Questo sito si avvale di cookie per le finalità illustrate nella privacy policy. Effettuando un'azione di scroll o chiudendo questo banner, presti il consenso all'uso dei cookie OK
The Division

The Division

Tante certezze e qualche dubbio per la beta

Provato

PC, PS4, XONE

Gioco di ruolo

Ubisoft

8 marzo 2016

A cura di Tommaso “FireZdragon” Valentini del 02/02/2016
Vi avevamo già dato le nostre impressioni su The Division attraverso due ampie anteprime, una dedicata al singleplayer e una alla Dark Zone e al competitivo.
La closed beta offerta da Ubisoft non ha messo in mostra nessun altro elemento inedito, ma ci è servita per osservare le reazioni della community e soprattutto il comportamento dei rogue nella Dark Zone, oltre che ovviamente a mettere in risalto bug e problemi di cui era impossibile accorgersi durante la precedente prova.



Beta per tutti
La beta di The Division è stata, senza troppi giri di parole, un successo. L'affluenza è stata buona e il feed dei giocatori vivo e vibrante, con una community che si è decisamente scatenata, specialmente sui social. Le aspettative dei giocatori sono molto alte e anche l'hype, palpabile, sembra essere tornato a cannone dopo un inverno passato in sordina. Non sappiamo se questo sia dovuto all'effettivo avvicinarsi della release, all'abbandono di Destiny da parte di molti giocatori o ai video di gameplay e alle sensazioni positive della stampa ricevute in queste settimane, fatto sta che in molti si stanno interessando al gioco come mai prima d'ora.
La beta ha scaldato gli animi, insomma, anche se la piccolissima porzione di attività proposte da Ubisoft poteva addirittura ritorcersi contro la stessa casa francese. La preoccupazione più grande emersa sembra riferirsi al quantitativo risicato di quest da fare al momento, ma da questo punto di vista potete stare tranquilli: nella versione da noi provata, che non era assolutamente quella finale, la zona iniziale era ricca di missioni, molto più di quanto non abbiate sperimentato in questi giorni. Prima di tutto, la struttura medica è affiancata da altri due settori da sviluppare e ognuno di questi andrà ricostruito da zero acquisendo i punti necessari e sbloccando le decine di quest relative. Questo elemento va di pari passo con la varietà espressa nel combattimento, abbastanza piatto in beta a dire il vero con soli due/tre talenti disponibili, ma che va ad ampliarsi mano a mano che vengono sbloccate le varie sezioni nella base.
Più che una beta, insomma, quella provata in questi giorni era un piccola demo, nemmeno sufficientemente grande da poter essere definita stress test. Quello lo si avrà tra qualche mese con l'open beta e li si che i server verranno messi a dura prova.
Nelle circostanze attuali, tuttavia, la stabilità è stata praticamente impeccabile, i crash davvero saltuari, e il lag praticamente pari a zero.
C'è da dire che la struttura del gioco, istanziata anche nella Dark Zone oltre che nelle quest, non grava eccessivamente sulle connessioni, permettendo anche a chi non ha una rete ultraveloce di godere appieno dell'esperienza messa sul piatto da Ubisoft.
Un MMO a metà questo The Division, che cerca di prendere a piene mani dai giochi massivi, non osando però ad andare oltre la soglia dei soli quattro giocatori per party, elemento che forse a lungo andare potrebbe stancare.
Ancora una volta, da Ubisoft, arriva un titolo che sembra fare della socialità e degli amici il vero punto di forza, relegando il matchmaking a semplice elemento periferico.
Un elemento importante da verificare in fase di valutazione finale.

Questioni di bilanciamento
Parlare di bilanciamento ora, in the Division, è assolutamente inappropriato. Ci sono state chilometriche discussioni circa le armi più potenti, quelle più efficaci o le armature più importanti, dimenticandosi ovviamente che il gioco non è assolutamente ideato per farci restare a livello 8 così a lungo e che dell'end game non si sa ancora veramente niente.
La Dark Zone pur essendo un'idea originale e davvero eccellente per tenere i giocatori incollati al titolo non potrà dal canto suo reggerne tutto il peso e il grosso punto di domanda sul cosa fare una volta raggiunto il cap è ancora enorme e lampeggiante sopra la nostra testa. Non crediamo che Ubi voglia cadere negli stessi errori di Destiny, come annunciato proprio dagli sviluppatori, ma ad oggi il modo in cui intendono differenziarsi ancora non si è visto. Si punterà tutto sul loot? Sui raid e le istanze di livello alto? Domande a cui non c'è ancora risposta e che forse, a un mese dalla release, sarebbe interessante riuscire ad avere.
Mentre giocavamo l'unica missione principale disponibile a livello difficile, ragionavamo sulla dinamicità degli scontri a fuoco che ci sembra estremamente ridotta vista l'alta pericolosità dei proiettili nemici. Situazione che ci ha costretto a passare quasi tutto il tempo dietro a una barricata onde venir crivellati di colpi in men che non si dica. Il combattimento che abbiamo affrontato a Malmo a livello 20 contro uno dei numerosi boss che il gioco ci metterà contro è stato sicuramente più vario e movimentato, ma anche lì, una volta raggiunta la massima difficoltà, bisognerà vedere quanto ci si potrà esporre al fuoco e quanto del nostro tempo dovremo invece passarlo abbracciati a una colonna di cemento sperando di non essere colpiti.



Statistiche e salvataggi client side
Sono emersi poi anche alcuni problemi relativi a glitch e qualche innocente bug relativo alle armi, ma nulla di realmente preoccupante, tutti problemi che verranno velocemente corretti per la release. La cosa invece che ci ha fatto storcere un po' il naso è la decisione di non lasciare sui server di gioco i salvataggi dei nostri personaggi, ma posizionarli client-side. Cosa vuol dire questo? Che i soldati della divisione, con tutti i dati che li caratterizzano, sono alla mercé degli hacker e dei furbetti e in beta già abbiamo visto giocatori con statistiche completamente sballate e munizioni infinite dettare legge nella Dark Zone.
Una Dark Zone che si è rivelata invero assai divertente, anche se forse un po' vuota, e che dopo una prova intensiva ha messo in luce un gameplay frenetico e confusionario molto stimolante. Non sono mancati ovviamente lamer e camper, ma tutto fa parte di un pacchetto che tende ad amplificare l'esperienza social di questo The Division e a portare al giocatore una tipologia di sfida competitiva molto differente dal solito. Abbiamo sentito tuttavia la mancanza di una chat pratica e veloce per comunicare con gli altri giocatori, per organizzarsi e respingere i rogue o anche solo per diventare rogue e rubare il loot a qualcuno. I semplici segnali preimpostati non ci sono sembrati assolutamente all'altezza e ci chiediamo quanto in realtà potranno divertirsi i Lone Wolf li fuori.
  • [+] PvP molto stimolante
    [+] In gruppo riuscirà a dare il meglio

La beta di The Division ha confermato quanto di buono visto nelle nostre precedenti anteprime, e il potenziale del gioco è molto, molto alto. La prova intensiva di questi giorni ha fatto nascere qualche nuovo dubbio e vi ha fatto assaggiare solo una piccolissima porzione di quello che The Division sarà alla fine. In attesa di una probabile open beta la palla ora passa a voi, fateci sapere cosa ne pensate del nuovo titolo Ubisoft!

0 COMMENTI