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Inquisitor: Martyr

Inquisitor: Martyr

Il cammino dell'inquisitore

Provato
A cura di Tommaso “FireZdragon” Valentini del 08/08/2015
Games Workshop continua a lavorare in maniera serrata per espandere il proprio marchio anche in ambito gaming. Dal lato fantasy abbiamo Vermintide con i ragazzi di Fatshark al comando e il glorioso Total War Warhammer, forgiato dai possenti martelli di Creative Assembly.
Nel 2016 però anche Warhammer 40.000 sarà sotto i riflettori, sia con Deathwing sia con Inquisitor: Martyr titolo ad opera di Neocore Games che abbiamo giocato proprio in questi giorni durante la Gamescom 2015.

Un universo in guerra
Se il nome Neocore vi dovesse suonare familiare è perché a loro si deve il buon Van Helsing, un titolo già di per sé piuttosto di nicchia nonostante gli apprezzamenti della critica, e, per farla breve, il nuovo Martyr ne seguirà le impronte da vicino, anche se con i dovuti e necessari adattamenti.
Abbiamo provato una delle numerosissime missioni che il gioco ci proporrà, ambientata in un monastero spaziale del settore Caligari popolato da malvagie guardie del chaos. Ad accoglierci la consueta visuale isometrica, con una barra delle abilità estremamente semplice e una sfera della vita ormai ultra classica per il genere.
L’approccio frenetico e caotico di Van Helsing viene però meno in Martyr grazie a tutta una serie di accorgimenti utili a rallentare e rendere più strategico il tutto.
Parliamo principalmente delle coperture, dietro le quali il protagonista, scelto tra una delle tre classi disponibili, potrà ripararsi e far fuoco quasi indisturbato. Correre schivando proiettili o magie è ancora possibile, ma l’approccio che Neocore sembra voler suggerire è più ragionato, spostandosi da copertura a copertura e analizzando accuratamente la situazione prima di buttarsi a testa bassa nella mischia.
Le coperture diventano quindi essenziali per godere al meglio il gameplay dato che il nostro eroe, seppur dotato di attacchi melee, potrà e dovrà far ricorso durante la campagna in nome del’imperatore a una gran quantità di equipaggiamenti, dai classici Bolter ai più potenti cannoni al plasma.
Entra in gioco a questo punto una seconda meccanica utile ad evitare lo spam continuativo dei proiettili, che farà surriscaldare la nostra arma in caso di uso eccessivo.
Le abilità a nostra disposizione cambiano sostanzialmente in base alle armi utilizzate: impugnando una spada ad esempio potremo eseguire finishing moves o spazzate corpo a corpo, mentre imbracciando i fucili sparare colpi che ignorano l’armatura o causano ingenti danni ad area, senza dover cambiare build o skill di sorta. Allo stato attuale, per quel poco che abbiamo potuto vedere, tutte le skill saranno legate al solo tempo di recupero, senza barre di energia o di mana da tenere sotto controllo.

A caccia di mostri
L’universo di Warhammer 40.000 è ovviamente popolato dalle peggiori creature che possiate immaginare e non mancheranno nemmeno scontri contro boss giganteschi ed estremamente pericolosi, ma questa volta, piuttosto che dover continuare a tartassare il nemico di colpi forsennatamente, potrete dedicarvi a farli letteralmente a pezzi, mirando accuratamente arti o escrescenze. Ogni parte del corpo dei nemici colossali è infatti composta da hitbox differenti con barre energetiche proprie. Fate saltare un braccio a un grande demone ad esempio e questo non potrà più usare la sua spada, o esplodete delle bolle purulente sui demoni di Nurgle per evitare che queste diano vita ad altri demoni, e così via. Il concept sembra particolarmente riuscito in questo caso ed è un aggiunta che ci piace particolarmente, a dispetto di un sistema di gioco che invece si adagia su canoni piuttosto standard.
Dal punto di vista tecnico il motore regge bene il nuovo setting ma non ci sono balzi in avanti significativi da quanto visto in Van Helsing ad eccezione di alcuni riflessi sulle superfici di vetro apprezzabili e una buona qualità nel dettaglio del protagonista. Il grosso del lavoro, per spettacolarizzare l’azione, lo fa la buona distruttibilità degli ambienti, con la possibilità di radere al suolo completamente le coperture nemiche e gli elementi dello scenario.
Chiude il cerchio infine la possibilità di poter guidare addirittura veicoli, feature che purtroppo non era ancora presente in questa alpha build, e novità che andremo a scoprire prossimamente, inclusa una mega campagna persistente online, la Inquisitorial Campaign, che vedrà i giocatori collaborare tra loro per sventare assalti di Dark Elves e Tiranidi con missioni specifiche e obiettivi da portare a termine entro un tempo stabilito.
Questo e molto altro verrà ovviamente rivelato con l’avvicinarsi del lancio del gioco, che vi ricordiamo avverrà prima su PC e poi anche su PS4 e Xbox One nel tardo 2016.
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    [+] Fedeltà all'universo di Warhammer 40K

E’ la prima volta che Neocore si trova a dover lavorare a un prodotto su licenza, ma Victor Juhasz si è detto molto contento e orgoglioso di poter scrivere finalmente una storia ambientata in un universo che ama e rispetta. Per quel poco che abbiamo potuto vedere il gioco sembra promettere bene, ma solo con una prova più approfondita e l’analisi di tutte le feature promesse si potrà avere un’idea più chiara di quello che ci attende in Inquisitor: Martyr.

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