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Game of Thrones

Game of Thrones

The Ice Dragon

Recensione

PC, PS3, PS4, X360, XONE

Action-Adventure

2 dicembre 2014 (PC) - 3 dicembre 2014 (PS4-Xbox 360-Xbox One) - 4 dicembre 2014 (iOS)

A cura di del
Posto che sul fatto di attendere quattro mesi per vedere completata una serie videoludica ci sarebbero da scrivere cose poco belle (e lo stesso vale per le tempistiche distributive di Life is Strange), vedere finalmente completata la prima stagione del Game of Thrones targato Telltale Games è comunque una soddisfazione. Lo sarebbe già perché si tratta di una classica chiusura del cerchio, ma anche perché in una serie di Telltale, così improntata su continue scelte morali e narrativamente “pesanti” (non sempre, ma spesso), l’episodio conclusivo di una stagione è un po’ la summa di tutto, nonché quelle due orette scarse di gioco in cui tutti i nodi dovrebbero venire al pettine. 

La chiusura del cerchio
Usiamo il condizionale perché fino ad ora le tragiche avventure della famiglia Forrester in quel di Westeros ci avevano lasciati con molti interrogativi, soprattutto nell’ardua scelta da compiere alla fine del quinto episodio. Inoltre (e lo diciamo subito) questa sesta puntata della prima stagione dal titolo The Ice Dragon lascia aperti diversi fronti senza chiudere del tutto le linee narrative fin qui vissute. Il perché è presto detto. Telltale, quasi in concomitanza con l’uscita di questo sesto episodio, ha annunciato di essere al lavoro su una seconda stagione della serie. Ottima notizia da un lato per ovvi motivi, ma molto meno bella dall’altro, proprio perché chi sperava di trovare in The Ice Dragon una degna conclusione alle peripezie fin qui vissute ci rimarrà un po’ male. Prima di addentrarci più nel dettaglio in questo epilogo (giocato da noi su PC) evitando il più possibile spoiler, vanno sottolineati almeno due aspetti che rendono The Ice Dragon uno dei migliori episodi della stagione. Non solo abbiamo almeno cinque o sei scelte davvero toste da prendere (e non sono sul finale) e la durata torna agli standard soliti dopo la parentesi ben più breve del precedente A Nest of Vipers, ma c’è anche molto più sangue e molta più violenza proprio nel tipico mood della saga originale di George R.R. Martin, nello stile dei momenti più crudi del primo episodio di fine 2014. Non che più sangue significhi per forza un episodio migliore, ma dopo così tanta tensione accumulatasi in cinque puntate una simile esplosione di violenza, spade insanguinate e corpi trafitti rappresenta una conclusione tipicamente martiniana e per questo fedele alla saga originale.    

Asher, Mira e Gared
Scendendo nel dettaglio, troviamo ormai tre linee narrative principali. Ormai quella più avventurosa ed esotica di Asher, che negli episodi precedenti aveva regalato anche le migliori scene d’azione e i migliori Quick Time Event, si è legata indissolubilmente a Ironrath e a quel che rimane dei Forrester (Mira esclusa). In questa sezione ci sono gli scontri più crudi e sanguinosi, bisogna decidere come muoversi nei confronti dell’esercito dei Whitehill e compare persino un chiaro omaggio alla saga originale che non spoileriamo. Questa parte è la più riuscita dell’episodio e anche un bel personaggio come Beskha si ritaglia un suo piccolo ma determinante spazio. Dove l’episodio delude leggermente è invece nella parte a Nord con protagonista Gared, che dopo aver finalmente trovato questo benedetto North Grove è protagonista di uno scontro con certe “creature” che vivono oltre la barriera. Non male la scelta finale che dovremo prendere su come utilizzare al meglio il potere del North Grove, ma l’andamento un po’ traballante di questa sezione e i confusi riferimenti ad alcuni poteri magici non la rendono una parte molto riuscita. Il terzo percorso narrativo è quello di Mira Forrester ad Approdo del Re, che tra intrighi, progetti di fuga e amicizie di facciata si chiude con un altro bivio narrativo mica da ridere. Anche in questo caso non possiamo dilungarci oltre per evitare spoiler, ma sappiate che questa sfortunata protagonista della serie dovrà prendere la decisione più difficile della sua vita, mentre sullo sfondo si annidano i soliti piani meschini e macchiavellici dei Lannister. 
  • + Degna conclusione della stagione
    + Molto crudo e sanguinoso
    + Il destino di Mira toccherà molti giocatori
  • - Rimangono aperti ancora diversi fronti
    - Tecnicamente obsoleto
voto
8

La chiusura del cerchio su questa prima stagione di Game of Thrones si mantiene sul livello medio-alto dei cinque predecessori (solo il quarto non è stato all’altezza degli altri), presentando almeno tre o quattro bivi narrativi di grande presa emotiva, un livello di sangue e violenza che non si vedeva dal primo episodio e la consapevolezza di aver vissuto le tragedie della famiglia Forrester come in una bella e appassionante serie TV. Di contro alcuni nodi narrativi non si sono chiusi in vista di una seconda stagione da poco confermata e rimangono bene o male i soliti limiti della serie, primo tra tutti un comparto grafico ormai davvero troppo datato. Come conclusione di un primo ciclo però non possiamo davvero lamentarci.

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