Recensione di Transfomers: Devastation

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC, PS4, Xbox One
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Platinum Games
  • Data uscita:

     9 Ottobre 2015
- Combat system spettacolare e intuitivo
- Stile vicino a quello della serie animata e non ai film
- Abbastanza impegnativo
- Estremamente breve
- La semplificazione del sistema limita la rigiocabilità
- Tecnicamente piuttosto arretrato
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A cura di (Pregianza) del
I Transformers sono il simbolo dei mecha made in USA, un'alternativa ai robottoni nipponici che tutti, ma proprio tutti conoscono e ha conquistato i ragazzini di mezzo mondo a forza di trasformazioni dai suoni improbabili e piccole meraviglie ingegneristiche. A livello videoludico, poi, davvero poca roba ha altrettante potenzialità, visto che parliamo pur sempre di enormi combattenti meccanici coinvolti in una guerra eterna, capaci di trasformarsi nei mezzi più disparati. Eppure di giochi degni dedicati a questo storico marchio se ne sono visti pochissimi (principalmente ad opera degli High Moon Studios) e se si va alla ricerca di un capolavoro è meglio prepararsi a un eterno vagare nelle caverne del vuoto cosmico. Ora però è arrivato Transformers Devastation, un gioco con tutte le carte in regola per esser quello che i fan hanno sempre desiderato: i Platinum Games allo sviluppo, uno stile che si rifà alla vecchia serie animata e non ai nuovi e confusi film di Michael Bay, azione da urlo e un bel po' di sano cel shading che non fa mai male. Non potevamo fidarci al 100% del team nipponico dopo la scottatura di Korra, ma le speranze c'erano e i gameplay visti ci avevano convinto. Vediamo se grazie al Giappone i Transformers sono tornati grandi nei videogame, che a volerla dir tutta i giocattoli originali li dobbiamo in larga parte alla terra del sol levante e non all'America... TORANSUFOMAAA, roll out!


Megatron è un pistola. BA DUM TSHH
Come detto, Transformers Devastation si rifà alla vecchia serie animata, dunque presenta una trama a prova di bambino. In pratica Megatron scopre un modo per Cyberformare la terra e sta agli Autobots fermarlo, meglio se a suon di mazzate sul metallico grugno. Poco più di una scusa per fare a botte coi Decepticons insomma, ma più che funzionale per quel che il titolo di Platinum intende fare, ovvero offrire un action adrenalinico molto vicino al tipico stile della software house.
Giocando a Transfomers infatti è praticamente impossibile non notare la vicinanza al gameplay di Bayonetta: ogni Transfomer è dotato di combinazioni complesse legate al timing e alla sequenza di tasti, le schivate cancellano all'improvviso le combo e non hanno tempi di recupero, e schivare all'ultimo momento attiva un rallentamento del tempo praticamente identico al “Witch Time” che assicura di piazzare moltissimi danni in tranquillità. Nero su bianco sarebbe già da esultanza, ma attenzione, le similitudini finiscono qui. Il gioco poi infatti presenta un sistema di shooting manuale con ricarica a energia più vicino a quello di un tps classico, e degli attacchi speciali con trasformazione, utilizzabili alla fine di ogni combo. Le manovre sono peraltro molto più semplicistiche rispetto agli action della sexy strega che tutti conosciamo e quasi tutti i combattimenti, indipendentemente dalle dimensioni e dalla tipologia di avversario, girano attorno al tempismo delle manovre difensive. Le finezze sono per lo più correlate a degli attacchi post accelerazione che spezzano la guardia di certi nemici e alla possibilità di mantenere le combo in schivata, che facilità il piazzamento di finisher multiple. Insomma, non siamo ai livelli di Bayonetta 2, o anche dei migliori Devil May Cry, ma il combat system è comunque gustoso e affinato quel tanto che basta a divertire alla grande. 
Inoltre è pur sempre dei Platinum che stiamo parlando, quindi non aspettatevi un gioco particolarmente facile. In Devastation i nemici picchiano, e durissimo, senza contare che i boss sono in grado di ammazzarvi in una manciata di colpi anche alla difficoltà normale. Padroneggiare schivate e contrattacchi non è un optional, e la diversificazione discreta degli avversari e dei boss permette di divertirsi.
La varietà non è tantissima, meglio precisarlo. Ci sono alcune fasi in forma di veicolo e inseguimenti ripetuti che spezzano i combattimenti ma non sono all'altezza degli scontri diretti, e la maggiore accessibilità delle meccaniche porta le battaglie ad esser meno uniche ed esaltanti rispetto agli action più apprezzati. Se si guarda al passato della saga, però, siamo comunque spanne sopra a tutto quello che è venuto prima. 


Una rissa finita subito
Il problema del gioco infatti non sta nel gameplay, promosso senza difficoltà, ma nella longevità e rigiocabilità dello stesso. La campagna la si finisce infatti in 4-5 ore, davvero pochine anche per un action stylish. La ripetitività della campagna la rende infatti poco esaltante se riaffrontata, egli unici incentivi sono la difficoltà massima (piuttosto brutale a causa dei danni inflitti dai nemici) e degli elementi gdr di personalizzazione dei Robot e delle armi, che permettono al giocatore di modificare Optimus e compagni con strumenti di morte sempre più potenti. Il fatto che questo sistema ci sia è apprezzabile, ma poteva essere sicuramente più approfondito e godibile: durante la campagna si limita purtroppo a una serie di drop random che si fondono a casaccio per avere armi più o meno decenti a disposizione. 
Poche proteste invece sul comparto tecnico. È evidente che il titolo sia un po' affrettato quando si osserva il conteggio poligonale miserevole delle ambientazioni e la loro scarsa varietà, ma i Transfomers sono resi alla grande, con un cel shading che si avvicina davvero molto a una versione migliorata della serie originale, animazioni velocissime ed estremamente sceniche in combattimento e un audio più che decente. Siamo ben lontani dai graficoni, ma la nostalgia copre facilmente i difetti più gravi.

Recensione Videogioco TRANSFOMERS: DEVASTATION scritta da PREGIANZA Transfomers Devastation non è un capolavoro. Dura una manciata di ore ed è tecnicamente abbastanza arretrato. Il combat system accessibile e spettacolare, però, unito all'atmosfera tipica dei vecchi cartoon, lo rende senza dubbio il miglior gioco dedicato ai robottoni Hasbro uscito finora. Se amate Optimus Prime e amici, e riuscite a tollerare la scarsa durata, non pensateci due volte.
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