Recensione di Train Fever

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     iPhone, PC, TECH
  • Genere:

     Manageriale
  • Sviluppatore:

     Urban Games
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     4 settembre 2014
- Sfida gestionale appassionante, che darà soddisfazioni
- Adatto a novizi ed esperti
- Il passare del tempo pone nuove sfide tecnologiche e strategiche
- Qualche tutorial in più avrebbe fatto comodo
- Alcune dinamiche potevano essere rese in maniera più intuitiva
- Una certa pesantezza di fondo a livello hardware
A cura di (Mastelli Speed) del
Il connubio tra videogiochi e treni è sempre stato particolarmente intenso: se perfino Rockstar ha permesso di prendere il controllo di uno di questi mezzi sulla linea che collegava le tre città del glorioso stato di San Andreas, vuol dire che il soggetto in questione interessa e appassiona una buona fetta di giocatori. Nel momento in cui si è stanchi di sedere al comando di una locomotrice, magari sfruttando uno dei centonovanta DLC di Train Simulator 2015, si può sempre passare a una prospettiva più ampia, scegliendo di plasmare la propria rete di trasporti come meglio si crede. Il titolo che ci accingiamo a recensire, Train Fever, sembra proprio rispondere a questo tipo di esigenza. Vediamo allora se giocare con i trenini ha ancora il suo perché.


I like trains!
Sviluppato da Urban Games, e disponibile su Steam in versione PC, Mac e Linux a € 24,99, Train Fever permette di costruire una vera e propria rete di trasporti. Partendo dal 1850, dunque, i giocatori dovranno far prosperare la propria compagnia costruendo stazioni e linee per autobus, tram e treni. Il tutto, ovviamente, viene influenzato dallo scorrere del tempo, e dalle nuove tecnologie: se a inizio partita si dovrà fare affidamento sulle carrozze a cavallo e sui treni a vapore, andando avanti negli anni e compatibilmente con i fondi a disposizione si potranno introdurre treni elettrici, sopraelevate, autobus e stazioni sempre più complesse e avanzate.
Prima di iniziare una partita, dunque, sarà possibile scegliere alcune variabili fondamentali: tra queste, la grandezza della mappa di gioco, la quale determina la distanza tra le città presenti, nonché la difficoltà generale. Una delle prime operazioni che è possibile compiere, seguendo anche quanto mostrato dallo spoglio (nonché sostanzialmente unico) tutorial che accompagnerà il giocatore a inizio partita, è quella di creare delle linee per gli autobus interne alle varie città. Per fare ciò bisognerà prima acquistare le singole stazioni intermedie, poi il deposito degli autobus, e infine stabilire l’ordine delle fermate. Si tratta di operazioni che richiedono un minimo di conoscenza dell’interfaccia di gioco, la quale da par suo si segnala per un certo pragmatismo e semplicità. L’elemento principale è costituito da una barra presente sul lato destro dello schermo, grazie alla quale è possibile costruire sostanzialmente tutti gli elementi necessari alla crescita della propria rete di distribuzione come strade, binari e stazioni. Le icone presenti sul fondo sinistro dello schermo, invece, riguardano tutta una serie di dati e informazioni relativi al bilancio della propria compagnia, nonché alla popolazione delle varie città e alle industrie presenti sulla mappa. Questa ultima indicazione si rivela interessante perché, oltre alla costruzione di una rete di interconnessione per le persone, sarà necessario costruire altrettante linee ferroviarie per il trasporto di materiali e risorse. Maggiore sarà il collegamento tra le industrie e le città, e maggiore sarà l’espansione di queste ultime, a tutto vantaggio della nostra impresa di trasporti, che si allargherà con nuove linee e soprattutto nuovi clienti. In generale, dunque, dobbiamo dire che l’intera struttura di gioco funziona bene e permette di costruire e modificare la propria rete di distribuzione in modo soddisfacente, ma c’è da dire che la presenza di un numero maggiore di tutorial avrebbe aiutato, soprattutto per quanto riguarda l’inserimento di una rete di connessioni tra le città e le industrie.


Ultima fermata
Fin qui, dunque, sembra tutto semplice: basta piazzare qualche binario per collegare due città, e aspettare che arrivino i primi clienti e con questi i primi soldi. Ovviamente, il discorso non è così facile. Anche iniziando nello scenario più semplice previsto dal titolo, ovvero quello con il territorio più piccolo e le città meno distanti, occorrerà una certa perizia e strategia per cercare di venire a capo della sfida di Train Fever. Se è vero che per guadagnare bisogna spendere, è necessario però investire le poche risorse a propria disposizione in modo intelligente. Il modo più facile di sprecare denaro, nelle prime fasi, è sicuramente quello di voler cercare di creare una ferrovia in fretta e furia. Considerato il metodo con cui vanno piazzati i binari, ovvero disegnando col mouse la tratta ferroviaria, spesso si sarà tentati dal voler costruire una via dritta e magari poco tortuosa; molto spesso, però, non prestare attenzione a dove piazzare i binari porterà alla costruzione di ponti e gallerie, ovvero il modo più semplice per finire molto presto tutti i soldi a disposizione. Occorrerà, dunque, seguire quanto più possibile la conformazione del territorio. Il discorso si fa evidentemente più complicato nel momento in cui la mappa mostra numerosi rilievi, oppure nell’eventualità in cui una certa industria sia situata in cima a un’altura. Col passare del tempo, poi, con l’arrivo di clienti e l’espandersi delle città, i problemi saranno quelli di assecondare questa crescita costruendo tratte con più binari, nonché di comprare nuove carrozze.
Questo spunto ci porta all’importanza del fattore tempo, e a una delle dinamiche se si vuole più controverse di Train Fever; possiamo dire che, indicativamente, il proprio parco vetture (comprendente autobus, treni, tram, ma anche stazioni e depositi) dovrà essere aggiornato, per rimanere al passo con i tempi, almeno ogni quindici anni (tenendo conto del fatto che è possibile in ogni momento fermare il tempo per poter ragionare sul da farsi e che un giorno, nel mondo di gioco, equivale a poco più di qualche secondo). Per fare ciò, però, non si potrà agire direttamente sulle vetture già in circolazione, magari aggiornandole al volo, ma bisognerà far rientrare in deposito tutte quelle utilizzate in quel momento, venderle e comprarne di nuove. Un compito abbastanza meccanico e se si vuole gravoso, dunque, ma che risulta necessario se si vuole riuscire a rispondere ai bisogni dei viaggiatori.
Non c’è dubbio, dunque, che riuscire ad avere successo in Train Fever sia una questione di pianificazione e strategia, e tutto ciò non può che portare a una certa soddisfazione nel momento in cui tutto va come dovrebbe andare, la clientela cresce e il saldo a fine anno è positivo.
Dal punto di vista finanziario, poi, il titolo offre una serie di informazioni dettagliate e specifiche. Per ogni linea creata, il titolo terrà traccia di costi e ricavi, e in ogni momento il giocatore ne potrà controllare il saldo. Nel momento in cui la gestione finanziaria non sia soddisfacente, e ci si sta avvicinando pericolosamente alla bancarotta, è possibile ottenere un prestito, che ovviamente andrà ripagato nel tempo. Si tratta di una soluzione da non scartare a priori, soprattutto se si sta pianificando un grande investimento come una tratta ferroviaria che nel lungo termine saprà ripagare quanto speso.
Spulciando tra le informazioni disponibili, poi, appare molto interessante la divisione delle città in zone dedicate allo svago, oltre che quelle residenziali, industriali e commerciali. Riuscire a collegare bene queste varie sezioni attraverso le fermate dei tram e degli autobus, vuol dire avere una presenza fissa di clienti tale da garantire entrate non paragonabili magari a quelle delle linee ferroviarie, ma sicuramente ben accette.


Choo chooooo!
Quello che Train Fever ha da offrire ai giocatori, dunque, è una solida esperienza gestionale, semplice al punto da invogliare anche i meno esperti del genere, ma complessa abbastanza da appassionare una volta preso il controllo delle varie operazioni di costruzione e gestione delle reti di trasporto. Qualche crepa in questo quadro idilliaco proviene dal comparto tecnico: è bene dire subito che la realizzazione in 3D del mondo di gioco è largamente sufficiente, particolareggiata al punto giusto e in generale gradevole da guardare. Impressiona in positivo, in questo senso, il grado di zoom con cui è possibile letteralmente spostarsi all’interno delle città, fino a selezionare singoli cittadini e costruzioni. Il dettaglio è tale che, selezionando un dato edificio, è possibile ad esempio sapere quante persone vi abitano, e la grandezza in metri quadri dell’immobile. Selezionando un singolo individuo, invece, è possibile sapere dove è diretto, nonché i vari riferimenti geografici a lui riferibili (dove lavora, dove dimora, e così via). Si tratta di un volume di informazioni che in qualche modo si rifà a quello che dicevamo in precedenza: non servono in maniera essenziale a formare una impresa di trasporti perlomeno primordiale, ma diventano un buon complemento strategico nel momento in cui si è a capo di una rete comprendente decine di mezzi e linee.
Le magagne di questo bel comparto grafico, anche discretamente scalabile, risiedono in una pesantezza di fondo che risulta un po’ eccessiva se comparata a quello che accade su schermo. I rallentamenti più pressanti sono riscontrabili nel momento in cui si carica una partita precedentemente salvata, oppure se ne inizia una nuova. Per il resto, considerati anche i requisiti hardware dichiarati (un processore dual core, GeForce 8800/Ati HD 3850 o superiore, 2 GB di RAM), la sensazione è che sarebbe stato lecito aspettarsi una fluidità maggiore anche nel momento in cui si effettuano spostamenti veloci tra le varie città, o nel momento in cui si effettua uno zoom a livello degli edifici. Si tratta di difetti che vengono attenuati dalla già citata scalabilità, ma non risolti completamente: questo induce a pensare, ancora una volta, che i problemi di cui stiamo parlando dipendano più da una ottimizzazione non proprio eccelsa che da un conteggio poligonale elevato.
Dal punto di vista dell’audio, vi è da segnalare la presenza di una colonna sonora composta da diversi brani selezionabili (nonché disattivabili) a proprio piacere durante la partita. Per il resto, sono presenti tutti i vari rumori ambientali necessari in un titolo del genere, e relativi ai vari mezzi di locomozione.
Recensione Videogioco TRAIN FEVER scritta da MASTELLI SPEED Train Fever è un gestionale più che discreto, che propone un’esperienza piacevole e adatta a diversi tipi di giocatori. Il passare del tempo e la conseguente evoluzione tecnologica obbliga il giocatore a una pianificazione meticolosa, e il gameplay riesce ad appassionare nel momento in cui la propria impresa riesce a realizzare profitti. Tra le note un po’ meno positive, vi è da sottolineare una certa mancanza di aiuti e tutorial per le funzioni più avanzate, la poca intuitività di alcune operazioni legate alla costruzione e aggiornamento delle propria rete, e soprattutto una certa mancanza di ottimizzazione a livello grafico.
Nonostante ciò, i difetti citati (specialmente i primi due) non riescono a diminuire il valore di un’esperienza che regalerà soddisfazioni agli appassionati del genere.
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