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CoD: Advanced Warfare

CoD: Advanced Warfare

Esoscheletri nell'armadio

Video Anteprima

PC, PS4, XONE

Sparatutto

Italiano

Activision

4 novembre 2014

A cura di del
Call of Duty deve riuscire a risollevarsi dopo il mezzo passo falso fatto con Ghosts e per farlo quest’anno Activision si mette nelle mani dei ragazzi di Sledgehammer. Lo studio californiano aveva già lavorato in passato sul brand, co-sviluppando Modern Warfare 3, ma questa è la prima volta che si trova a dover gestire in completa autonomia un nuovo capitolo.
Call of Duty Advanced Warfare vuole tentare di stupire il pubblico, e nella sua prima apparizione durante la conference di Microsoft l’obiettivo è stato centrato in pieno. Un trailer di quelli spettacolari, dove trasparivano emozioni e azione in un susseguirsi di momenti adrenalinici da lasciare davvero senza fiato. Se c’è una cosa che abbiamo imparato in questi anni, però, è che i Trailer di COD sanno quali tasti toccare per conquistare il pubblico, ma il gameplay... beh, quello è un’altra cosa.



Tempo di nuovi eroi
Call of Duty: Advanced Warfare è ambientato 50 anni nel futuro ma i problemi, ahinoi sono sempre gli stessi: terroristi con armi mortali da debellare e un mondo in pericolo da salvare.
La demo mostrata in questo E3 2014 purtroppo non era giocabile dal pubblico, ma strutturata per presentarci in maniera chiara e precisa tutte le novità. Ci aspettavamo a dire il vero una rivoluzione per la serie, un netto distacco dal passato, qualcosa insomma che ci facesse provare qualcosa di veramente nuovo. Senza perdere ulteriore tempo, invece, vi anticipiamo che nei due livelli visti niente di quanto proposto ci ha davvero fatto sobbalzare sulla sedia.
Ci troviamo di fronte insomma al classico sparatutto targato Activision con missioni piuttosto lineari, disegnate per portarvi in posti ben precisi dove eventi scriptati avranno un ruolo importantissimo per tenere alto il livello di adrenalina.
Le fasi di shooting viste in una missione sul Golden Gate di San Francisco sono sembrate piuttosto standard e anche l’intelligenza artificiale nemica non ci è parsa particolarmente brillante o dotata di nuove caratteristiche tali da giustificare il passaggio alla nuova generazione.
Armi con un rinculo e un sistema di fuoco estremamente simile a quello proposto nei precedenti capitoli della serie e lo stesso identico sistema di avanzamento negli stage, con la necessità di spostarsi di copertura in copertura fino a pulire la zona e passare a quella successiva, erano il problema principale di una build che per gli appassionati brillava solo per la luce riflessa.
Questo probabilmente è il fattore che più ci ha fatto storcere il naso, in quanto l’aggiunta dell’esoscheletro al protagonista poteva regalarci un gameplay completamente nuovo, cosa invece non avvenuta. Certo, ora potremo compiere super salti, saremo più resistenti e potremo addirittura creare una sorta di bolla temporale rallentando tutti i nemici nei pressi di una zona specifica. L’utilizzo di queste nuove tecnologie però ci è sembrato davvero troppo superficiale, e la speranza è che in realtà nella campagna finale il tutto sia strutturato in maniera più intelligente.
Al momento la possibilità di strappare portiere da utilizzare come scudo, o la capacità di saltare sopra i pullman così da avere una miglior visione del campo di battaglia ci sembrano meri ammennicoli aggiunti ad un gameplay purtroppo vecchio. Curioso inoltre come il fatto di avere un esoscheletro rigido non influisca minimamente sulla stabilità della mira o sulla velocità di puntamento, modifiche che ci sembravano naturali e indispensabili per dare un maggior senso di realismo al tutto.
Non pervenuta anche la distruttibilità ambientale, attualmente non implementata in maniera significativa all’interno della produzione.



Go stealth
L’esoscheletro e la corazza del nostro protagonista potranno altresì funzionare come gadget per lo stealth, rifrangendo la luce diretta e rendendoci praticamente invisibili al nemico. Nel secondo livello mostratoci, dovevamo infiltrarci in una base militare, non facendoci scorgere dalle ronde, da neutralizzare con astuzia e velocità, o dai molteplici droni che perlustravano la zona. Proprio i mezzi militari guidati dall’intelligenza artificiale saranno uno degli elementi cardine del titolo, visto il numero di volte che ci troveremo costretti ad affrontarli.
Una volta arrivati nell’area calda della missione la presentazione è proseguita con il furto del carroarmato in questione e da una rocambolesca fuga notturna tra esplosioni, soldati nemici che ci tiravano contro tutto il loro arsenale e elicotteri che ci bersagliavano dal cielo. Il mezzo su cui ci trovavamo però aveva a disposizione tre tipi di armamentari, ognuno utile per eliminare una tipologia ben precisa di nemici, portando la risoluzione degli scontri a fuoco ad una mera scelta dell’arma adatta a quel momento e poco più. Se dal punto di vista del gameplay dunque non abbiamo da segnalare davvero nessuna trovata originale possiamo spendere quattro parole in favore dell’armamentario, che presenta finalmente un’intera nuova categoria di armi costruite con tecnologia laser e che, secondo gli sviluppatori, potranno davvero portare qualcosa di nuovo. Ci hanno fatto una buona impressione anche i gadget tecnologici a disposizione della nostra squadra, tra cui si annoverano granate tattiche in grado di rivelare i nemici al riparo delle copertura, cosa che permetterà una pianificazione ancora più semplice.
  • [+] Nuovo studio di sviluppo
    [+] Spettacolare e adrenalinico come sempre

Tirando le somme la presentazione di Call of Duty ci ha lasciato abbastanza freddi, non tanto per la qualità della produzione, sempre negli standard della serie, quanto piuttosto per le quasi nulle modifiche apportate rispetto al passato. Non ci resta quindi che puntare tutto sul multiplayer o il rischio che si corre quest’anno è quello di trovarsi per le mani un nuovo capitolo senza spunti interessanti, questo nonostante l’aggiunta di un esoscheletro potenziato che, per quanto visto, non riesce ancora a regalare al gioco quella marcia in più che necessita per ripartire in grande stile.

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