire il perché dei lunghissimi caricamenti prima di certe missioni, o del ritardo nella risposta dei menu. Singhiozzi tecnici che verranno indubbiamente corretti, ma al momento straniscono.

  • + Gameplay solido e ricco di possibilità
    + Prologo interessante e ben gestito
    + Mappa parigina estesa e curatissima
  • - Qualche bug di troppo e problemi dell'IA
    - Molto breve se il sistema non cattura
    - Narrativa appena accennata
voto
7,5

Il primo episodio di Hitman ha superato le nostre aspettative, risultando più stabile e solido di quanto ci aspettassimo dopo aver messo le mani sul codice preview. Vestire i panni dell'agente 47 è sempre molto soddisfacente e le possibilità offerte dalla mappa parigina presente in questo prologo sono già più che lodevoli, tuttavia la quasi totale assenza di una narrativa di spicco a spingere oltre il giocatore e la sensazione di già visto che permea l'intero prodotto anche nelle modalità alternative ci impediscono di premiare pienamente gli IO Interactive per il lavoro svolto. Siamo di fronte a un buon inizio, ma il resto è ancora tutto da vedere.

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