Anteprima di Mad Max

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC, PS4, Xbox One
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Avalanche Software
  • Distributore:

     Warner
  • Data uscita:

     4 settembre 2015
ASPETTATIVE
- Ambienti e atmosfera del film ben ricreati
- Tante possibilità di modificare auto e personaggio
- Stile maturo
A cura di (LoreSka) del
Mancano pochi giorni all’arrivo di Mad Max nei negozi e alla Gamescom è stato il momento di mettere le mani su quella che - con ogni probabilità - è la versione definitiva del gioco. Non c’è infatti più tempo per le modifiche al codice prima del lancio, e quanto stiamo per descrivervi è, molto probabilmente, analogo a quello che vedrete fra qualche settimana. Ma partiamo dal principio.


Dopo Shadow of Mordor (e prima di Just Cause 3)
Warner Bros. sa come trattare i tie-in. I giochi tratti dai film sono spesso delle mezze schifezze, ma la multinazionale videoludico-cinematografica ha preso a cuore questo genere di produzione, investendo il proprio denaro in prodotti che hanno saputo ribaltare questo pregiudizio. Il merito di avere creduto nella serie Arkham - in realtà condiviso con Square-Enix - ha fatto da anticamera a Shadow of Mordor, titolo basato sul franchise del Signore degli Anelli che si è rivelato essere una delle migliori sorprese dello scorso anno. Ecco, con Mad Max stanno cercando di fare lo stesso, pur senza avere a disposizione le medesime risorse e un marchio altrettanto forte. Con questo non stiamo dicendo che Mad Max non sia una serie amata e riconosciuta, ma che il pubblico delle pellicole di George Miller non sia numericamente paragonabile a quello delle pellicole di Peter Jackson e, soprattutto, dei libri di Tolkien.
Ciononostante, Warner Bros. ha affidato la realizzazione del gioco ad alcuni fra i migliori interpreti del genere “tamarraction” nel mondo dei videogiochi, quegli stessi Avalanche che ci hanno portato la serie Just Cause. Le premesse, dunque, sono molto incoraggianti e il rischio del prodotto-schifezza sembra scongiurato già in partenza.

Nella Wasteland
La demo della Gamescom 2015 era ambientata a un buon 50% dell’avventura, una scelta compiuta dagli sviluppatori per consentirci di apprezzare sia alcuni elementi della storia che alcune sezioni di combattimento avanzato.
La sceneggiatura è originale, e totalmente slegata dai film di Miller, pur condividendone numerosi elementi visivi - dalla Wasteland del film più recente fino alla somiglianza di Max con l’attore Tom Hardy rispetto ai classici interpretati da Mel Gibson. In questo gioco, tuttavia, i panni di Mad Max saranno vestiti dall’attore Kym Bradley. Un altro aspetto che distanzia questa produzione dai film di Miller è l’assoluta preponderanza del personaggio di Max, in Fury Road ridotto a una sorta di co-protagonista e qui costantemente al centro dell’attenzione. Il ruolo dell’immancabile spalla è qui assegnato a uno strano figuro chiamato Chum Bucket, un uomo gobbo dal volto deforme ma, al contempo, un abile meccanico che segue Max nel suo viaggio.


Come intuibile data la struttura open world del gioco e i grandi spazi aperti, i motori hanno un ruolo particolare in Mad Max, e vengono utilizzati per più della metà del tempo. Nella nostra demo siamo stati chiamati a mettere fuori uso alcune catapulte, utilizzando una combinazione di cavi da traino e armi per distruggerle. Ogni volta che si utilizza un’arma mentre ci si trova a bordo di un veicolo il gioco entra in una sorta di bullet-time, e concede al giocatore la possibilità di prendere la mira con efficacia. Sarebbe stato pressoché impossibile pensare ad un sistema di mira realmente funzionante con le auto lanciate a tutta velocità e i terreni scoscesi e polverosi della Wasteland, e pertanto si è optato per questa soluzione che, tuttavia, crediamo non mancherà di fare discutere. Alcune armi hanno un tempo di cooldown, ed ogni volta che un colpo non va a segno non è possibile riprendere immediatamente il bullet time per ripetere l’operazione. In questo modo si è spesso costretti a proseguire la propria corsa ed effettuare un altro tentativo, rendendo il combattimento veicolare più bilanciato ed entusiasmante del previsto. Nel corso dei nostri viaggi incontreremo numerosi predoni lungo la strada, che cercheranno in tutti i modi di mandarci fuori strada anche saltandoci sul parabrezza. Non sappiamo, al momento, se questa formula riuscirà a reggere per tanto tempo, ma nel corso della mezz’ora a nostra disposizione ci siamo divertiti, complici anche le numerose esplosioni a cui gli Avalanche ci hanno abituati in passato. Inoltre, bisogna considerare che i numerosi veicoli presenti nel gioco si possono modificare in ogni aspetto, aggiungendo nuove componenti con l'aiuto di Chum Bucket che cambiano l'aspetto e le caratteristiche dell'auto, trasformando scarsissime dune buggy in veicoli sputafuoco che possono speronare gli avversari e fare letteralmente a pezzi i predoni.
Quando si scende dalle auto per entrare nelle fortezze e nei luoghi non esplorabili attraverso i propri veicoli, le cose cambiano radicalmente. Il gioco si trasforma in un action con una certa attenzione verso il combattimento ravvicinato, un numero ridotto di proiettili e la ricerca spasmodica di risorse da raccogliere. I proiettili sono pochi, e si è dunque spesso chiamati a combattere con le proprie mani nude, o con qualche oggetto di fortuna raccolto sul campo di battaglia: qua il gioco rivela l’utilizzo del free-flow-system di memoria batmaniana, che - senza troppe novità - rende il combattimento frenetico ma un po’ meccanico. Non aspettiamoci grandi innovazioni, dunque: come avvenuto in Shadow of Mordor gli sviluppatori hanno optato per la strada più semplice.


Qualche problema tecnico
Come detto in apertura, il gioco è ormai pronto e quanto abbiamo visto è - probabilmente - identico a quello che vedremo nei negozi. Ebbene, abbiamo notato qualche screzio nella grafica che ci ha mostrato alcune texture che si caricavano in ritardo e qualche problema vistoso nelle animazioni durante le cut scene. Il gioco è stato rimandato numerose volte, e oggi comprendiamo il perché: nonostante il tempo extra per lo sviluppo, Mad Max sembra soffrire di alcuni problemini tecnici. Nulla di cui preoccuparsi, sia chiaro, ma crediamo che gli Avalanche - concentratissimi su Just Cause 3 - abbiano dedicato meno risorse del solito a questo progetto.
Recensione Videogioco MAD MAX scritta da LORESKA Mad Max ci ha divertiti. Warner Bros. sta facendo le cose giuste con i tie-in, e anche questo gioco sembra rendere giustizia al prodotto di partenza presentandosi con un titolo più che soddisfacente per i fan del gioco. Restano alcuni dubbi sulle rifiniture e, ovviamente, sulla trama che al momento ci appare abbastanza opaca sebbene infinitamente più matura e "seria" delle precedente opere di Avalanche Studios. Non sarà facile riuscire ad esaltare il pubblico come ha fatto George Miller qualche mese fa ma, al contempo, possiamo aspettarci un titolo che sta facendo del suo meglio per non tradire le aspettative.
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