Recensione di The Crew Wild Run

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS4, Xbox One
  • Genere:

     Guida arcade
  • Sviluppatore:

     Ubisoft
  • Data uscita:

     2 Dicembre 2014 - 17 novembre 2015 (Wild Run)
- Tanti contenuti extra
- Le moto sono un'aggiunta gradevole
- Il Summit è una buona idea
- Nessun aumento del cap
- Fisica e modello di guida ancora troppo problematici
- Nessun miglioramento nell'IA
- Tanti piccoli problemi in ogni nuova aggiunta
A cura di (FireZdragon) del
Lo scorso anno si è affacciato timidamente sul mercato The Crew, un titolo che doveva rivoluzionare, secondo Ubisoft, il mondo dei titoli di corsa arcade grazie a una mappa open world enorme e un sistema di gilde davvero rivoluzionario.
Qualcosa purtroppo, come sottolineato nella nostra precedente recensione, è andato storto, e numerosi sono stati i difetti riscontrati sul titolo. Bug e glitch a profusione, un sistema di guida davvero troppo poco divertente e un online che funzionava a singhiozzo i problemi principali, contornati da un comparto tecnico decisamente sotto le aspettative.
A quasi dodici mesi di distanza, ecco arrivare sugli scaffali virtuali una nuova espansione del gioco che aggiunge il sottotitolo Wild Run, destinata a portare ai giocatori nuovi modi di correre con le proprie auto tamarre e migliorie in ogni comparto. Sarà andata proprio così?



Riprendere il volante in mano
Appena siamo riusciti ad avviare la partita, vi ricordiamo che per usufruire a The Crew dovrete sempre essere connessi, la mappa che ci aspettava era quella classica degli Stati Uniti, senza alcuna variazione o estensione. La brutta notizia, per chi avesse apprezzato la storia, è che non ci saranno nuove trame da seguire, il “singleplayer” è stato infatti messo da parte per favorire contenuti, tornei ed eventi dedicati ai nuovi kit introdotti.
Wild Run mette in campo il lato più aggressivo di the Crew, proponendo gare estreme che vanno oltre ai soliti checkpoint e derapate, e reinventando addirittura l’interfaccia per le drag race.
Partiamo allora proprio da queste, in cui dovrete correre con uno dei mezzi a vostra disposizione percorrendo un lungo rettilineo nel minor tempo possibile. I ragazzi di Ivory Tower hanno aggiunto in questo caso un nuovo sistema che gestisce l’accelerazione dell’auto, le sgommate e addirittura il cambio manuale del mezzo. Un’idea buona, ma che trova il suo ostacolo più grande nella costruzione delle piste, dato che in alcune ci sarà da sterzare con la vettura, insensato e davvero scomodissimo in gara. Tentare di curvare, anche solo minimamente, con il kit drag causerà nel migliore dei casi un testacoda, rendendo tediosa poi la eventuale ripartenza.
La seconda grossa novità risiede nelle gare di monster truck, su circuiti appositamente studiati e ricchi di rampe, giri mortali e salti di ogni tipo, pronti per essere sfruttati nel tentativo di stabilire un record di punteggi. Con lo stick sinistro potrete semplicemente spostare il peso della vostra vettura e farle compiere backflip e frontflip, che vi verranno tuttavia conteggiati come buoni anche se atterrerete con il tetto sull’asfalto o se rimbalzerete come palline impazzite per il circuito, a causa ancora una volta di una fisica non propriamente eccelsa.
La terza competizione regina in questa espansione sono ovviamente le gare di derapate, senza spunti originali o altro: una gara classica su circuito dove sbandare il più velocemente e il più a lungo possibile.
Se siete stufi infine di gareggiare sempre sulle solite piste, Wild Run introduce anche una modalità grazie alla quale piazzare dieci checkpoint e dare vita alla vostra pista preferita, in modo tanto semplice quanto casuale, con traguardi irraggiungibili posizionati sopra i palazzi o nel mezzo del deserto, costringendo la vostra auto a uno sforzo immane e a volte impossibile per completare la gara.
Questo il quadro generale di quello che offre contenutisticamente il pacchetto, con le modalità peraltro racchiuse nei nuovissimi summit.



Un raduno d’altri tempi
Il Summit non è nient’altro che un modo per rendere The Crew un gioco social aperto a tutti i giocatori. Qui, ogni settimana, verranno raccolte una serie di sfide predefinite che vi metteranno direttamente in competizione con il resto degli utenti presenti sul server.
Partecipate alle gare, entrate in classifica, e la somma dei vostri punteggi vi servirà come metro per stabilire a che punto della ladder vi piazzerete. Ogni settimana i summit cambieranno proponendo nuove sfide e dando motivo ai giocatori di tornare a competere da zero. Nei sette giorni di permanenza di uno di questi eventi potrete ripetere all’infinito le gare al suo interno, cercando di migliorare giro dopo giro i tempi e i punteggi, cercando di scalare sempre di più le classifiche nella speranza di ottenere maggiori premi alla fine della settimana.
Tra questi, oltre ovviamente ai pezzi di ricambio, anche crediti, kit extra e ovviamente anche auto del tutto gratuite. Un sistema che funziona piuttosto bene, se non fosse appunto per i problemi che The Crew si trascina dietro da sempre relativi al sistema di guida.
Troppo ballerine le auto, anche con punteggi e prestazioni ottimizzate, troppo leggere negli urti, con hitbox completamente casuali e una fisica dei salti che proprio non rende giustizia alle buone idee di fondo del gioco.
Solo una manciata infine le auto nuove di pacca aggiunte, oltre ovviamente ad alcuni nuovi elementi di personalizzazione delle vetture, sempre punta di diamante nel gioco targato Ivory Tower, e ancora superiore tranquillamente a quanto messo in campo dal nuovo Need for Speed in termini numerici.
L’ultima aggiunta al pacchetto, che potrebbe far felice più di qualcuno di voi, sono le moto. Le due ruote hanno la medesima gestione delle auto, non solo come personalizzazione e motoristica (con tanto di pezzi aggiuntivi e carene sostitutive) ma purtroppo anche come modello di guida e fisica. Guidare una moto o un’auto non fa poi molta differenza, con tanto di freno a mano per andare in derapata nelle curve più strette, senza ovviamente nessuna paura di cadere.



Piove sul bagnato
Miglioramenti sensibili, ma non ancora sufficienti a portare il titolo a livelli ottimali, si osservano nel mondo di gioco, con un sistema di illuminazione rinnovato, una profondità di campo sicuramente maggiore e il meteo variabile, che porta ora pioggia e vento in gara, con tanto di asfalto bagnato.
Sono ovviamente solo modifiche estetiche e non hanno nessuna rilevanza in termini di gameplay, dato che le auto di comportano sul bagnato esattamente come si comporterebbero su un terreno asciutto, così come le moto. Ci ha fatto inoltre storcere il naso la poca cura messa in questo frangente, con l’asfalto che si bagna ma l’ambiente che non cambia di una virgola, lasciando il deserto polveroso ai lati della strada piena di pozzanghere.
Nessun cambiamento, con sommo rammarico, al sistema elastico che rimane ancora pesantissimo in ogni competizione con l’IA, schivato in questa espansione con i tanti tracciati a tempo inseriti.
Recensione Videogioco THE CREW WILD RUN scritta da FIREZDRAGON The Crew Wild Run è un buon tentativo di riportare il gioco al top e di correggere gli errori passati, tentativo velleitario che non riesce tuttavia a cambiare le forze in pista. Certo, abbiamo le drag race, le moto, e addirittura le gare con i monster truck... ma sono tutte modalità afflitte da problemi più o meno gravi. Lo stesso si può dire per il comparto tecnico, con alti e bassi e un’inalterata IA. Sicuramente i contenuti sono al top, ma quanto a modello di guida e fisica, il cuore di un gioco di corse, ancora siamo davvero lontani dalla perfezione.
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