Recensione di Transformers: Rise of the Dark Spark

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, PS4, Xbox 360, Xbox One
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     High Moon Studios
  • Data uscita:

     27 giugno 2014
- Storia separata da serie tv e film
- Tecnicamente non all'altezza della next gen
- Tedioso
- Mancano feature presenti invece nei precedenti capitoli
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A cura di (FireZdragon) del
Arriva nelle sale cinematografiche il nuovo film dei Transformers e, come consuetudine, sugli scaffali dei negozi ecco comparire anche la versione videoludica del brand. Piuttosto di avere un semplice tie-in del film però la serie Transformers si è sempre distinta per la volontà di presentare al pubblico quantomeno qualcosa di originale, e fino ad oggi il lavoro di Blue Moon Sudios aveva saputo convincerci e conquistarci tanto che le nostre precedenti recensioni ne hanno sempre parlato in maniera entusiastica. Se avete buttato già l'occhio sul voto invece, saprete che questo Rise of the Dark Spark non è il titolo che ci aspettavamo e siamo qui a dirvi quanti e quali passi falsi sono stati compiuti da Activision a da WayForward Technologies.



Nuova storia, vecchie storie
L'unico punto di forza del titolo, se così vogliamo chiamarlo, è indubbiamente la trama, una storia che sfiora solo parzialmente quella della pellicola e si intreccia inevitabilmente con la serie animata, pur mantenendo una sua identità ben definita. La comparsa della “Dark Spark” attiva i recettori dei Decepticon, decisi ad appropriarsi di questo nuovo potentissimo artefatto e di utilizzarlo come strumento per il dominio planetario. Ad impedire che ciò accada ci si mettono gli Autobot, ultima barriera prima che il genere umano venga schiavizzato o, peggio ancora, spazzato via.
Durante lo svolgersi dell'avventura, della durata di circa otto ore, il giocatore si troverà a saltare da uno schieramento all'altro senza soluzione di continuità, parteggiando saltuariamente per la difesa della terra e altre volte tentando di portare a compimento il malvagio piano dei Decepticon.
Il roster di Robot presenti e giocabili è particolarmente ampio, e oltre a tutti i nomi più famosi appaiono per la prima volta anche personaggi inediti per il videogioco. Con una premessa molto simile ai capitoli precedenti insomma era difficile sbagliare il colpo... invece, probabilmente per via di tempi decisamente stretti di sviluppo, Wayforward è riuscita a mandare tutto a gambe all'aria.
La struttura estremamente lineare delle missioni porta ben presto l'utente ad annoiarsi, in un ciclo continuo di sparatorie lunghe e tediose, soprattutto carenti di quel mordente che aveva caratterizzato i precedenti capitoli. Sebbene infatti le fasi di shooting siano rimaste pressoché identiche al passato, sono il feeling generale dei colpi, le animazioni di movimento e in linea generale proprio il divertimento a venire a meno nella produzione, che favorisce invece il riciclo sistematico delle stesse situazioni.
Sia dal lato degli Autobot sia da quello dei Decepticon si può notare anche un altro taglio importante, quello della cooperativa. Non c'è modo infatti di poter giocare questo capitolo in compagnia di un amico online o in split screen, sebbene fosse possibile nei precedenti capitoli. Manca anche completamente una qualsivoglia modalità competitiva, lasciando tutto il comparto online nelle mani di una semplicistica Orda vista già mille altre volte.
Distruggete i nemici che vi invadono con ondate sempre più potenti e spendete i soldi così guadagnati per comprare armi e potenziare le difese della base fino alla loro o alla vostra morte, o prima che la noia sopraggiunga.



Personalizzazione? C'è, incredibile!
Autobot e Decepticon hanno la possibilità di guadagnare esperienza attraverso l'uccisione degli avversari e ad ogni passaggio di livello verremo ricompensati con una cassa speciale sigillata. Aprendola attraverso un apposito menù ne andremo a rivelare il contenuto, che potrà essere un potenziamento per le diverse armi del gioco, suddivise in leggere e pesanti, grazie al quale aumentarne rateo o precisione, un consumabile e addirittura un ulteriore personaggio da utilizzare in multiplayer.
La piattezza del gameplay purtroppo è ulteriormente inficiata dalla totale assenza di meccaniche extra e dalla mancanza di coperture attive, e persino la possibilità di assumere la forma veicolare e quella ibrida non aiuta, cambiando davvero in maniera troppo limitata la sostanza del gioco.
A tutto questo si aggiungono gravissime mancanze tecniche in quasi tutti i frangenti. Il frame rate non riesce a restare stabile nemmeno su current gen e l'impatto grafico fa rimpiangere sinceramente i tempi di Xbox 360 e Playstation 3.
Se le ambientazioni di Cybertron riescono in qualche modo a salvarsi, sono le città ad averci lasciato davvero senza parole, in senso negativo ovviamente.
Una palette piatta di marroni e grigi accoglie una delle città più spoglie viste di recente, con palazzi praticamente cubici e texture lontane dalla qualità HD, ormai essenziale per riuscire a soddisfare i giocatori.
Se almeno il level design fosse quantomeno originale si potrebbe chiudere un occhio, ma ad aspettarvi troverete interi corridoi ricolmi di nemici che si aprono in aree/evento dove completare la missione.
Come accennato precedentemente l'IA dei nemici non soddisfa, ma è quella dei propri compagni a lasciare basiti, mettendoli spesso in pericolo e costringendoci a tornare sui nostri passi per recuperarli o aggiustarli. Anche i caricamenti, mascherati dalla solita apertura delle porte, risultano lenti e tediosi e se a questo aggiungiamo che spesso gli interruttori vengono attivati proprio da uno script dell'IA, vi renderete conto da soli di quanti momenti morti questo nuovo episodio dei Transformers contenga.
Una produzione insomma ampiamente insufficiente, che fallisce nel semplice scopo di intrattenere un pubblico non esattamente esigente e che, addirittura, si sarebbe accontentato di un copia incolla dei precedenti capitoli.

Recensione Videogioco TRANSFORMERS: RISE OF THE DARK SPARK scritta da FIREZDRAGON Dopo i buoni capitoli che hanno preceduto questo Dark Spark ci aspettavamo sinceramente qualcosa di più. Ci troviamo invece per le mani un capitolo privo di mordente e divertimento, amputato delle modalità online e della campagna cooperativa, e compromesso ulteriormente da un comparto tecnico indubbiamente non all'altezza delle console di nuova generazione.
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