Recensione di Saints Row: Gat out of Hell

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC, PS3, PS4, Xbox 360, Xbox One
  • Genere:

     Azione
  • Data uscita:

     23 gennaio 2015
- Alcune cut scene esilaranti
- Buona varietà di poteri e armi
- Ha senso solo se acquistato in bundle con il gioco
- Co-op
- 20 euro sono davvero troppi
- Ripetitivo e sconclusionato
- Problemi pesanti di frame rate
- Pochissime ore di gioco
- Interfaccia davvero troppo invasiva
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A cura di (FireZdragon) del
Saints Row è ormai divenuto sinonimo di ilarità ed esagerazione e gli ultimi capitoli hanno saputo offrire una visione piuttosto differente dai classici free roaming seriosi a cui ormai eravamo abituati. Gli ingredienti del successo sono piuttosto basilari, dato che prendono personaggi fuori di testa e li uniscono ad armi insensate, portando il caos totale su schermo. A fare da collante, ovviamente, una trama senza alcun senso e situazioni al limite della follia. Tutti questi elementi sono preponderanti nel quarto capitolo della serie, titolo che, proprio in questi giorni, si appresta ad arrivare sulle console di nuova generazione, rinfrescato nel comparto tecnico e completo di tutti i DLC rilasciati fino ad oggi. Tra questi compare anche Saints Row: Gat out of Hell, l'ultimo contenuto scaricabile, disponibile anche come pacchetto standalone, in digitale e su copia fisica.
Volition ha quindi deciso che Gat Out of Hell poteva essere considerato un gioco a sé stante, un qualcosa che da solo giustificasse un prezzo di circa venti euro e contenente al suo interno una mole di contenuti tale da soddisfare un eventuale acquirente. Noi ci abbiamo messo le mani sopra con qualche giorno di anticipo e oggi siamo pronti a dirvi se vale o meno la pena vendere l'anima al diavolo per accaparrarsene una copia.



Spalanchiamo le porte a Satana!
I santi tornano nuovamente all'opera proprio nel giorno del compleanno di Kinzie e, insieme a lei, per festeggiare decidono di giocare con una tavola Ouija, un semplice artefatto magico apparentemente innocuo. Purtroppo la tavoletta inizia a reagire alla seduta spiritica, aprendo un portale verso l'inferno e risucchiando al suo interno nientemeno che il presidente dei Saints. John e Kinzie decidono quindi di gettarsi all'inseguimento del loro capo, pronti a rischiare la pelle e a sfidare Satana.
Il giocatore si troverà così a poter scegliere se giocare l'intera campagna con uno o l'altro personaggio (o addirittura in coop con un amico), senza grosse variazioni nella trama a dire il vero, potendo scambiare il protagonista in qualsiasi momento nella torre della Ultor Corporation.
Dane Vogel ha infatti aperto una filiale tra zolfo e lava e le cose per il nostro vecchio "amico" non vanno poi così male. Certo, c'è Satana con cui fare i conti giornalmente, ma l'arrivo dei Saints capita a fagiolo per ristabilire l'ordine naturale delle cose.
Ecco allora che una strana collaborazione nasce tra John e il platinato Dane, nel tentativo di sovvertire i poteri degli inferi e salvare al contempo l'anima del presidente.
L'inferno tuttavia non è esattamente il posto più accogliente dell'universo e ci troveremo attorniati da demoni e anime perdute di ogni sorta, dovendo fare affidamento per raggiungere il nostro obiettivo non solo sulla pura forza bruta delle armi da fuoco, ma anche sulla magia.
Per farlo il gioco richiede di scendere a patti con quattro entità malvagie, con qualche conto in sospeso con Satana: stiamo parlando del pirata Barbanera, di William Shakespeare, di Dane stesso e delle Gemelle, una vecchia conoscenza per gli appassionati della serie.
Prima di iniziare a fare sul serio però, l'aureola di Lucifero ci viene donata e insieme alla sacra reliquia otteniamo anche uno sfavillante paio di ali demoniache, utili per volare al di sopra di una città dall'aspetto particolarmente tetro.



Un buon simulatore di volo
I due poteri di movimento base si racchiudono nella capacità del protagonista di sprintare, lasciando dietro di sé una scia di fuoco, e nella possibilità di spiccare balzi inumani per poi aprire le ali e solcare i cieli infernali. In ogni dove, Volition ha disseminato qualcosa come 500 cluster di anime, collezionabili da raccogliere indispensabili per potenziare le nostre nuove abilità. Il giocatore si trova così sin dai suoi primi passi, ancora prima che la campagna inizi a prendere forma, a girovagare a caso per i quartieri dell'inferno raccogliendo queste sfere. In un batter d'occhio avevamo raccolto abbastanza punti per potenziare la durata del volo, la velocità dello sprint e altri parametri che, a nostra insaputa, hanno brutalmente fatto crollare la curva di difficoltà.
Dovete sapere infatti che Saints Row: Gat out of Hell è strutturato su una quantità di sfide e missioni di varia natura, da quelle di combattimento a quelle di semplice volo, passando dalla conquista degli avamposti fino ad arrivare a gare di sopravvivenza, non semplicemente facoltative, come sarebbe lecito aspettarsi, ma inserite di forza nella storyline principale, ed è proprio qui che questo DLC crolla come un castello di carte.
La campagna non dura infatti più di due o tre ore, e la maggior parte di questo tempo lo passerete a compiere sempre le medesime sfide, con un'ordine similare e costantemente per lo stesso obiettivo: acquistare fedeltà con i quattro cattivoni del gioco e far accrescere la rabbia di Satana fino a farlo uscire allo scoperto.
Purtroppo la storia mostra il fianco anche sotto un altro aspetto, divenendo sconclusionata sul finale e rischiando di farvi arrivare allo scontro conclusivo addirittura prima di aver completato tutti gli incarichi principali, davvero senza alcun motivo apparente.



Questione di feeling
I poteri che si guadagnano con le missioni vanno dalla semplice evocazione di demonietti alla possibilità di lanciare onde energetiche, fino a poter scagliare onde d'urto con i piedi e generare auree di fuoco; abilità che a difficoltà normale, e spesso anche giocando in hardcore, non sarete quasi mai costretti ad utilizzare. È ovviamente, un titolo caciarone con altri presupposti, ma un po più di cura in questo senso era indispensabile. Gat out of Hell si salva dall'abisso infernale in cui stava precipitando solo grazie a qualche trovata divertente e originale, qualche sketch inaspettato e delle fasi di shooting comunque accettabili. A poco serve la possibilità di raccogliere crediti per potenziare le proprie armi o migliorare ulteriormente le statistiche del protagonista: il giocatore si troverà ben presto imbrigliato in un farming ripetitivo e senza senso solo per vedere una fantomatica barra della reputazione arrivare al limite per sbloccare la boss fight conclusiva.
Dall'arrivo su next gen inoltre ci aspettavamo davvero qualcosa di più anche dal punto di vista grafico. Lasciando perdere il paragone tecnico con Infamous, da cui questo Gat out of Hell uscirebbe con le ossa sbriciolate, non possiamo ritenerci soddisfatti da quanto si vede a schermo. Il frame rate crolla pericolosamente durante i nostri spostamenti in città e gli edifici sono costruiti da un numero risicatissimo di poligoni, così come i vari personaggi del gioco. Solo gli effetti di luce si salvano, davvero poca roba nel panorama generale, laddove anche un'interfaccie estremamente invasiva sembra quasi voler nascondere il gioco.
Salviamo quindi la caratterizzazione di alcuni comprimari, la varietà comunque soddisfacente di poteri e alcune cut scene esilaranti, ma venti euro sono decisamente troppi, soprattutto se consideriamo che su Steam il gioco originale si trova di base allo stesso prezzo e spesso scontato sotto i cinque euro.
Recensione Videogioco SAINTS ROW: GAT OUT OF HELL scritta da FIREZDRAGON Volition avrebbe dovuto probabilmente continuare con il progetto originario e lasciare questo Gat out of Hell come DLC a prezzo ribassato piuttosto che scorporarlo. Il pacchetto non riesce a reggersi sulle sue gambe e nel giro di due, al massimo tre ore, il rischio di aver già fatto e visto tutto è davvero altissimo. Ci sono finali diversi questo è vero, ma dubitiamo che a qualcuno possa venir voglia di riprendere in mano il gioco una volta terminato, soprattutto vista la totale assenza di una modalità new game plus che avrebbe allungato quantomeno la longevità complessiva del titolo. Un salvataggio prima dello scontro finale vi basterà per togliervi tutta la curiosità, risparmiatevi il resto.
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