Recensione di Dragonball Xenoverse

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS4, Xbox One
  • Genere:

     Picchiaduro
  • Sviluppatore:

     Dimps
  • Distributore:

     Namco Bandai
  • Data uscita:

     5 febbraio 2015 Giappone - 27 febbraio 2015
- Campagna furba e appassionante, accompagnata da molte missioni secondarie e attività
- Personalizzazione notevole, che permette di cambiare nel dettaglio lo stile di combattimento
- Roster ricco di personaggi
- Graficamente scarsino
- Sbilanciamenti enormi in pvp
- Il farming è parte integrante del gioco
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A cura di (Pregianza) del
Re dei manga giapponesi e iniziatore di tutto ciò che sono oggi gli Shounen, Dragonball è un nome che è praticamente impossibile non aver mai sentito al giorno d’oggi. Saranno anche passati eoni da quando i suoi capitoli uscivano settimanalmente su Jump, ma la fanbase dell’opera magna di Toriyama non è mai calata e il marchio è ancora una gallina dalle uova d’oro dal punto di vista commerciale. 
Vista la sua incrollabile forza, pare assurdo che non sia saltato fuori un videogame decente dedicato alla serie da Tenkaichi 3. I fan non hanno mai smesso di elogiare quel gioco come l’esempio a cui ispirarsi per creare un prodotto meritevole dei loro soldi, eppure gli sviluppatori nipponici sembrano non esser più riusciti a riproporre qualcosa di altrettanto curato e divertente. Da un po' di tempo, tuttavia, le speranze della fanbase di Dragonball si sono riaccese più forti che mai, grazie a un titolo sviluppato dai Dimps di nome Dragonball Xenoverse. “Una scopiazzatura di Tenkaichi”, penserete voi, ma vi sbagliate di grosso, perché Xenoverse è un videogioco diverso da tutto ciò che la serie ha offerto finora e sembra volersi ergere sulla cima del monte proprio grazie alla sua unicità. Sarà un lavoro degno di Goku e delle sue avventure?


AAAAAAAAAAAH! NOVANTANOVE PER CENTOOOOO!
Xenoverse inizia a distinguersi dai suoi predecessori all'istante, con una cutscene che mostra l'epica di Dragonball completamente trasformata da poteri ignoti, gli eroi che abbiamo imparato ad amare negli anni brutalizzati dai principali antagonisti della serie senza motivo apparente e un Trunks disperato che, per salvare capra e cavoli, decide di rivolgersi al drago Shenron formulando un desiderio tanto semplice quanto furbo: un guerriero abbastanza forte da salvare lo scorrere del tempo.
A quel guerriero dovrete ovviamente dar vita voi, grazie a un menu di creazione del personaggio nel quale si intuisce rapidamente la complessità del gioco che abbiamo di fronte. La scelta è tra cinque razze, divise tra clan di Frieza, umani, saiyan, nammecciani e majin. Non si tratta solo di cambiamenti estetici ma di vere e proprie basi di partenza, consigliate per particolari build. I personaggi originari del pianeta Namek ad esempio sono debolucci fisicamente, ma hanno attacchi energetici molto potenti e sono estremamente veloci, mentre i saiyan hanno pochi punti vita ma coprono le loro debolezze con il potenziale di danno più alto del gioco. Queste caratteristiche non sono peraltro buttate al vento, visto che Dragonball Xenoverse è più una sorta di gdr che un picchiaduro vero e proprio, dove lo scopo principale è completare una lunga campagna che spazia per tutta la storia di Dragonball Z, potenziando e personalizzando il proprio alter ego di missione in missione. 
Meglio entrare nel dettaglio partendo proprio dalla campagna appena citata: Lo story mode di Dragonball Xenoverse è longevo ed esaltante, e vi vedrà impegnati a combattere contro alcuni misteriosi individui per riportare ordine nelle varie linee temporali, dove i cattivoni della saga sono stati potenziati magicamente per dare del filo da torcere agli eroi che in passato li avevano sconfitti. Il numero di missioni è lodevole e Xenoverse riesce alla grande a trasportare il giocatore nel mondo creato da Toriyama, facendogli rivivere alcuni dei momenti più indimenticabili del manga da co-protagonista. Certo, ci sono delle incongruenze non indifferenti, ma non si fa troppa fatica a lasciarle da parte mentre si fa a botte con Buu o si affrontano Vegeta e Nappa dopo il loro arrivo sulla terra. Oltre a queste story mission, poi, ci sono una marea di compiti secondari, pensati per ottenere esperienza, tecniche e oggetti vari. 
Già, perché la personalizzazione è un altro elemento importantissimo in questo gioco. Come abbiamo detto si tratta più di un gdr che di un fighting game comune, al punto che il vostro personaggio potrà non solo essere modificato con aumenti mirati delle caratteristiche,  ma il suo stile di combattimento dipenderà esclusivamente dalle vostre scelte. Volete creare un super saiyan con lo stesso moveset di Vegeta? Potrete farlo senza problemi, a patto di sbloccarne le tecniche e di avanzare a sufficienza nella campagna. Desiderate combattere con un super idiota che distrugge i nemici a forza di pose plastiche, balletti e poteri assurdi? Nulla vi è precluso. Un interessante sistema di mentori inserito nel titolo garantisce addirittura di ottenere quasi tutte le mosse più note dei guerrieri della saga, con tanto di missioni dedicate e super mosse dal danno aumentato. 


Il leggendario Super Saiyan è un bel fastidio in pvp
L'idea di fondo, insomma, funziona alla grandissima, e ci vuole poco a farsi prendere dal turbinio di attacchi e personalizzazioni dei personaggi, anche solo per vestire il proprio combattente con uno dei tanti completi disponibili. Xenoverse però non è un titolo privo di difetti. Strutturalmente ha delle caratteristiche marcate da mmo, con tanto di multiplayer online cooperativo e competitivo, ed entrambi questi elementi portano il gioco ad avere alcune marcate debolezze. In primis la cooperativa, che ha portato gli sviluppatori a calcolare certe missioni attorno a gruppi di giocatori umani, una strada che rende la difficoltà piuttosto ballerina e può trasformare compiti segnalati come facilotti in un inferno se li si affronta in singolo accompagnati dalla carente intelligenza artificiale amica del gioco. 
Il competitivo, poi, è immensamente sbilanciato. Finché si gioca in locale con gli amici non ci sono grandi problemi, visto che si usano principalmente i personaggi preesistenti della serie e il roster è nutritissimo (manca qualche guerriero, ma sono inezie rispetto al numero di scelte disponibili). Il problema si fa evidente solo quando ci si lancia nelle partite ranked e si scopre mestamente che ci sono alcune combinazioni di abilità assolutamente fuori di testa, o potenziamenti passivi che favoriscono lo spam di mosse brutali. Davvero, non capiamo come abbiano potuto pensare gli sviluppatori di inserire nel titolo delle anime che ricaricano rapidamente l'aura dei combattenti, o status, come quello di Super Saiyan, che danno modo di usare a raffica le poderose super mosse dell'aura. Insomma, se volete divertirvi in pvp, conviene che giochiate con  dei conoscenti, in caso contrario potreste abbandonare in preda alla frustrazione dopo aver incontrato una serie di Majin tank o di spammer senza onore. 
Altro problemino è legato al farming, che è una parte integrante del titolo dei Dimps. Per ottenere la miriade di tecniche e oggetti presenti ci vogliono dozzine e dozzine di ore di gioco, e sarà necessario in alcuni casi ripetere certe missioni (con drop resi noti nella lista di selezione) per fare propria una determinata abilità. La software house comunque si è fatta furba e ha modificato le quest in modo da attivare specifici drop solo quando alcune condizioni vengono soddisfatte. Ad esempio, nel caso vogliate una specifica anima del principe dei Saiyan, non vi basterà sconfiggerlo nella missione apposita. Dovrete prima eliminare gli altri Saiyan nel giusto ordine e poi aspettare che Vegeta reciti certe linee di dialogo in combattimento perché il drop rate dell'oggetto desiderato aumenti. Un'idea carina che limita molto il tedio della ripetizione. 
Sul combat system invece abbiamo poco da recriminare. È vero, è legnosetto, non impedisce lo spam e non ha la precisione vista in Tenkaichi, ma è complesso, permette di eseguire parate perfette, schivate improvvise dipendenti da una barra del vigore, combo variabili, attacchi dalla distanza, super scatti aerei e interruzioni delle combinazioni avversarie. Ci sono molte meccaniche da padroneggiare in Xenoverse e la possibilità di personalizzare il proprio stile non fa che aggiungere punti agli scontri.


Splendidi capelli biondi?
Tecnicamente ci troviamo davanti a un titolo cross-gen, e sfortunatamente si vede, ma Xenoverse comunque non è terribile dal punto di vista grafico, mascherando la povertà poligonale grazie al cel shading. 
Le opzioni di personalizzazione dei volti non sono tantissime, eppure permettono di creare personaggi unici e adeguati allo stile del manga, e le ambientazioni risultano piuttosto varie nonostante una qualità visiva bassina. Attenti però se non avete una console di attuale generazione su cui giocarlo, pare che su ps3 e xbox 360 ci siano saltuariamente cali di frame rate piuttosto gravi (nella versione Ps4 da noi provata nessun problema del genere). Non che ci importi più di tanto, comunque, quando c'è un tale ben di dio contenutistico di cui godere. La campagna da sola può durare più di 15 ore, anche a causa di livelli finali con picchi di difficoltà che richiedono di sviluppare a dovere il vostro eroe per essere superati senza troppi sbalzi, e tra multiplayer online, enormità di oggetti e tecniche, e missioni secondarie siamo davanti a un videogame capace di intrattenere anche per più di un centinaio d'ore i veri fan. Molto apprezzabile in chiusura la presenza delle sfere del drago, un drop casuale che permette di esprimere vari desideri, tra cui quello di respeccare il protagonista, e di Tokitoki City, un hub online dove si possono cercare compagni di avventure, registrare team, affrontare tornei e viene data la chance esibirsi in pose varie. Bene infine il sonoro, con ottimi doppiaggi durante i dialoghi e una gran soundtrack, al di fuori di un paio di temi musicali ripetuti forse eccessivamente.
Recensione Videogioco DRAGONBALL XENOVERSE scritta da PREGIANZA Enorme, complesso, e ricco di possibilità, Dragonball Xenoverse è il gioco che i fan della serie aspettavano da tempo. Non è certo perfetto, a causa di alcuni enormi sbilanciamenti e del farming congenito della sua struttura, ma riesce senza problemi a divertire ed è in grado di catturare qualunque fan facendolo sentire realmente parte dell'universo creato da Toriyama. Se amate Goku e compagnia bella, non fatevelo scappare.
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