Recensione di Geometry Wars 3: Dimensions

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC, PS4, Xbox One
  • Genere:

     Azione
  • Data uscita:

     26 novembre 2014
- Difficile e longevo
- Coop Locale
- Velocissimo
- Niente coop online
- Matchmaking problematico
- Meccaniche piuttosto basilari
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A cura di (FireZdragon) del
Il mercato console è attualmente dominato dai titoli tripla A. Alla fine dell’anno fiscale infatti, dati alla mano, sono sempre i giochi più conosciuti ad avere riscontrato il maggio numero di vendite e di introiti, relegando per forza di cose progetti originali o meno pubblicizzati a divenire un triste fanalino di coda. Su PC, Steam e indie games cercano con tutte le loro forze di dimostrare invece che c’è un ricco sottobosco di produzioni estremamente meritevoli di attenzioni e che, con un po’ di pazienza, è possibile trovare e giocare veri e propri capolavori, ovviamente senza spendere poi molto.
Ubisoft negli ultimi anni sembra aver recepito il messaggio e sotto l’ala protettrice della compagnia francese sono nati progetti incredibilmente interessanti come Valiant Hearts o Child of Light, senza dimenticarci ovviamene di Trials. Prodotti che non solo hanno venduto bene ma, soprattutto, hanno ricevuto un responso dal pubblico incredibilmente positivo e che, di riflesso, è andato ad accrescere e migliorare l’immagine della compagnia. Il successo dell’iniziativa non è passato inosservato e non ci è voluto molto prima che anche altri grossi publisher iniziassero a seguire le impronte lasciate da Ubi. Activision ha quindi deciso anch’essa di aprire le porte a tutta una serie di prodotti digital e Geometry Wars 3 della rediviva Sierra è il primo grosso esperimento ad arrivare sulle nostre piattaforme di gioco preferite. Siamo di fronte ad una nuova era?



A spasso per la sfera
Per chi non conoscesse la serie di Geometry Wars stiamo parlando di alcuni tra i Twin Stick Shooters più riusciti degli ultimi anni e questo terzo capitolo ne è la naturale evoluzione. Evoluzione che tuttavia non passa dai controlli estremamente basilari che da sempre ne caratterizzano il genere. Con uno stick si muoverà la navicella mente con l’altro faremo fuoco a trecentosessanta gradi attorno al nostro velivolo. Unico obiettivo del gioco è ovviamente quello di sopravvivere il più a lungo possibile in arene di diversa forma e dimensione, tentando di realizzare il punteggio più alto possibile, distruggendo nemici e raccogliendo bonus per lo schermo. Ed è proprio qua che Geometry Wars 3 tenta di colpire nel segno.
La prima cosa che balza all’occhio della produzione è la volontà degli sviluppatori di dare maggiore profondità ai livelli, finora strutturati su mappe completamente 2D, aggiungendo questa volta arene poligonali capaci di ruotare su loro stesse creando una sorta di effetto 3D davvero riuscito.
Non possiamo tuttavia ancora parlare di vero e proprio distacco perché in fin dei conti il gameplay di Geometry Wars 3 ruota tutto ancora alle due dimensioni ma la possibilità di correre attorno ad una sfera o di ruotare cilindri e poligoni di varia natura e far girare gli angoli ai nostri proiettili avvicina il gioco a quella spinta originale tanto richiesta.
Sarà possibile ad esempio sparare da un lato di un cubo e vedere i nostri colpi correre lungo tutta l’area fino ad arrivare a colpire i nemici sul lato opposto, solo per poi lanciarci all’inseguimento dei piccoli cristalli verdi rilasciati dalle esplosioni. Questi cristalli sono chiamati Geom e a seconda della loro dimensione garantiranno moltiplicatori di punteggio indispensabili per raggiungere i primi posti in classifica. Il movimento diventa quindi il secondo elemento fondamentale tanto che una buona strategia, non solo per far esplodere i nemici, ma anche per distruggerli con criterio in modo da non farli disperdere risulta estremamente importante. E’ così che ogni livello diventa unico, anche grazie al respawn variabile degli avversari, rendendo ogni nostra mossa importantissima a raggiungere le tre ambite stelle di ricompensa. Ogni stella andrà conquistata con le unghie e con i denti, non solo vista la necessità di scalare le classifiche online, unico stimolo per la rigiocabilità, ma anche perché il gioco risulta ostico e duro sin dalle prime partite. Proseguendo nella modalità campagna e diventando via via più abili si entrerà fortunatamente in possesso di alcuni potenziatori per la navicella e piccoli droni intelligenti che ci aiuteranno nella raccolta dei moltiplicatori o aggiungeranno potenza offensiva alla nostra astronave. A questi si aggiunge poi la possibilità di sganciare una bomba in grado di pulire completamente l’area di gioco o di attivare uno sparo speciale limitato dal grande potere distruttivo, meccaniche indispensabili ad aggiungere un po’ di profondità al sistema di gioco altrimenti troppo piatto e utilissime per guadagnare qualche secondo in più di vita.



Un single player arduo
Come tutti i titoli di questo genere ogni livello della campagna, estremamente longeva e difficile tra le altre cose, avrà tre traguardi da raggiungere, ognuno dei quali per l’appunto ci ricompenserà con una stellina. Raccogliendone un numero sufficiente si potrà avanzare di livello e raggiungere anche il boss di fine area, solitamente un poligono enorme di cristallo da distruggere con qualche tattica basilare, o più semplicemente facendo esplodere tutto il nostro arsenale durante i momenti di vulnerabilità. Se dovessimo fare un paragone con Resogun, con il quale Geometry ne condivide solo le atmosfere luminescenti al neon potremmo dire che i boss non sono altrettanto ricercati, ancora una volta puntando tutto sulla strategia per ottenere un punteggio altissimo piuttosto che cercare un metodo efficace per distruggerli.
Attraverso il menu principale potremo altresì scegliere di giocare alcuni livelli extra, a una modalità classica dove prendere parte a competizioni specifiche di cinque tipologie diverse e una singolare campagna co-op fino a quattro giocatori.
La cooperativa purtroppo risulta estremamente caotica e di difficile lettura, vuoi per la scelta di colorare le astronavi dei nostri compagni con le stesse tinte dei nemici o anche per la scelta indispensabile di eliminare completamente la rotazione dalle mappe, facendo regredire il gioco al vecchio e classico 2D a cui eravamo già abituati.
Le modalità extra non finisco qui e Geometry Wars 3 mette a disposizione anche due tipologie di pvp fino a otto giocatori: Riserva ed Evocatore.
Riserva richiederà di totalizzare più punti del team avversario in un livello randomico con un boss che infesta lo schermo, con la complicanza di non avere un numero illimitato di colpi come accade normalmente ma di doverli piuttosto recuperare dalle icone che compariranno sullo schermo. Una modalità di movimento e astuzia, chiara nelle meccaniche e semplice da interpretare. Più complessa e anche dal maggior quantitativo di gioco di squadra richiesto per uscirne vincitori è Evocatore dove i due team si affronteranno per il controllo di tutta una serie di torri sparsi per il livello. Colpendo le torri queste si attiveranno creando dei nemici che potranno essere uccisi per accumulare punti bonus ma bisognerà fare molta attenzione al team nemico che cercherà di conquistare le altre torri sparse per la mappa e di riprendere persino quelle in nostro possesso in una vera e propria battaglia tra astronavi. Nota particolare è che in nessuna di queste modalità i giocatori potranno colpirsi tra loro ne tantomeno vedere i proiettili degli avversari, un peccato visto che probabilmente era una della modalità più semplici da inserire. Purtroppo da segnalare l’impossibilità di giocare in coop online e una particolare difficoltà a trovare altri giocatori per le partite competitive.



Varietà e grafica
Solo qualche anno fa, lo stile al neon psichedelico di Geometry Wars era originale e ricercato ma dopo tutti questi anni e un abuso davvero eccessivo, la magia si è andata un po’ perdendo, lasciandoci quasi indifferenti a cotante esplosioni su schermo viste identiche in mille altri giochi.
La produzione tuttavia riesce comunque a colpire, con particelle luminose che intasano lo schermo, tantissimi nemici che gironzolano per la mappa, ognuno con le sue caratteristiche speciali, e ovviamente livelli tanto strambi quanto originali. Non possiamo non citare ad esempio il livello nocciolina o i vari cubi rossi che dal nulla si materializzano sulle mappe nere creando ostacoli e richiedendo al giocatore una doppia attenzione. Chiudiamo infine con la colonna sonora elettronica, esaltante e in perfetta linea con la frenesia del titolo.
Recensione Videogioco GEOMETRY WARS 3: DIMENSIONS scritta da FIREZDRAGON Geometry Wars 3 è un ottimo prodotto, soprattutto se prendiamo in considerazione tutte le novità introdotte che, seppur non rivoluzionando il genere riescono comunque a trasportare nuova linfa vitale. Se amate i twin stick shooters non potete davvero farvelo scappare.
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