Anteprima di Just Cause 3

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC, PS4, Xbox One
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Avalanche Studios
  • Data uscita:

     1 dicembre 2015
ASPETTATIVE
- Esplosioni!
- Tamarria!
- Boom!
A cura di (LoreSka) del
Assurdo, esplosivo e tamarro fino al midollo, Just Cause è un marchio che siamo davvero felici di rivedere. L’ultima volta avevamo lasciato Rico Rodriguez in un’isola caraibica alle prese con un dittatore comunista maniaco del controllo, ma nel terzo capitolo lo ritroveremo dietro casa. Perché, questa volta, l’azione si sposta su di una gigantesca isola italiana con a capo il temibile generale Di Ravello, un personaggio ricalcato su Mussolini, Stalin e Gheddafi che ha sottomesso l’intera popolazione imponendo un violento regime militare repressivo. Il nostro compito, come sempre, consiste nel rovesciare il regime. E, possibilmente, facendo saltare in aria quasi tutto quello che ci capiti a tiro.


Tuta alare e carri armati
Se nella demo E3 avevamo apprezzato alcune nuove funzionalità, tra cui il curioso rampino retrattile che consente di collegare fra loro due oggetti per farli collidere, alla Gamescom gli sviluppatori hanno riservato per noi una demo basata su quattro diverse sfide. Qui in Germania, infatti, si è avuto modo di parlare proprio di questa porzione del gioco, attivabile ogni volta che si sottrae un’area alle grinfie di Di Ravello e necessaria per potenziare il proprio personaggio. Le sfide, infatti, consentono di accumulare un punteggio che dà accesso a un certo numero di stelle variabile da 1 a 5, le quali possono essere spese per migliorare le abilità di Rico. Così, tra una sfida e l’altra, il giocatore ha la possibilità di accelerare la crescita del proprio personaggio, ottenendo dei vantaggi utili per conquistare altre aree e proseguire con l’avventura. Il tutto, naturalmente, accompagnato dalla presenza di leaderboard.
Due delle porzioni di demo ci mostravano una sfida con la tuta alare, una delle grandi novità di questo titolo: nel gioco dovevamo passare attraverso dei cerchi per ottenere un punteggio, spesso compiendo delle brusche virate e volando a pochi metri dalle fronde degli alberi per intercettare cerchi speciali necessari a fare salire un moltiplicatore. La tuta alare si controlla bene, ma ha una certa inerzia che richiede di anticipare ogni movimento. In ogni caso, con un po’ di pratica, crediamo proprio che sfrutteremo la capacità di Rico di planare per spostarci rapidamente da un lato all’altro della gigantesca mappa di oltre 400 km quadrati. Grazie al rampino, infatti, possiamo continuare a guadagnare quota e velocità, mantenendoci in volo per periodi più lunghi rispetto alla norma. Con la giusta abilità è realmente possibile compiere tragitti altrimenti impensabili con la tuta alare, che sarà una fedele compagna di viaggio.
Le altre due porzioni della demo erano dedicate a una modalità che farà piacere ai giocatori più casinisti: siamo stati infatti chiamati a distruggere il maggior numero di cose con un elicottero prima, con un carro armato poi. I veicoli e velivoli si controllano esattamente come nel precedente capitolo, con i grilletti a fungere da acceleratore e freno e il tasto spalla sinistro utile per sparare. La distruttibilità dell’ambiente è vasta, ma non totale: abbiamo fatto crollare torri alte centinaia di metri, per poi vedere il nostro carro armato bloccarsi di fronte a un indistruttibile paracarro. Certo, dare la possibilità al giocatore di distruggere qualsiasi cosa potrebbe rivelarsi poco divertente alla lunga, ma vedere un veicolo corazzato fermarsi di fronte a un panettone di cemento fa certamente sorridere. Ci è stato inoltre confermato che la gran parte delle distruzioni non sarà permanente: i ponti e gli edifici verranno rigenerati, mentre tutti gli edifici, i veicoli e gli oggetti speciali legati a una missione resteranno distrutti.


It’s-a-me, Mario!
L’ambientazione italiana è stata accompagnata da una serie di stereotipi sulla parlata e le movenze dei nostri connazionali. Tra i personaggi-spalla di Rico spicca Mario, un tizio magrolino che parla come i peggiori attori nei film americani girati a Posillipo. Nulla che possa offenderci - a differenza di tante altre nazioni il senso dell’umorismo non ci manca - ma in generale il gioco sembra attingere da una serie di cliché visti e stravisti. Il fatto è che tutto questo, a quanto pare, è intenzionale: gli sviluppatori hanno voluto creare una storia sopra alle righe e poco credibile al fine di mettere l’accento sull’azione e sulle esplosioni che accompagnano il tutto. Una scelta che, a conti fatti, potrebbe rivelarsi vincente per mantenere alta l’attenzione nei confronti del gioco. I personaggi, per contro, ci hanno promesso essere credibili, anche se è troppo presto per esprimersi a tal proposito.
Naturalmente quando diciamo “sopra le righe” intendiamo qualcosa di davvero assurdo: ci è stata presentata, ad esempio, la granata-razzo che può essere appiccicata a un veicolo, attivata per farlo decollare e quindi detonata per farlo esplodere. Questo genere di assurdità esagerate accompagna ogni istante di Just Cause 3 e, francamente, non potevamo chiedere di meglio.

C’è nessuno?
Se nella prima demo mostrata all’E3 avevamo notato una città viva e vibrante, in questa demo ambientata principalmente al di fuori delle aree urbane più popolate non abbiamo fatto a meno di notare un certo senso di desolazione. Le strade sono pressoché deserte, e in generale ci aspettavamo una maggiore presenza di civili.
La grafica, in ogni caso, è molto buona e il colpo d’occhio dell’ambientazione mediterranea è davvero piacevole. Sfrecciare fra le strade dell’isola di Medici a bordo della propria Mugello Raffinati Vitesse non ha prezzo.
Recensione Videogioco JUST CAUSE 3 scritta da LORESKA Ci aspettavamo un gioco fuori di testa e pieno di cose che saltano in aria: siamo stati accontentati. Just Cause 3 è esattamente quello che volevamo: un’avventura piena di azione e di momenti ricchi di escalation esilaranti, pronto a intrattenerci con la sua struttura sandbox e un sacco di sfide e missioni. Se avete amato i precedenti capitoli sappiate che il terzo è più grosso, più rumoroso e ambientato in Italia. Il tamarro che è in voi non potrebbe chiedere di meglio.
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