Recensione di Republique Remastered - Ep. IV

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     iPhone, PC, PS4, TECH
  • Genere:

     Avventura grafica
  • Sviluppatore:

     Camouflaj
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     Disponibile (iOS) – 23 ottobre 2014 (Android) - 26 febbraio 2015 (PC-Mac) - 31 marzo 2016 PS4
- La formula stealth in seconda persona funziona ancora bene
- Rivelazioni potenzialmente importanti sulla trama
- Gameplay semplificato in alcuni aspetti
- Dieci mesi di distanza tra gli episodi sono troppi, e fanno perdere interesse verso trama e personaggi
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A cura di (Mastelli Speed) del
Dopo quasi un anno, torniamo a parlare di Republique, titolo stealth in seconda persona inizialmente sviluppato da Camouflaj su iOS, e in seguito protagonista di una discreta conversione su PC e Mac. L’avventura episodica in questione, uscita su Steam nel febbraio 2015, e limitata finora ai primi tre dei cinque episodi previsti, vede ora l’uscita del quarto capitolo, chiamato God’s Acre. Rimandandovi alla nostra precedente recensione dei primi tre atti, vediamo ora di capire come procedono le avventure della protagonista Hope.


Polemiche multipiattaforma
Chi non gradisce le avventure episodiche, troverà fin troppo facile sostenere le proprie argomentazioni prendendo ad esempio quello che è successo con Republique: dopo la pubblicazione contemporanea dei primi tre episodi durante lo scorso febbraio, infatti, i giocatori hanno dovuto attendere circa dieci mesi per mettere mano su questo quarto capitolo. Se si considera che l’ultimo atto della versione PC e MAC dovrebbe uscire il 22 marzo, si comprende come la pubblicazione dell’intera avventura sia stata spalmata su più di un anno. A complicare ulteriormente le cose si deve considerare che l’avventura, finanziata attraverso Kickstarter nel 2012, è stata protagonista nel corso dei mesi di alcune polemiche sollevate dai giocatori, e relative al porting precedentemente non annunciato dei cinque episodi su PlayStation 4; questa particolare versione, a questo proposito, dovrebbe essere disponibile nei prossimi mesi. Insomma, sembra si sia fatta un po’ di confusione nel corso dello sviluppo, e il motivo della presenza di questo grande intervallo di tempo tra i primi tre episodi e il quarto capitolo su PC e Mac potrebbe essere proprio l’ingrandimento del progetto originario.
Al di là di questi aspetti, la prima sensazione che si avrà incominciando questo quarto episodio sarà un grande disorientamento. Questo perché ricordare cosa sia successo in un gioco terminato mesi fa non è mai cosa facile (un breve filmato di riepilogo dei primi tre capitoli sarebbe stato apprezzato), e anche perché la storia subirà notevoli scossoni. God’s Acre sembra essere un episodio interlocutorio: pur senza scendere nei dettagli della trama, i giocatori avranno a che fare con personaggi nuovi, ambientazioni mai viste prima, e rivelazioni abbastanza importanti nella trama. Il tutto, però, sembra avere un carattere un po’ estemporaneo, come se gli avvenimenti di questo quarto capitolo siano staccati da quanto giocato finora. Bisognerà attendere il quinto episodio, in altre parole, per capire se quanto visto in God’s Acre sia stato un episodio un po’ a sé stante, oppure se si inserisca a pieno titolo in una narrativa più organica.
Capiremo meglio durante l’analisi del gameplay il perché di questa sensazione, che peraltro viene acuita anche dalla durata non proprio eccezionale dell’episodio; siamo venuti a capo del capitolo, infatti, in circa 80 minuti: una durata, questa, di sicuro esigua di per sé, ma anche inferiore rispetto a quella dei primi tre episodi, che superavano senza particolari problemi le due ore ciascuno.


Giocare nei cimiteri di sera ha sempre il suo fascino
Giocando a God’s Acre, non nascondiamo di avere avuto l’impressione che gli sviluppatori abbiano voluto limitare il più possibile gli sprechi, o gli elementi di contorno. Per prima cosa, ci si muoverà in un solo ambiente, rappresentato da un cimitero monumentale immerso nell’oscurità della notte. Si tratta, per la verità, di un cambiamento notevole rispetto agli ambienti chiusi dei primi tre episodi, ma il numero di ambientazioni visitabili non sarà poi così elevato. Al posto dell’armata di soldati pronti a rinchiuderci in cella dei primi capitoli, poi, questo terzo episodio vedrà un solo nemico. Sarà un po’ come giocare al gatto col topo: il giocatore dovrà ispezionare il cimitero, mentre questo losco figuro perlustrerà gli stessi luoghi in cerca dei nostri passi. Una sorta di uno contro uno, dunque, che proporrà un livello di difficoltà medio-basso, in linea con quanto visto nei primi tre capitoli. Un’altra limitazione evidente è data dalla scomparsa totale degli upgrade del nostro cellulare. Non ci si dovrà più occupare della batteria, né di acquisire documenti di modo da avere crediti da spendere. Il gioco cerca di spiegare il perché di questa semplificazione, ma gli artifici narrativi utilizzati non convincono più di tanto (anche perché risultano poco chiari). L’unica nuova meccanica inserita, allora, è quella relativa alle foto. Premendo il tasto C, il gioco passerà alla visuale della fotocamera del cellulare della protagonista, che dovrà fotografare alcuni oggetti. Questi, una volta inquadrati, riveleranno sequenze audio utili per avanzare nella storia, e per capire il background narrativo della vicenda. Si tratta di una meccanica per la verità un po’ legnosa, che obbliga spesso ad uscire allo scoperto per cercare di inquadrare al meglio un oggetto (mettendoci così alla mercé del nostro indomabile nemico).
Anche in questo quarto episodio, poi, si potranno raccogliere alcuni collezionabili, anche questi utili a scoprire dettagli della storia. Mancando però l’incentivo importante presente nei primi capitoli, ovvero l’accumulazione di crediti spendibili in upgrade proprio tramite la ricerca di questi elementi, l'attività in oggetto si rivela essere un po’ fine a sé stessa.
Dal punto di vista tecnico, infine, il titolo non presenta molte novità: l’esperienza di gioco è sempre abbastanza godibile, mentre il buon sistema di controllo via mouse dei primi capitoli è stato riproposto senza troppi scossoni.
Recensione Videogioco REPUBLIQUE REMASTERED - EP. IV scritta da MASTELLI SPEED Diversi elementi, in questo quarto episodio di Republique, non ci hanno convinto pienamente. Per prima cosa, fare uscire questo nuovo capitolo mesi dopo i primi tre atti è stata una mossa che ha fatto perdere un po’ di fascino al titolo. Il gioco, infatti, ci parlerà di storie e personaggi molto importanti che però, come è normale che sia, potrebbero rappresentare poco o niente per chi ha giocato i primi capitoli mesi fa. Quelle che appaiono come rivelazioni centrali nella trama dell’intero gioco, allora, perdono importanza o, peggio, potrebbero apparire oscure e spesso incomprensibili.
Il gameplay, invece, soffre di una semplificazione su più livelli, e offre un’esperienza di gioco molto corta, e spesso priva del mordente dei primi tre capitoli. La sensazione è che, per capire veramente il valore di questo God’s Acre, bisognerà attendere le rivelazioni del quinto e ultimo episodio, atteso a marzo.
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