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Far Cry Primal

Far Cry Primal

Tamami

Video Anteprima

PC, PS4, XONE

Sparatutto

23 febbraio 2016 - 1 Marzo 2016 (PC)

A cura di del
Vi avevamo già dato un assaggio di Far Cry Primal lo scorso mese (potete trovare qui il nostro precedente hands on) e torniamo a parlarvene oggi, a solo qualche settimana dalla release, ancora grazie a un evento organizzato da Ubisoft in quel di Milano.
A differenza della nostra precedente scorpacciata di Mammut però questa volta l'hands on si è concentrato sul mostrarci qualcosa in più della trama, ci ha fatto conoscere nuovi personaggi e scoprire maggiori dettagli sul protagonista. Elementi che hanno riservato diverse sorprese positive.



L'era glaciale che fa paura
Se dovessimo descrivere la piega che far cry ha preso in questi anni con una sola parola potremmo dire tranquillamente che il termine più adatto sia Follia. Se Far Cry 3 e 4 ci hanno lasciato qualcosa, infatti, è dovuto soprattutto a due antagonisti carismatici, a due pazzi scatenati che hanno reso le nostre scorribande sull'Himalaya e a Rook Island un vero e proprio inferno. La nostra paura più grande con Far Cry Primal era proprio quella di non trovare nulla che potesse stimolarci allo stesso modo ma , con somma gioia, dopo questa nuova prova, possiamo finalmente toglierci anche questo peso: la nuova produzione Ubisoft pullula di gente completamente fuori di testa.
Non parliamo solo degli ovvi antagonisti, feroci e spietati, ma anche i nostri alleati e compagni di caccia sembrano provenire da un manicomio e non fanno nulla per nascondere la loro natura primitiva e selvaggia.
Nel percorso che porterà Takkar a crescere da semplice cacciatore a leader della tribù dei Wenja verremo affiancati da sciamani che leggono il futuro nel sangue e da una giovane donna che fa incetta e collezione delle orecchie degli odiati Udam, tribù avversaria che dovremo scacciare dalla valle.
Neanche a farlo apposta, ovviamente, il leader degli Udam è un energumeno feroce e spietato, una bestia selvaggia decisa a sterminare chiunque si opponga al suo volere e con il quale, ci scommettiamo, metteremo in campo duelli violentissimi e brutali.
L'intera avventura, già da questi primi assaggi, ci è sembrata molto più cruda rispetto alle precedenti iterazioni, rispecchiando quella che doveva essere la vita selvaggia nell'età della pietra.
Abbiamo scoperto anche che la storia non sarà un semplice binomio tra queste due tribù ma che nell'equazione verranno inserite altre popolazioni, sempre borderline come storia e filosofia di vita.
Gli Izila, guidati da una violenta Regina adorano e usano principalmente il fuoco come arma, bruciando tutto ciò che trovano sul loro cammino. Saremo quindi letteralmente tra due fuochi e riuscire a riportare la terra di Oros alla pace non sarà certamente un compito facile, almeno sulla carta.
Videoludicamente parlando, la difficoltà sembra essere tarata come sempre verso il basso, con la chiara intenzione di lasciare che il giocatore si perda nell'esplorazione e nella ricerca di bestie rare da uccidere e addomesticare, senza l'ansia di venir assalito ogni due secondi ed essere ucciso.
L'enorme ghiacciaio che fa da location questa volta, ambientazione che vi ricordiamo essere ispirata all'Europa del mesolitico, porta in dote una buona varietà di panorami, a volte anche in modo innaturale. L'ambientazione sembra infatti essere leggermente forzata proprio per proporre più situazioni possibili, scelta scomoda ma necessaria per rompere qualsiasi monotonia. Ecco allora che dalle verdi foreste si passa ad aree completamente desertiche sotto un sole cocente, fino ad arrivare a zone innevate dove la sopravvivenza sarà messa a durissima prova.



La caccia è tutto
Takkar dovrà quindi preoccuparsi di andare a caccia per raccogliere pelli e perfezionare il suo equipaggiamento, conquistare i vari avamposti per poter sfruttare i trasporti rapidi e più in generale collezionare materie prime così da ricostruire il villaggio dei Wenja. Aggiungendo capanne e potenziando quelle esistenti potremo poi sbloccare missioni secondarie aggiuntive e far progredire la trama, con un sistema già ben noto ai fan di Far Cry.
Le novità più rilevanti arrivano quindi dal punto di vista del gameplay, il quale, pur non discostandosi dalla serie, prova a proporre qualcosa di nuovo rimuovendo completamente le bocche da fuoco. Sarete costretti a giocare forzatamente con arco e frecce per colpire dalla distanza ma potrete far affidamento anche ad armi bianche e bombe velenose nei combattimenti ravvicinati. Avere a disposizione un arsenale ridotto ha portato gli sviluppatori a inserire altri modi per pianificare le strategie di attacco ed è proprio qui che entrano in campo le bestie e, soprattutto il nostro gufo. Una sorta di legame spirituale ci unisce ad un enorme gufo, che potremo richiamare in qualsiasi momento e spedire in avanscoperta. Vedremo con i suoi occhi e potremo ordinargli di attaccare in picchiata i bersagli o più semplicemente di evidenziarli, così da facilitarci le missioni stealth. Il gufo non è ovviamente l'unico animale che potremo richiamare ma addomesticando le varie belve in giro per il mondo potremo avere sempre il supporto di un compagno. Potremo lanciarlo in attacco e usarlo come distrazione o lasciarlo nascosto nell'erba alta per tendere agguanti, in modo non molto dissimile a dire il vero di quanto accadeva nei precedenti capitoli della serie con le bestie in gabbia, solo avendone ora un maggior controllo.



Un buon passo avanti
Il gameplay sembra forse un po' troppo superficiale dopo questa prima prova ma aspettiamo di mettere le mani sul gioco completo per esprimerci in maniera più concreta. Diciamo questo perché dalla nostra precedente prova, sono stati fatti passi avanti anche dal punto di vista tecnico e abbiamo notato pregevoli effetti di luce e una realizzazione davvero eccellente di tutti i personaggi, così come un ciclo giorno notte particolarmente realistico. Restano tuttavia ancora diversi dubbi attorno al titolo. Essendo un gioco in prima persona il combattimento corpo a corpo non ci è sembrato poi così soddisfacente, soprattutto in termini di animazioni e sono lontani gli standard dettati da altri esponenti del genere come Dying Light ad esempio. Il secondo grosso punto di domanda riguarda invece il doppiaggio. Far Cry Primal infatti adotta una lingua “originale” composta da suoni gutturali e strilla per rifarsi ai metodi di comunicazione presunti del mesozoico e questo ha portato ubisoft a dover sottotitolare in modo completo l'avventura. Questa scelta, particolarmente coraggiosa dal punto di vista del design crea sicuramente un'atmosfera migliore e un maggior coinvolgimento ma obbliga il giocatore a leggere i sottotitoli durante le cut scene e le sessioni più concitate, facendogli perdere il gusto di guardare semplicemente lo schermo per godersi il buon comparto tecnico e facendogli perdere così tantissimi dettagli dell'avventura. Ancora una volta vedremo il risultato finale nel gioco completo, al momento abbiamo tanti lati positivi e qualche dubbio, a fine febbraio speriamo di togliere tutti questi punti di domanda.

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  • [+] Personaggi decisamente folli
    [+] Area di gioco vasta e varia
    [+] Decine di animali da ammaestrare

Far Cry Primal è un far cry indubbiamente diverso dal solito, ma non eccessivamente distante. La rimozione completa delle bocche da fuoco porta un cambiamento radicale nel gameplay ma il corpo a corpo, che diventa ora il centro focale del sistema di gioco non ci sembra poi così curato da poter reggere da solo l'intera impalcatura. Spazzati via invece i dubbi sulle personalità che incontreremo nella storia che in questa seconda prova si sono dimostrati profondi e assolutamente fuori di testa, proprio come li volevamo. C'è ancora tanto da scoprire e davvero tanto contorno che ci aspetta ancora, aspettiamo con ansia la versione definitiva per averne un quadro definitivo.

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