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Batman Arkham Knight: La Stagione dell'Infamia

Batman Arkham Knight: La Stagione dell'Infamia

Quattro supercattivi da affrontare

Recensione

PC, PS4, XONE

Azione

23 giugno 2015 - 28 ottobre 2015 (PC) - 29 luglio 2016 (GOTY)

A cura di del
Dopo il deludente DLC dedicato a Batgirl e intitolato Questione di Famiglia, Rocksteady ci riprova con un secondo contenuto scaricabile più grosso, più completo (e più caro) volto ad esplorare il background di alcuni cattivi storici della saga. Così, con una certa curiosità e con in mente tanti bei ricordi di Arkham Asylum e City, abbiamo provato La Stagione dell’Infamia, un DLC che promette ben quattro storie, dedicate a Killer Croc, Ra’s al Ghul, Freeze e il Cappellaio Matto.

Quattro storie e tanta libertà
Anziché offrire una sorta di seconda campagna, gli sviluppatori hanno optato per quattro missioni “Ricercato” attivate tramite un menù dedicato che appare una volta sbloccato il DLC. Il giocatore non è dunque imbrigliato in una struttura narrativa divisa in capitoli, ma può scegliere liberamente quale storia affrontare. Ogni parte, dunque, si comporta come una mini-campagna a sé stante, con una serie di avvenimenti e location da visitare che comportano, spesso, a veri e propri cambiamenti nell’approccio di gioco. Non mancano dunque le sezioni esclusivamente stealth da alternarsi ai consueti combattimenti, per poi passare alla raccolta di indizi e, perché no, all’incursione di alcune sezioni dual play caratterizzate da un’elevatissima intensità.
La formula, per quanto non lontana dall’esperienza del gioco principale, funziona bene ed è davvero un piacere indagare su alcune delle guest star dei capitoli precedenti. Il capitolo dedicato al Cappellaio Matto, poi, è un gigantesco occhiolino strizzato in faccia al giocatore, poiché riesuma sezioni di gioco reminescenti degli incubi dello Spaventapasseri del primo Arkham Asylum. Rocksteady, insomma, ha trovato un sistema per resuscitare il tema di una delle sezioni più amate dai fan del primo gioco senza coinvolgere Crane, dopo “l’indigestione” del personaggio avvenuta nella storia principale di Arkham Knight. Ovviamente l’ambientazione ha subito un profondo viraggio in favore dei mondi immaginati da Lewis Carrol (e che, dal punto di vista dei toni cupi, ricordano il lavoro di American McGee), e lo pseudo 2D di Arkham Asylum viene qui trasformato in un pieno 3D impreziosito da un rendering in cel shading dei nemici e dalla presenza di pavimenti e fondali in cartone. Nulla di straordinariamente originale, dunque, ma funziona.

Meno bene per quanto concerne il capitolo dedicato a Killer Croc, il cui exploit nelle fogne del primo episodio aveva rappresentato una sorta di deviazione in termini di gameplay dalle consuete scazzottate, con alcuni momenti di vero panico in seguito alle cariche del nemico. Niente di tutto questo: la parte dedicata a Killer Croc si completa facendo uso del già citato dual play in compagnia di Nightwing: niente inseguimenti al cardiopalma e una risoluzione piuttosto banale della vicenda. Ci resta il lucertolone, la cui comparsa nel gioco è un vero piacere per i fan della serie.
La parte dedicata a Mr Freeze coinvolge una profonda trasformazione di Gotham City, che finisce (inutile dirlo) sotto zero e ci obbliga ad avere a che fare con passaggi bloccati dal ghiaccio, alla neve che sostuisce la costante pioggia e a una nuova sezione di guida fra il gelo, con conseguente modifica del modello di guida della Batmobile. Anche in questo caso non vi sono momenti particolarmente efficaci dal punto di vista del gameplay, nonostante sia evidente lo sforzo per trasformare Gotham in qualcosa di diverso dal solito dopo l’ingresso in scena di Victor Fries, ma il personaggio del supercattivo è messo in scena in maniera egregia e ci siamo davvero divertiti ad aggiungere tasselli alla trama.
Per quanto concerne Ra’s Ghul, infine, questa sezione di gioco si tinge di toni macabri, con una serie di omicidi (e conseguenti investigazioni in modalità detective) che sembrano coinvolgere una sorta di guerra fra bande, che si rivelerà essere qualcosa di molto più grosso e organizzato e che introduce un nuovo tipo di nemico. Qui vi sono delle vere e proprie vette narrative che coinvolgono delle scelte morali, e da un punto di vista strettamente legato alla storia il capitolo dedicato a Ra’s Ghul è di gran lunga il più riuscito.

Trenta minuti per quattro
Da un punto di vista narrativo, nonostante l’evidente intento di Rocksteady di voler chiudere (anche in maniera forzata) la propria trilogia, il DLC La Stagione dell’Infamia funziona molto bene. Se siete fan della serie Arkham, questo contenuto aggiuntivo ha davvero qualcosa da dire e il fan service nella messa in scena dei quattro supercattivi è evidente e apprezzato.
Il problema è che tutto questo si esaurisce in una manciata di minuti: abbiamo impiegato poco meno di due ore - cutscene incluse - per giungere alla conclusione di tutte e quattro le vicende (con il capitolo di Mr. Freeze terminato in appena 25 minuti di gioco). Se avete già acquistato il season pass, la cosa probabilmente non vi preoccuperà più di tanto, ma i 10 euro richiesti per arricchire il gioco di un paio d’ore ci sembrano francamente troppi.
Certo, se paragoniamo questo DLC al precedente capitolo dedicato a Batgirl, venduto a 7 euro ma dalla misera durata di 50 minuti, si tratta di un notevole passo in avanti. Ma ciò non toglie che avremmo gradito qualcosa di più longevo e gratificante della mezz’ora per episodio.
  • [+] Quattro storie, di cui due molto interessanti
    [+] Alcune novità piacevoli
    [+] Nuovi nemici e un nuovo "clima"

La Stagione dell’Infamia è un DLC soddisfacente per Batman: Arkham Knight, sorretto dalla presenza di quattro storie distinte che arricchiscono il background di alcuni amatissimi personaggi della serie firmata DC Comics. La durata di circa due ore e il prezzo di dieci euro circa sono l’unico freno a quello che, altrimenti, si può a tutti gli effetti considerare il miglior DLC uscito per il capitolo conclusivo della trilogia Rocksteady.

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