Recensione di The Witness

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC, PS4
  • Genere:

     Puzzle game
  • Sviluppatore:

     Jonathan Blow
  • Data uscita:

     26 gennaio 2016 - 13 settembre 2016 (Xbox One)
- Estremamente impegnativo
- Art direction notevolissima
- Puzzle numerosissimi e spesso davvero geniali
- La libertà di movimento a volte cozza con la gradualità dei puzzle
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A cura di (Pregianza) del
Quello di Jonathan Blow è un nome che non può esser passato inosservato a chi bazzica nel multicolore mondo dei titoli indipendenti. È un personaggio un po' controverso il buon Jonathan, uno che dice sempre quel che pensa senza preoccuparsi troppo delle conseguenze e che insieme alle palle ha dimostrato quasi subito di avere anche talento, visto che il suo Braid è tutt'oggi osannato come uno dei più gloriosi esempi di indie game riuscito. 
Quello che sarebbe arrivato dopo, tuttavia, pochi potevano aspettarselo. Un gioco in prima persona, ben lontano dal platform che lo aveva consacrato, chiamato The Witness
Blow insomma ha tagliato i ponti col passato e ha deciso di creare un'opera dichiaramente ispirata a Myst, esplorativa, ricca di carica artistica e completamente gestita attorno ad enigmi particolarissimi. Al contempo, ha rincarato la dose di personalità del suo progetto, assicurandosi di offrire ai giocatori qualcosa di estremamente difficile da portare a termine. E sì, avete capito bene, “difficile”: niente aiuti, niente tutorial classici, niente obiettivi ben indicati o passaggi a prova di imbecille. The Witness è un titolo che vi lascia soli in compagnia del vostro cervello, e già questo lo pone davanti alla stragrande maggioranza dei puzzle game apparsi negli ultimi anni. Non è però certo l'unico motivo per cui secondo noi questo curioso esperimento è davvero memorabile, quindi fatevi un bel viaggio in nostra compagnia, se vi è rimasta un po' di voglia di ragionare vi assicuriamo che ne varrà la pena.


Nessun uomo è un'isola, nessuna isola è un uomo
The Witness è un titolo dalla narrativa estremamente criptica e sottintesa, brutte notizie quindi per chi ama le storie ben raccontate nei suoi videogiochi. La scelta però è quantomai indicata per aumentare l'immersione del giocatore nell'avventura, considerando che si rimane in totale solitudine per tutta l'esperienza.
Si inizia in un corridoio claustrofobico, da cui l'ignoto protagonista mette piede su una misteriosa isola circondata dall'acqua. Non si tratta peraltro della tipica isola deserta con pochi elementi di spicco, tutt'altro. Siamo infatti davanti a un lembo di terra di bellezza rara, complesso e ricchissimo di misteri. A voler fare un collegamento forzato, l'inizio di The Witness ricorda alla lontana quello di Lost. Il misterioso luogo ove si trova il nostro alter ego dopotutto a tratti sembra essere un enorme stazione di ricerca, ma è pieno zeppo di architetture provenienti da varie culture, elementi che hanno poco a che spartire con la scienza, e una mescolanza di ecosistemi che non dovrebbe poter coesistere in un unico posto. Come mai siete lì, perché quel luogo sia strutturato a quel modo e cosa dobbiate fare nessuno ve lo dirà, l'unico elemento conduttore di The Witness sono degli onnipresenti pannelli, che sembrano regolare il flusso energetico di ogni cosa sul territorio. E qui sta la principale genialata del gioco di Blow: voi potete solo interagire con i pannelli, disegnando delle linee in percorsi predefiniti, e questi sono tutti dei labirinti di sorta, che vanno completati in vari modi per poter essere attivati. 
Ora, detta così sembra la cosa più banale del mondo, ma non c'è niente di più lontano dalla realtà. Come precisato all'inizio, infatti, abbiamo a che fare con uno sviluppatore nella cui mente si annida con poderosa forza lo spirito della matematica, un tizio che gli enigmi li sa fare, eccome. Quindi vi troverete davanti a un titolo dove nulla viene spiegato, ma i puzzle legati ai pannelli si svelano di volta in volta solo grazie all'intuizione e alla logica del giocatore. 


Muri, non pannelli
Pensateci un attimo. Pensate a quanto difficile sia basare un intero gioco su un unico elemento e al contempo rendere tale elemento sempre più complesso, senza però perdere l'attenzione dell'utente, il tutto all'interno di una mappa aperta esplorabile da subito quasi a piacere. Perché proprio questo è The Witness: un puzzle game che offre libertà totale, volutamente ostico a tratti, ma comunque in grado di catturare il giocatore completamente, poiché laddove non si riesce a completare un puzzle è sempre possibile spostarsi altrove, scoprire i meandri dell'isola, fermarsi ammirati davanti a un nuovo, splendido paesaggio, e iniziare a completare qualche altro pannello. Certo, c'è una gradualità nei puzzle, che rende estremamente improbabile riuscire a completare certi rompicapo se prima non sono state affrontate le varianti “basilari” dei pannelli coinvolti... eppure The Witness riesce a rimanere un'esperienza organica ed esaltante nella sua libertà, uno di quei rarissimi giochi su cui la mente torna anche durante il sonno, di quei sempre più rari titoli dove avere dei fogli per segnarsi informazioni importanti o un cellulare per una foto veloce “in aiuto” alla memoria può risultare fondamentale. 
Il progetto di Blow sa essere di una durezza terribile, ma dona soddisfazioni enormi a chi decide di metterci anima e corpo, poiché è pervaso di genialità assoluta. D'altronde lo ricordiamo, è un semplice insieme di pannelli da completare, eppure è impossibile non rimanere esterrefatti davanti al numero di variazioni degli enigmi. Si va da labirinti dove si è obbligati a racchiudere in sottoinsiemi quadrati di colore diverso, a strade da completare in modo perfettamente simmetrico nonostante alcuni blocchi forzati, fino a pannelli dove è necessario interpretare una strana variante del codice morse per proseguire. Non vogliamo svelarvi altro, anche perché arrivare a certe soluzioni è sinceramente un momento eclatante, e ogni pannello, persino quello all'apparenza più irrisolvibile, ha una chiave di volta. Va solo trovata.


E c'è bisogno di questo. C'è bisogno davvero solo di questo per un applauso a scena aperta, perché era da tanto, tantissimo tempo che non si vedeva un gioco così impegnativo e intelligente, e a cui frega così poco di essere accessibile a tutti i costi. The Witness è un titolo dove la difficoltà è una muraglia, altissima ma mai inespugnabile, che va smontata mattone dopo mattone. E sotto ogni mattone si ritrova un po' di quella gioia bambinesca che si provava in passato a superare un passaggio all'apparenza insormontabile. 
Inoltre lo dobbiamo ammettere, noi il gioco per una volta non siamo riusciti purtroppo a finirlo, nonostante gli sforzi. Perché si parla di decine di ore di enigmi, centinaia di pannelli sempre più complessi (fino ad arrivare a pannelli compositi di rara cattiveria), di dozzine di passaggi da esplorare e scoprire per arrivare a nuovi puzzle e a nuovi misteri. Ne abbiamo completati più della metà di quei puzzle, ma la chiave di volta di alcuni ancora ci manca, e pur avendo compreso cosa è necessario fare per arrivare alla conclusione (non è certo difficile da capire, anzi), certe barriere non siamo ancora riusciti a buttarle giù. Ma non importa, perché anche senza il tassello finale The Witness rimane un titolo meraviglioso, da vedere e da giocare. Coraggiosissimo nelle sue scelte, geniale nei suoi puzzle, e artisticamente splendido, con il suo misto di monumenti magnifici, luoghi inquietanti, e colori incredibilmente vivaci. 
Nei prossimi giorni, pertanto, noi saremo ancora qui. A strizzare tutti i neuroni che ci rimangono per fare ogni volta un piccolo passo in più, per arrivare al pannello successivo, perché questo agglomerato di idee brillanti e visione pura merita di essere giocato fino in fondo senza aiuti. E voi?
Recensione Videogioco THE WITNESS scritta da PREGIANZA The Witness è semplicemente uno dei puzzle più brillanti e meglio costruiti a cui abbiamo mai giocato. Un insieme di enigmi geniali, intuitività ed esplorazione che si fonde alla perfezione in un progetto che pochi riusciranno a portare a termine senza aiuti, ma saprà regalare enormi soddisfazioni anche a chi rimarrà sopraffatto dalla sua notevole difficoltà. In parole povere, Blow ha fatto un altro centro perfetto.
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    Commenti: 49 - Visualizza sul forum
  • Grisha
    Grisha
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    Non conosco The Talos Principle. ma i commenti che sto leggendo mi hanno incuriosito e lo giocherò appena possibile, terminato The Witness. È passato un mese da quando l'ho iniziato e sono sempre più affascinato dal suo mondo, che occupa nei miei pensieri uno spazio di gran lunga superiore al tempo che posso dedicare all'esecuzione del gioco. Ho un grosso debito di riconoscenza nei confronti di Pregianza. Mi ero lasciato stupidamente convincere dall'argomento più ricorrente tra i pareri sfavorevoli: la ripetitività dei rompicapo, e stavo perdendo un capolavoro. [Per quanto riguarda la presunta ripetitività, non riesco ad immaginare nulla di più variato...] Non saprei dire a che punto sono, temo di aver quasi esaurito le sconfinate serie di enigmi a me più congeniali, e mi trovo, sgomento, a fronteggiare quesiti che richiedono un'applicazione sensoriale che varca i confini della logica pura alla base degli altri percorsi. Alcuni indizi ambientali, per me, sono uno scoglio apparentemente invalicabile, ma sono determinato ad arrivare alla fine, anche se ciò dovesse richiedere, come ultima spiaggia, il coinvolgimento di amici più percettivi. Ma sarebbe un peccato andare di fretta... padroneggiare le regole che permettono la soluzione dei pannelli è gratificante, però lo è altrettanto, se non di più, esplorare l'isola e guardarsi intorno; osservare le evoluzioni della propria ombra ed ascoltare il suono sempre diverso dei propri passi sulla mutevole consistenza dei territori; annotare contenuti e autori delle clip audio e identificare le specie delle rocce e degli alberi, con i loro colori stagionali, che caratterizzano le regioni di questo mondo - forse universo - in miniatura, cercando di dare un senso alla collocazione degli elementi vocali e architettonici. Ho attribuito un nome ad ogni parte dell'Isola. I luoghi che più mi affascinano sono la Montagna, che per motivi piuttosto evidenti ho chiamato "Bruegel", e la "Rocca del Graal", un piccolo sito misterioso a cui torno di frequente, nella speranza di trovare qualche azione da compiere ma anche solo per gustarne lo straordinario fascino. Le suggestioni evocate dall'ambiente in cui si svolge The Witness meriterebbero la coniazione di un termine sulla scia del "Waldeinsamkeit" tanto caro ai filosofi e ai letterati tedeschi del secolo scorso: "la solitudine del bosco". Credo che chiamerò l'isola di Blow "Inseleinsamkeit"... "il senso di solitudine dell'isola", di cui, anche se ancora lontano dalla fine, avverto già la nostalgia. La fine di questo meraviglioso viaggio sarà un piccolo trauma difficile da superare.
  • xDav888x
    xDav888x
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    Originariamente scritto da Riku24692

    Pregi avrei una domanda: Riusciresti a paragonarmi il gioco ad un altro puzzle game tipo the talos principle? Io ho giocato a lungo quest'ultimo e lo ho apprezzato un sacco. Sono confrontabili a livello di narrativa e di difficoltà? Inoltre sono curioso di sapere come si comporta il gioco su computer di fascia media. Grazie e buon lavoro
    Premetto che ho giocato ad entrambi (purtroppo ancora non ho completato INTERAMENTE tutto il gioco) e posso ora trarre delle conclusioni: Il livello di difficoltà a mio parere è più alto rispetto a The Talos Principle. Si vide che dietro c'è un lungo lavoro (8 anni). Come narrativa diciamo che The Witness non è paragonabile a nessun altro gioco. Se riesci a completare il gioco al 100 % avrai una sorta di "purificazione spirituale" Ho giocato a The Witness su un portatile di fascia bassa a grafica bassa senza sincronia verticale a circa 30-40 fps (davvero un peccato, fortuna che quest'estate potrò giocarci di nuovo con un pc di fascia alta con la nuova gtx 1070)
  • Grisha
    Grisha
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    Splendida recensione Pregianza, grazie! Ho iniziato il gioco ieri sera e anche oggi sono riuscito a dedicargli qualche ora. Il salvataggio mi informa di aver risolto 42 enigmi... una goccia nell'oceano in cui mi sono tuffato. Citandoti, The Witness merita di essere giocato fino in fondo senza aiuti, e per me sarà così. Non potrei aggiungere una sola parola che tu non abbia già scritto. Solo una cosa mi stupisce: nonostante The Witness non sia assimilabile ad alcun altro gioco, tra le tante citazioni non ho letto il titolo che, per il valore qualitativo della logica nella formulazione degli enigmi, gli è più simile, il grandioso Rhem di Knut Müller. Mi chiedo se nessuno lo abbia giocato...
  • Ambromon
    Ambromon
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    Oppure Syberia... quello sì che è un gran gioco!
  • Ambromon
    Ambromon
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    Mi sa tanto di URU
  • pippoinzaghi92
    pippoinzaghi92
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    Originariamente scritto da SmeckOne*

    Una domanda, The Witness è acquistabile solo sul play store o esiste un disco?
    Only Digital
  • SmeckOne*
    SmeckOne*
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    Una domanda, The Witness è acquistabile solo sul play store o esiste un disco?
  • Pregianza
    Pregianza
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    Originariamente scritto da Riku24692

    Pregi avrei una domanda: Riusciresti a paragonarmi il gioco ad un altro puzzle game tipo the talos principle? Io ho giocato a lungo quest'ultimo e lo ho apprezzato un sacco. Sono confrontabili a livello di narrativa e di difficoltà? Inoltre sono curioso di sapere come si comporta il gioco su computer di fascia media. Grazie e buon lavoro
    Credo non sia paragonabile ad altro, al di fuori di Myst, da cui comunque è molto diverso
  • Pregianza
    Pregianza
    Livello: 7
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    Originariamente scritto da Fabiusco

    Premetto che sono giusto ad un paio di ore di gioco, ma per ora si può dire che la componente narrativa sia quasi del tutto assente. Si è catapultati sull'isola senza alcun preambolo, neanche una riga di testo, solo un tutorial di 5 secondi che spiega le basi dei controlli. L'unico accenno di narrativa l'ho trovato in una registrazione, che pareva essere una sorta di collezionabile, dove si poteva ascoltare una (ben recitata) citazione di Einstein sulla scienza. Per ora quindi niente di paragonabile a Talos Principle, anche perchè sono convinto che narrativamente quest'ultimo sia un titolo più unico che raro.
    Vi sono molte registrazioni sparse in giro, ma non compongono una storia netta e definita. Sono testimonianze in larga parte
  • pino cammino
    pino cammino
    Livello: 6
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    Sto leggendo molti pareri discordanti su questo titolo e questo mi incoraggia molto a prenderlo, perchè in genere quando leggo pareri positivissimi unanimi (come nel caso di Bioshock infinite e Bastion) rimango sempre parzialmente deluso, mentre invece spesso capita che giochi non molto conosciuti o dai pareri discordanti mi danno quel qualcosa in più che invece quelli che hanno una fama migliore non mi danno. Certo a primo impatto non mi sembra ne un capolavoro (come vuole far intendere questa recensione) ne un gioco di m&rd@ come molti scrivono su steam.
  • Fabiusco
    Fabiusco
    Livello: 2
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    Aggiungo una cosa dato che non mi sono spiegato bene: la sensazione dirivata da questo minimalismo narrativo non è comunque quella di un luna park di enigmi, gli conferisce più un aura onirica alla Journey.
  • Fabiusco
    Fabiusco
    Livello: 2
    Post: 1265
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    Originariamente scritto da axio

    Ma il luogo ha una storia che va scoperta mediante gli enigmi o è inteso solo come un grande lunapark?
    Premetto che sono giusto ad un paio di ore di gioco, ma per ora si può dire che la componente narrativa sia quasi del tutto assente. Si è catapultati sull'isola senza alcun preambolo, neanche una riga di testo, solo un tutorial di 5 secondi che spiega le basi dei controlli. L'unico accenno di narrativa l'ho trovato in una registrazione, che pareva essere una sorta di collezionabile, dove si poteva ascoltare una (ben recitata) citazione di Einstein sulla scienza. Per ora quindi niente di paragonabile a Talos Principle, anche perchè sono convinto che narrativamente quest'ultimo sia un titolo più unico che raro.
  • Riku24692
    Riku24692
    Livello: 5
    Post: 212
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    Pregi avrei una domanda: Riusciresti a paragonarmi il gioco ad un altro puzzle game tipo the talos principle? Io ho giocato a lungo quest'ultimo e lo ho apprezzato un sacco. Sono confrontabili a livello di narrativa e di difficoltà? Inoltre sono curioso di sapere come si comporta il gioco su computer di fascia media. Grazie e buon lavoro
  • axio
    axio
    Livello: 3
    Post: 93
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    Ma il luogo ha una storia che va scoperta mediante gli enigmi o è inteso solo come un grande lunapark?
  • Link130890
    Link130890
    Livello: 4
    Post: 1441
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    Complimenti Pregi per la ottima recensione e assolutamente ora deve essere mio The witness, questi sono i giochi che definisco fuori dall'ordinario e chi mi conosce bene sa quanto amo questi giochi, che dire lo vado a prendere proprio ora .
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