Recensione di The Vanishing of Ethan Carter

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC, PS4
  • Genere:

     Survival horror
  • Sviluppatore:

     The Astronauts
  • Data uscita:

     25 settembre 2014 (PC) - 15 Luglio 2015
- Narrativamente lodevole
- Completa libertà di esplorazione
- Graficamente incredibile
- Atmosfera immersiva
- Coversione ottimamente realizzata
- Breve
- Oltre i titoli di coda il titolo non ha più nulla da offire
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A cura di (erik369) del
Come giocatori nel corso degli anni abbiamo assistito ad innumerevoli storie. Che fossero tristi o divertenti, lunghe o brevi, profonde o spensierate, ogni racconto, se ben narrato, è capace lasciare un solco indelebile all'interno della nostra memoria. Raccontare una storia però non una cosa facile. Anche la più ben scritta fra le storie sembrerà infatti pessima alle orecchie dell'ascoltatore se mal narrata. Risulta quindi evidente che l'esposizione di una racconto è importante quanto il racconto stesso. Questo concetto, apparentemente contraddittorio, è ben chiaro ai membri di The Astronauts, il cui esordio come sviluppatori indipendenti si concretizza proprio con la volontà di raccontare una storia. The Vanishing of Ethan Carter è un'avventura dai toni cupi e foschi, i cui misteri vi cattureranno nel profondo.



Oscuri delitti
Paul Prospero ha lavorato a decine e decine di casi, ma nessuno di essi può essere paragonato a quello che probabilmente sarà il suo ultimo lavoro come detective. Il caso di Ethan, un ragazzo di dodici anni, sembra essere ben più che una semplice storia di sparizione, come molte ne accadono di questi tempi. Qualcosa di oscuro si cela dietro le vicende che hanno sconvolto la pacifica Red Creek Valley. Tuttavia anche Paul Prospero non è come gli altri detective: il suo dono gli permette di avere visioni del passato, rendendolo forse l'unico in grado di far luce sul mistero che avvolge Ethan e la sua famiglia. Impersonando l'abile detective ci faremo strada tra una serie di efferati omicidi ed eventi sovrannaturali, ricostruendo tassello dopo tassello il mosaico di una triste verità.
La narrazione in The Vanishing of Ethan Carter è certamente uno degli aspetti più rilevanti e ben riusciti del titolo. Essa non viene relegata unicamente ai semplici dialoghi, ma risulta costruirsi tramite il sapiente intreccio di più elementi. Così i monologhi del detective Prospero si affiancano all'esplorazione degli scenari e all'attenta osservazione di tutti i suoi componenti, essendo quest'ultimi in grado di offrire un messaggio che non ha bisogno delle parole, ma che sfrutta il significato intrinseco di un'immagine ben costruita. Il risultato è una storia bizzarra, oscura, persino inquietante, ma ricca di fascino grazie alla numerose sfaccettature pienamente interpretabili solamente tramite la completa immersione nel mondo di gioco. Tale immersione è stata sin dal primo istante una delle maggiori priorità degli sviluppatori, i quali hanno più volte scavalcato i canoni del videogioco moderno per renderla il più autentica possibile. L'adozione di una visuale in prima persona e l'assenza totale di qualsiasi tipo di HUD sono solo alcuni esempi di questa volontà. Persino il modo in cui è stato costruito il mondo di gioco e la maniera con cui il giocatore viene relazionato con esso esprimono il desiderio di rendere l'esperienza il più immersiva possibile. “Questa è un'esperienza di gioco narrativa che non ti conduce per mano”. Tali parole sanciscono l'apertura di The Vanishing of Ethan Carter e rendono sin dal primo istante chiara la tipologia di esperienza a cui il giocatore andrà incontro. Nonostante le dimensioni circoscritte, la Red Creek Valley è un'ambientazione interconnessa e ben costruita, esplorabile senza restrizioni. Persino le sue sezioni finali possono essere raggiunte tramite la semplice esplorazione, cosa che rende la libertà del giocatore letteralmente assoluta. Non essendo presente alcun tipo di aiuto esterno o tutorial il giocatore potrà contare unicamente sul proprio intuito, coadiuvato dalla possibilità di muoversi per l'intero scenario come meglio crede. Questi aspetti, apparentemente slegati e privi di importanza, risultano essenziali nel creare un'esperienza all'insegna dell'immersività.



La contemplazione e l'esplorazione tuttavia non saranno le uniche attività da compiere in The Vanishing of Ethan Carter, poiché il vero proseguimento potrà essere raggiunto solo tramite la risoluzione degli atipici enigmi e puzzle disseminati per la vallata. La tipologia principale riscontrabile è assimilabile alla ricostruzione di alcune scene del delitto. Per potere avere la sua visione sul passato, Prospero deve interagire sia con gli oggetti coinvolti nell'omicidio che con il cadavere stesso, il quale rivelerà scene frammentate dell'accaduto, che dovranno essere dai noi ordinate nella giusta sequenza. Il resto dei pochi enigmi presenti nel titolo sono per lo più di natura ambientale, la cui risoluzione non richiederà quasi mai un eccessivo impegno da parte del giocatore. Nonostante possa far storcere il naso a qualcuno, l'elementarità degli enigmi non è da intendere come un fattore negativo. Gli sviluppatori hanno appositamente evitato di creare uno scenario in cui il giocatore rimanesse bloccato per diverso tempo davanti ad un singolo puzzle, poiché questo avrebbe comportato una significativa discontinuità nell'esperienza di gioco.



Fotorealismo artistico
Solitamente non amiamo soffermarci troppo sull'aspetto tecnico di un titolo, ma The Vanishing of Ethan Carter merita senza dubbio un'eccezione. Basta dare un solo sguardo ai lussureggianti scenari della Red Creek Valley per capire di essere davanti a qualcosa di incredibile. L'ambientazione ed ogni suo elemento sono stati realizzati con una cura per il dettaglio a dir poco maniacale, raggiungendo un risultato finale che nel panorama videoludico potrebbe essere considerato più unico che raro. Senza troppe remore possiamo affermare che la grafica realizzata dagli sviluppatori The Astronauts è quanto di più simile al fotorealismo, da sempre uno dei traguardi più ambiziosi dell'industria videoludica. Il segreto di questo incredibile comparto grafico è da imputare ad una particolarissima tecnica chiamata Fotogrammetria. Quest'ultima prevede l'acquisizione di decine e decine di fotografie ad altissima risoluzione di un unico oggetto reale, catturandone ogni possibile angolazione e aspetto. Un software ricostruirà poi tale oggetto come modello tridimensionale, utilizzando proprio le foto prese sul campo. Il risultato è un modello con un livello di dettaglio estremamente elevato, curato fin nei minimi particolari. Tutto questo è immediatamente riscontrabile in gioco, poiché basta osservare un singolo sasso presente nell'ambientazione, per rendersi contro dell'incredibile lavoro dietro la realizzazione di un oggetto assolutamente marginale. Le crepe sulla superficie, la ghiaia depositata nelle rientranze o il muschio che cresce in un lato, sono solo alcuni esempi dei tantissimi dettagli presenti in quello che in fin dei conti non è altro che un semplice sasso. Questo livello di cura è presente praticamente in ogni oggetto dello scenario, sia esso naturale che artificiale. Tuttavia l'aver menzionato il fotorealismo non deve trarre in inganno. The Vanishing of Ethan Carter è un'avventura dai toni cupi e oscuri, contaminata fortemente dall'elemento sovrannaturale. L'aspetto grafico del titolo rispecchia perfettamente questa sua natura quasi trascendente, grazie all'intervento degli sviluppatori che hanno eliminato la sensazione di puro fotorealismo con l'implementazione di una particolare illuminazione e una spiccata post produzione. Il risultato finale raggiunge una qualità talmente elevata da rendere l'ambientazione stessa protagonista. Spesso e volentieri vi capiterà di volervi fermare qualche secondo appositamente per ammirare e contemplare il paesaggio attorno a voi, la cui atmosfera è talmente vivida da essere quasi viva.



La versione PS4 di The Vanishing of Ethan Carter è stata realizzata tramite l'Unreal Engine 4, dimostrandosi all'altezza della controparte PC (la quale però gira con la versione precedente del suddetto motore grafico). Nonostante il PC goda una realizzazione migliore dell'acqua e un'aliasing meno accentuato, la versione PS4 si dimostra superiore per illuminazione e livello di dettaglio. Tuttavia è già stato annunciato che nel prossimo futuro verrà rilasciato un aggiornamento gratuito che convertirà la versione PC in UE4, colmando senza dubbio il gap creatosi. Per quanto riguarda il frame rate, gli sviluppatori hanno introdotto la tipologia dinamica, che oscilla tra i 60 e i 30. Queste fluttuazioni potrebbero creare qualche disagio, ma niente che possa compromettere davvero l'esperienza di gioco. Fondamentale per immersività e atmosfera è anche il comparto sonoro, ottimo nel suo doppiaggio inglese (accompagnato da sottotitoli in italiano), nella realizzazione dei suoni ambientali e nella composizione della colonna sonora, perfetta nell'accompagnare ogni momento di gioco. La vera pecca del titolo dei The Astronauts è senza dubbio quella della longevità. The Vanishing of Ethan Carter si esaurisce molto presto, dando tutto ciò che poteva offrire. E' molto probabile che in un tempo che varia dalle 3 alle 5 ore raggiungiate i titoli di coda, oltre i quali non avrete davvero più alcun motivo per tornare nella Red Creek Valley. 
Recensione Videogioco THE VANISHING OF ETHAN CARTER scritta da ERIK369 The Vanishing of Ethan Carter è da configurarsi come una vera e propria esperienza. I suoi paesaggi e le sue atmosfere si amalgamano perfettamente con una narrazione lodevole, i cui pezzi andranno progressivamente a comporre un mosaico che non potrà non lasciarvi amareggiati. Un livello di dettaglio incredibilmente curato e una colonna sonora perfettamente adatta ad ogni momento di gioco, fanno da contraltare alla brevità che inevitabilmente affligge il titolo. Se davvero volete godervi l'esperienza concepita dagli sviluppatori The Astronauts aspettate la notte, isolatevi e armatevi di cuffie, addentrandovi nella Red Creek Valley, un luogo di evocativa bellezza ma anche di imperscrutabile orrore.
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    Commenti: 1 - Visualizza sul forum
  • Mich392
    Mich392
    Livello: 2
    Post: 48
    Mi piace 0 Non mi piace 0
    Credeteci o no, ma io lo gioco Maxato in fullHD su una Radeon HD 4890 senza antialiasing e suppongo ci siano differenze rispetto a una VGA dx11, ma certamente è la miglior grafica che questa scheda abbia mai renderizzato, l'ottimizzazione di questo gioco è State of Art e l'UE3 da prova di essere un motore che da la birra a tanti nuovi arrivati
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