Anteprima di Sword Art Online: Lost Song

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, PS4, PS Vita
  • Sviluppatore:

     Namco Bandai
  • Data uscita:

     26 marzo 2015 Giappone - 12 novembre 2015 Europa
ASPETTATIVE
- Combat system degno
- Si basa su una licenza molto apprezzata
- Multiplayer a quattro giocatori
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A cura di (Pregianza) del
Sword Art Online è un anime che si è guadagnato negli anni una fanbase piuttosto appassionata tra i videogiocatori. Non è difficile capire il perché, analizzando la principale storyline su cui sia le visual novel che la serie animata si basano: parliamo di esseri umani intrappolati in un MMO avanzatissimo che sfrutta la VR, uno scenario che certo non fatica a catturare l’immaginario di chi i MMORPG li ama veramente, o ha sempre sognato di poter giocare a un titolo quasi indistinguibile dalla realtà. Anche i critici della saga sono molti e spesso la attaccano mettendo in campo esempi di anime ben più fedeli alla reale natura degli MMO, o con trame e personaggi più approfonditi, ma oggi non siamo qui per discutere dell’eterna lotta tra Sword Art Online, Log Horizon, Overlord e tutto il resto della combriccola nipponica, bensì di un videogame dedicato alle avventure di Kirito e compagnia chiamato Lost Song. Previsto per PsVita, PS3 e PS4, il gioco è un action jrpg curioso, che abbiamo avuto modo di testare non molto tempo fa nella sede milanese di Bandai Namco. Ecco cosa abbiamo visto.


Not the same virtual reality
Partiamo brevemente dalla trama, che segue in realtà una cronologia completamente diversa da quella dell’anime. Lost Song si pone in un mondo ove i personaggi non sono usciti dal primo gioco virtuale nello stesso periodo, e li vede da poco all’interno della seconda avventura, ambientata all’interno di ALfhiem Online (videogioco ispirato dalla mitologia nordica). La storia di Lost Song peraltro non sembra contenere eventi particolarmente significativi, e sceglie di appoggiarsi ad antagonisti più simili a semplici rivali, con filosofie diverse da quella di Kirito e del suo gruppo sul come e sul perché un MMO vada giocato. Per alcuni la cosa forse rappresenterà una ventata di aria fresca, poiché l’assenza di una spada di Damocle sulla testa favorisce esplorazione e completamento tranquillo dei compiti secondari, specie se ci si immedesima molto nei personaggi, tuttavia è innegabile che senza un antagonista con i cosiddetti la narrativa difficilmente avrà un forte impatto. Questione di preferenze, insomma.
Meno criticabile invece il gameplay, molto votato all’azione e basato su un party base di 2 persone, che possono diventare tre all’occorrenza. I combattimenti sono rapidi e abbastanza soddisfacenti, nonostante qualche problematica con certe tipologie di nemici se si usa quasi esclusivamente il melee, e il sistema di magie funziona degnamente. Nulla di incredibile e mai visto, sia chiaro, ma la potenza dei personaggi è resa bene e noi, dotati di un salvataggio piuttosto avanzato, abbiamo potuto valutarne i poteri in largo anticipo. 
Le novità comunque ci sono, non temete. La prima è la possibilità di non giocare con Kirito, bensì con un personaggio creato da zero tramite un editor. Attenzione però, la trama si svolgerà comunque come se Kirito fosse il protagonista, lasciando il vostro alter ego da parte, e le possibilità offerte dall’editor ci sono parse un po’ limitate, basandosi su archetipi con opzioni alternative scarse.


Multiplayer non massivo
È plausibile che questa opzione sia stata inserita principalmente per far gustare meglio ai giocatori il multiplayer online del titolo, che non abbiamo avuto purtroppo modo di testare. In parole povere è possibile combattere contro certi boss in gruppo con altri giocatori, ma farlo aumenta enormemente la difficoltà di tali avversari. Non sorprende dunque che gli sviluppatori abbiano voluto dar modo agli utenti di creare un proprio combattente da sfruttare in certe situazioni. 
Difficile dire come funzionerà il matchmaking in assenza di una prova diretta, ma speriamo che il multiplayer calcoli i livelli per evitare esperienze troppo spaiate a causa di compagni esageratamente livellati. Se non vi incuriosisce nemmeno alla lontana la possibilità di giocare online, comunque, non preoccupatevi. Ci sono una ventina di personaggi utilizzabili nel gioco, più che sufficienti per soddisfare i vostri desideri, anche se questi vanno livellati singolarmente. 
In chiusura di articolo possiamo dare solo impressioni superficiali sulla qualità del resto: dungeon e mappe ci sono parsi un pò blandi, nonostante l’estensione lodevole di certe zone, e anche se abbiamo trovato molto interessante l’esplorazione in volo, che permette di vagare senza troppi problemi tra le pianure del mondo di ALfhiem Online, questo jrpg non ci ha dato l’impressione di essere una gemma imperdibile. Quel che è certo è che siamo di fronte a un progetto comunque interessante e che non dovrebbe mancare nella libreria dei fan della serie animata. A tutti gli altri cercheremo di dare maggiori informazioni non appena avremo il gioco completo fra le mani. Da noi, per l’appunto, arriverà il 12 novembre e sarà localizzato.
Recensione Videogioco SWORD ART ONLINE: LOST SONG scritta da PREGIANZA Non sarà il più memorabile dei titoli derivanti da anime e visual novel di successo, Ma Sword Art Online: Lost Song sembra un prodotto godibile e ben confezionato, che potrebbe conquistare i fan sfegatati della serie e anche qualche semplice amante del genere. Una prova di poche ore non è sufficiente a dare un giudizio per ovvie ragioni, ma cercheremo di darvi tutte le informazioni del caso appena il titolo si avvicinerà alla release. Non manca ormai molto.
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