Recensione di Layers of Fear

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC, PS4, Xbox One
  • Genere:

     Survival horror
  • Data uscita:

     16 febbraio 2016
- Ottima idea di base
- Originale interpretazione della follia
- Buon lavoro a livello artistico
- Eccessivamente scriptato
- Molto lineare
- Alcune scelte di design vanno a discapito del gameplay
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A cura di (Valthiel) del
"La vita morale dell'uomo è uno dei soggetti che l'artista può trattare, ma la moralità dell'arte consiste nell'uso perfetto di uno strumento imperfetto"
Oscar Wilde – Il Ritratto di Dorian Grey

Dare credibilità a un genere inflazionato come l'horror sta diventando davvero complicato. Tra emuli senza vergogna, titoli che non offrono nulla di realmente nuovo, trame scontate e scarejump da quattro soldi, uscirne fuori indenni è un'impresa più grande di quanto si possa immaginare. Layers of Fear, sebbene abbracci con decisione alcune soluzioni moderne ormai abusate, riesce a distinguersi dalla massa grazie a una storia che parte da ottimi presupposti, fondendo le ossessioni di un dramma familiare dai contorni torbidi e malsani con le terribili suggestioni allucinatorie di un pittore con irrecuperabili problemi mentali. 


Il passato non dimentica
Le origini dei profondi disturbi dell'artista risiedono, in parte, nella volontà di creare quel capolavoro indiscusso che diventerebbe la testimonianza di un talento inarrivabile, ma trovano appiglio anche nei suoi tormenti personali, nelle paure profondamente radicate e negli orrori grotteschi creati dalle false percezioni. Ossessionato dal proprio talento e dal timore di fallire in questa impresa, il protagonista zoppica lungo il suo maniero ottocentesco, dove dipinti inquietanti, ricordi terribili e osceni strumenti del mestiere raccontano una storia ben peggiore di quanto si possa intuire dalle fasi iniziali. Costretto a una scarsa mobilità da un handicap acuito dalla scadente protesi al ginocchio, il pittore si muove un'ambientazione che muta costantemente davanti ai suoi occhi, generando nuove stanze, corridoi, saloni e porte che conducono in luoghi surreali e onirici, capaci di dimostrare quanto sia disperato il progressivo distacco dalla realtà dell'artista. Le visioni, i file di testo e gli elementi dello scenario scavano a fondo nel passato del protagonista, consegnando all'utente una storia che fino a tre quarti dell'opera riesce a mantenere alta la curiosità, finendo per essere un po' sbrigativa e inespressa nel finale, dove viene messa in scena una "condanna" di cui già se ne intravedeva la forma. A dispetto di tutto ciò, è ottimo il modo in cui viene rappresentata la schizofrenia del pittore, con momenti psichedelici che difficilmente dimenticherete, al contrario di un paio di scarejump gratuiti e già visti altrove. L'atmosfera è davvero ottima e ricrea il fascino delle "ghost story" tipiche della letteratura a cavallo tra '800 e '900, strizzando l'occhio alle architetture e ai dipinti dell'epoca, e usando il concetto della stratificazione dei colori per riutilizzarlo in una tecnica narrativa a scaglioni che funziona molto bene, nonostante le piccole sbavature. Gli eventi del passato vanno insomma ricostruiti spulciando tra la mobilia e subendo ciò che ha in serbo per voi ogni nuova stanza, in un percorso che è tutto sommato molto lineare anche per quanto riguarda il level design.


Una mano di rosso
Nonostante il protagonista sia zoppo, e dunque più vulnerabile di un qualunque altro personaggio nel pieno delle sue forze, gli sviluppatori non sono stati in grado di sfruttare questa interessante caratteristica. Sebbene Layers of Fear sia un gioco atmosferico, che in un'escalation di lucidi deliri crea ansia e tensione tramite l'imprevedibilità delle situazioni che presenta al giocatore, va detto che nessun pericolo tangibile è in grado di uccidere il protagonista. A livello narrativo tutto ciò ha un significato logico e ben preciso, ma si tratta a conti fatti di un limite che annienta all'istante il senso di pericolo che ogni buon horror dovrebbe avere. Quando si ritrova faccia a faccia con l'orrore, sorpreso e senza vie di fuga, il pittore perde i sensi e rinviene in luoghi ignoti della casa come da copione, rendendo così vano ogni possibile tentativo di liberarsene d'istinto. A ciò è legato un altro problema più di rilievo, che noterete già dopo le prime battute: Layers of Fear è gestito da una mole impressionante di script. Quasi ogni corridoio o stanza ne contiene uno: che sia uno spavento improvviso, un'apparizione fantasmatica, oggetti che volano via d'improvviso o il crollo inaspettato della masserizia, saprete sempre che qualcosa – a intervalli grossomodo regolari – accadrà di certo. Ci sono senz'altro degli ottimi spaventi, ma quando comincerete a intuire gli schemi usati per metterli in atto, vi muoverete con meno circospezione e un pizzico di spavalderia in più. Rimanendo in tema di script, la parte finale è quella dove si nota maggiormente un po' di sofferenza nell'avanzamento. Giusto per fare un esempio, in una zona specifica bisognerà trovare degli oggetti molto piccoli in un grande salone che muta continuamente la sua struttura, ma se non vi avvicinerete abbastanza al punto esatto previsto dal gioco non si attiverà la transizione successiva. Si tratta inoltre della parte più debole del titolo, che si comporta fin lì abbastanza bene, soprattutto grazie ad alcune sezioni da psicosi allucinatoria che spiccano maggiormente delle altre. 


Il compromesso dell'arte
Giocare a Layers of Fear significa inoltrarsi pericolosamente nella mente contorta e malata di un'artista deviato, dove tutto è deformato, precario, pazzesco; è un'ossessione vissuta a passo d'uomo, come in un vero e proprio "walking simulator", e l'effetto che fa è quello di trovarsi prigionieri in una casa degli orrori da cui è davvero impossibile uscire. L'angosciosa ricerca del capolavoro perfetto si mescola ai sensi di colpa che emergono nei rari momenti in cui la pazzia si ritira per lasciare spazio agli ultimi residui di lucidità, ma non vi ci vorrà molto a capire verso quale direzione il protagonista si sta davvero dirigendo. I rari puzzle che troverete lungo il cammino sono tutti piuttosto semplici e intuitivi, e si limitano nella maggior parte dei casi al reperimento di tre numeri da inserire nel tastierino numerico di turno.
Artisticamente Layers of Fear è molto bello, con un'ambientazione solenne - il maniero - che pare respirare affannosamente e scricchiolare sotto l'insostenibile peso della nequizia umana. Si espande, si contorce, si ribella al dramma consumato tra le sue mura, vive e soffre come un personaggio reale. I suoi interni sono arricchiti da dipinti inquietanti: un adulto in una posa fiera col viso inadeguato di un bambino, un primo piano di un uomo con la bocca slabbrata e il sorriso enorme, le rivisitazioni oscure di celebri capolavori. Lo stile e gli intenti sono dunque molto chiari, diretti e senza tentennamenti. Tecnicamente, invece, su console si nota un frame rate più instabile rispetto alla controparte PC, che si comportava meglio già in fase di accesso anticipato. Niente di troppo grave, sia chiaro, ma ci sono dei rari momenti in cui si scende attorno ai 20-15 FPS, con rallentamenti che divengono più evidenti quando si prova a ruotare di scatto la telecamera. Trattandosi comunque di un titolo al chiuso, dove la conduzione di gioco è sempre molto controllata, siamo di fronte a un problema tutto sommato marginale, che non mina la godibilità del gioco.
Recensione Videogioco LAYERS OF FEAR scritta da VALTHIEL Quella di Bloober team è in definitiva un'opera di buon valore, unica nel suo genere. Nonostante al suo interno incorpori diversi elementi abusati dagli horror moderni, riesce a offrire una nuova e malata interpretazione della pazzia, ponendo al centro della vicenda le visioni più estreme dell'arte e il dramma personale e familiare di un pittore alla deriva.
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    Commenti: 25 - Visualizza sul forum
  • killzone1980
    killzone1980
    Livello: 1
    Post: 83
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    Molto interessante, attenzione ci sono ben 3 finali!!!!
  • Card
    Card
    Livello: 1
    Post: 85
    Mi piace 3 Non mi piace 0
    interessante
  • Ferdy MX84
    Ferdy MX84
    Livello: 3
    Post: 1206
    Mi piace 3 Non mi piace 0
    Non credo sia stato menzionato nella rece, ma sto avendo l'impressione che il sistema di checkpoint con conseguente salvataggio, sia fatto col buscio di chiurlo!!! Ho giocato una mezz'ora e dopo aver trovato un oggetto per proseguire, sono uscito dal gioco e magicamente ora premendo CONTINUA...mi fa ricominciare il gioco dal principio! Sono felice ;(
  • DivanDog
    DivanDog
    Livello: 2
    Post: 6
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    Ero incuriosito dal titolo e questa recensione mi ha ulteriormente convinto! Cercavo giusto un titolo horror con atmosfera dopo aver giocato SOMA Grandiu come sempre Spazio!
  • McCowan
    McCowan
    Livello: 6
    Post: 4094
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    Non apprezzo particolarmente questi games horror privi di un vero e proprio gameplay. Dal punto di vista artistico il gioco pare sufficientemente originale, perché non osare di più dal mero clone di Amnesia/P.T./(molti altri negli ultimi 5 anni)?
  • Save93
    Save93
    Livello: 8
    Post: 1808
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    Per quanto la storia possa essere ben scritta ed interessante, questo gioco non può essere più horror che Ghostville a Mirabilandia, puoi guardare passivamente, conscio che nulla potrà farti assolutamente niente come tu non potrai fare niente nel gioco...
  • Save93
    Save93
    Livello: 8
    Post: 1808
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    Originariamente scritto da JippaLippa

    Non capisco tutte queste critiche nei commenti. Secondo me gli sviluppatori dovrebbero essere premiati per aver creato qualcosa di diverso, come atmosfera e ambientazione. Sicuramente non avrà un gameplay ben gestito, come Alien Isolation, ma similmente ad altri giochi, quali SOMA, l'atmosfera costituisce la principale attrattiva. Lo prenderò sicuro.
    Il problema secondo me è che nell'ambito indie questo "qualcosa di diverso" sta diventando abbastanza inflazionato, ormai STEAM è pieno di questi walking simulator ricchi di atmosfera ma privi di gameplay, tanto che ormai la maggior parte mi limito a guardarli su youtube tanto è sottile la differenza di esperienza da semplice spettatore a giocatore pad in mano... Ci sta il voler narrare una storia, dopotutto per me è la parte più importante di un gioco ma secondo me questa esperienza non ha nulla del videogioco, è un film breve che devi mandare avanti manualmente. Non vorrei essere frainteso, secondo me le avventure come Heavy Rain o Untill Dawn sono ottimi giochi narrativi in quanto per rafforzare al massimo la narrazione sacrificano molta libertà nel gameplay, spesso riconquistandola nella possibilità di scelta, questa secondo me è ancora una tipologia di gioco e la apprezzo molto; il discorso cambia quando invece il gameplay è totalmente assente, sacrificato in favore di null'altro, anche qui ci sono titoli che ho apprezzato come the Vanishing of Ethan Carter ma ormai stanno diventando fin troppi e questa mancanza di una vera interattività, per poter raccontare una storia, sta diventando per me un'incapacità degli sviluppatori di saper o di voler trovare un gameplay adatto, non sto parlando di cose finemente elaborate o tecniche, ma di una vera interattività che mi consenta di avere almeno un barlume di controllo e non mi faccia sentire solamente uno spettatore che guarda un film dove l'unica interazione è andare avanti e premere un tasto perché tutto il resto è già stato scelto ed accadrà indipendentemente da me, così si che si perde veramente ciò che fa di un videogioco una interazione uomo macchina e si passa unicamente a dei film brevi...
  • SimpalleoMan
    SimpalleoMan
    Livello: 6
    Post: 1113
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    Originariamente scritto da Francesco86

    ehh lo so però diciamo che il gioco mi piacerebbe se sapessi che c'è il sovrannaturale, gli horror psicologici non mi fanno impazzire, rimarrei deluso sapendo che poi è tutto frutto dell'immaginazione del protagonista :/
    Domani, quando lo comprerò e lo finirò (dura 3 orette) te lo direi anche, ma non posso farlo qui Comunque compralo, è comunque un'ottima esperienza e per 20 euro vale la pena
  • bethlehem
    bethlehem
    Livello: 7
    Post: 3388
    Mi piace 3 Non mi piace -2
    da appassionato dell'horror non posso non comprarlo,sembra molto interessante
  • Link130890
    Link130890
    Livello: 4
    Post: 1441
    Mi piace 2 Non mi piace -1
    A mio modo di vedere aveva un ottimo potenziale ma alla fine è risultato soltanto una occasione mancata per essere un ottimo titolo, comunque non sarà ottimo ma rimane un buon titolo con la sua originalità perciò e da giocare.
  • JippaLippa
    JippaLippa
    Livello: 3
    Post: 1700
    Mi piace 2 Non mi piace -1
    Non capisco tutte queste critiche nei commenti. Secondo me gli sviluppatori dovrebbero essere premiati per aver creato qualcosa di diverso, come atmosfera e ambientazione. Sicuramente non avrà un gameplay ben gestito, come Alien Isolation, ma similmente ad altri giochi, quali SOMA, l'atmosfera costituisce la principale attrattiva. Lo prenderò sicuro.
  • Peeta94
    Peeta94
    Livello: 6
    Post: 316
    Mi piace 2 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da Valthiel

    Il prezzo dovrebbe essere uguale per tutte le versioni, quindi 20 euro. Considera che è un gioco che non supera le tre ore, non è rigiocabile ed è tutto basato sull'atmosfera e la storia. Se ti sembra troppo puoi aspettare, ma non so quando potrebbe eventualmente costare di meno.
    Grazie mille per le risposte
  • lucacss
    lucacss
    Livello: 6
    Post: 2489
    Mi piace 6 Non mi piace -1
    Costa troppo x quello che offre
  • Valthiel
    Valthiel
    Redattore
    Mi piace 5 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da Khalghas

    C'è una cosa che non mi è ben chiara: di solito non apprezzo questo genere di titoli, però ho visto il tuo live tempo fa e la trama mi attira tantissimo. Quello che mi chiedo è: dal punto di vista narrativo, viene raccontato tutto in modo coerente (i motivi della follia del protagonista, quello che è eventualmente successo alla famiglia ecc.) o rimangono dei "buchi" ?
    Considera che gli elementi della storia arrivano al giocatore in due modi: tramite la follia del protagonista e attraverso elementi dello scenario che vanno dai classici file di testo fino ad arrivare alle scritte sulle pareti. Con le visioni, le ossessioni e i lucidi deliri del pittore ricavi già una sostanziosa parte della trama; se poi spulci un po' tra gli ambienti, stai attento a tutto e non ti perdi i dettagli, capisci fino in fondo la natura della vicenda. Tieni a mente che si tratta di una narrazione che non va ad approfondire i dettagli del momento esatto in cui è nato tutto, ma riesci comunque a capire le motivazioni in modo molto chiaro. Buchi veri e propri non ce ne sono, perché tutto sommato è la prospettiva dalla quale viene raccontata la storia a non mostrare il fianco a queste mancanze. Come ho detto nella recensione, ritengo che il finale sia un po' sbrigativo, e ti dico anche che qualche informazione in più sul passato del pittore e della famiglia non avrebbe guastato affatto. Buona storia, bellissimo spunto narrativo, ma niente di davvero eccezionale. Potevano svilupparla in modo più complesso e audace, quello sì.
  • Khalghas
    Khalghas
    Livello: 4
    Post: 232
    Mi piace 2 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da Valthiel

    Il prezzo dovrebbe essere uguale per tutte le versioni, quindi 20 euro. Considera che è un gioco che non supera le tre ore, non è rigiocabile ed è tutto basato sull'atmosfera e la storia. Se ti sembra troppo puoi aspettare, ma non so quando potrebbe eventualmente costare di meno.
    C'è una cosa che non mi è ben chiara: di solito non apprezzo questo genere di titoli, però ho visto il tuo live tempo fa e la trama mi attira tantissimo. Quello che mi chiedo è: dal punto di vista narrativo, viene raccontato tutto in modo coerente (i motivi della follia del protagonista, quello che è eventualmente successo alla famiglia ecc.) o rimangono dei "buchi" ?
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