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Cuffie Plantronics Rig 500E

Cuffie Plantronics Rig 500E

Due cuffie in una

Recensione
A cura di del
Uno dei dubbi che i giocatori più attenti e più esigenti si pongono nella fase di acquisto di un paio di cuffie riguarda la scelta del tipo di diffusore. Come abbiamo spiegato nel nostro articolo dedicato alla scelta delle cuffie, vi è la possibilità di scegliere tra cuffie in configurazione aperta o chiusa, che comportano risultati molto diversi in termini di resa sonora. Ricapitolando: la configurazione chiusa vi isola dall’esterno al costo di un suono più artificiale, mentre la configurazione aperta offre un suono più naturale e affatica meno, ma è disturbata da tutti i suoni provenienti dall’esterno. Vi sono, dunque, pro e contro da tenere in considerazione al momento dell’acquisto, che si sommano al fatto che - per la gran parte dei modelli espressamente dedicati al gaming - le cuffie sono disponibili solo in configurazione chiusa, poiché danno l’illusione di un suono più potente e corposo enfatizzando esplosioni e altri rumori tipicamente “videoludici”.
Così, siamo rimasti sbalorditi di fronte alle Plantronics Rig 500E, soluzione che include un paio di padiglioni aperti e un paio di padiglioni chiusi, intercambiabili attraverso un semplicissimo sistema a pressione. Come è andata?

La qualità audio
Le Plantronics Rig 500E sono cuffie con supporto Dolby Surround 7.1 (virtuale) su PC, Stereo su PS4 e supporto Stereo su Xbox One tramite adattatore acquistabile a parte, orientate - per stessa dichiarazione degli sviluppatori - al mercato degli eSports, con certificazione ufficiale della lega ESL. La soluzione con i padiglioni intercambiabili, infatti, è pensata per consentire il perfetto isolamento del giocatore nelle sessioni competitive più intense, mentre la soluzione aperta è pensata per gli allenamenti, i momenti in cui si gioca molto a lungo e si ha la necessità di non affaticarsi.
La risposta del sonoro con entrambe le configurazioni, dunque, è sorprendentemente bilanciata: la configurazione chiusa risulta meno potente nei bassi e decisamente più aggressiva e responsiva nelle frequenze più alte, mentre la configurazione aperta garantisce risposte più morbide su tutte le frequenze, con un (inaspettato) accento sulle frequenze più basse che riescono a mantenere quel feeling cattivo che tanto piace ai videogiocatori. Allo stesso tempo, però, ci si rende immediatamente conto di come queste due cuffie siano figlie della stessa tecnologia, e come all’ascolto risultino simili. Come detto, Plantronics sembra essersi concentrata più sul comfort che sulla personalità delle due differenti configurazioni, un’idea che tutto sommato ci sentiamo di approvare. Se le due configurazioni avessero offerto due risultati di ascolto diametralmente opposti e profondamente sbilanciati fra loro, infatti, il giocatore in allenamento avrebbe potuto abituarsi a suoni non uditi in fase competitiva, con risultati potenzialmente disastrosi. Non è così, fortunatamente: le differenze ci sono (e sono udibili anche da un orecchio poco allenato) ma non sono stravolgenti.
Per quanto concerne il supporto Dolby Surround 7.1, funzionante solo su PC, abbiamo notato elementi molto positivi e altri meno piacevoli. Il sistema funziona bene nei giochi, e in alcuni momenti aggiunge presenza al suono offrendo ottimi risultati di ascolto e una buona simulazione dei canali posteriori. Per quanto concerne l’ascolto della musica e, soprattutto, del parlato, l’effetto Dolby crea artifici ed echi che non abbiamo mai gradito e che, in alcuni casi, sono risultati fuorvianti per comprendere la reale qualità acustica della traccia audio che stavamo ascoltando. Fortunatamente l’effetto Dolby può essere disattivato in qualsiasi momento tramite un comodissimo pulsante collocato sulla scheda audio integrata della cuffia. Quest’ultima è risultata di ottima qualità, nonostante le ridottissime dimensioni, con un DAC capace di lavorare a 24 bit per offrire una pulizia del suono sopra alla media e un buon isolamento dei circuiti per minimizzare i fruscii.
Infine, vi è da spendere qualche parola sul microfono. Si tratta di un microfono ad archetto molto poco flessibile e piuttosto corto, che tuttavia può essere richiuso con un semplice gesto della mano. Un pulsante nascosto nel padiglione sinistro delle cuffie chiude il microfono quando esso viene riposto in posizione verticale, un’idea geniale che abbiamo trovato infinitamente più comoda del consueto pulsante o della solita levetta posta sul filo di collegamento. La qualità audio del microfono è buona, sebbene non eccellente, con una certa enfasi sui toni medi e decisamente troppi pochi bassi.

Comodissime, leggerissime ma non perfette
Uno dei grandi punti a favore delle Plantronics Rig 500E è dato dalla straordinaria ergonomia. In altre parole, queste sono cuffie molto comode. L’archetto in termini di comodità è uno dei migliori che abbiamo mai provato: realizzato in plastica rigida (di qualità discutibile), monta al suo interno una guaina elasticizzata che segue le forme del nostro cranio e calza come un guanto. In una parola: perfetto.
La pressione delle cuffie non è eccessiva e il peso è davvero molto leggero: 200 grammi sulla testa sono davvero pochi, se consideriamo che un berretto di lana pesante ne pesa la metà.
L’unico difetto è dato dalla dimensione dei padiglioni: pur essendo vendute come cuffie over-ear, anche un orecchio di dimensioni modeste si troverà ad avere i lobi sovrapposti al bordo morbido delle cuffie. Parliamo, dunque, di un paio di cuffie a metà strada tra l’over-ear e l’on-ear, che potrebbero lasciare qualche dubbio a chi si aspetta un prodotto capace di avvolgere completamente il proprio padiglione auricolare. Se non ci si sforza ad accartocciare il proprio orecchio per farlo entrare nei padiglioni, in ogni caso, la comodità delle Rig 500E resta molto alta.

Al costo di circa 120 euro, le Plantronics Rig 500E offrono un rapporto qualità/prezzo davvero ottimo. La possibilità di disporre di due coppie di padiglioni intercambiabili in configurazione aperta e chiusa inclusi nella confezione è una vera chicca, e crediamo che i giocatori più esigenti o proni a sessioni di gioco molto lunghe apprezzeranno enormemente le possibilità offerte da questo prodotto. Peccato per la mancata compatibilità dell’effetto Dolby su PS4 e della necessità di un adattatore su Xbox One, oltre alle dimensioni discutibili dei padiglioni e alla scelta di alcuni materiali, che avrebbero reso questo prodotto davvero perfetto. Ma, se state cercando qualcosa di versatile e comodo, dategli una possibilità: potreste restarne davvero soddisfatti.

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