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Alien: Isolation

Alien: Isolation

Dalle fottute pareti

Video Anteprima

PC, PS3, PS4, X360, XONE

Survival horror

7 ottobre 2014

A cura di del
Il respiro si affanna, il cuore accelera i suoi battiti. Ho i brividi, la pelle d’oca e una sensazione di angoscia mi pervade. Rido per sdrammatizzare, scambio qualche commento lapidario con i presenti, ma al contempo non mi rendo conto di essermi tolto le cuffie con nervosismo scaraventandole sul tavolino davanti a me. Ricomincio e, pur sapendo cosa mi attende, mi spavento di nuovo. Non solo: mi spavento più di prima. Questo è Alien: Isolation. Questo è il gioco più terrificante che ho mai provato in vita mia.

La seconda volta non si scorda mai
Si tratta della seconda volta che ho l’opportunità di provare Alien: Isolation, e dopo la build della GDC 2014 dello scorso marzo sono state aggiunte alcune importanti novità. La demo E3, infatti, è ambientata in un livello inedito ed è stata strutturata a mo’ di sfida. Prima di iniziare, infatti, ci viene indicato il semplice obiettivo della demo: giungere alla fine del livello senza morire, nel minor tempo possibile. Un sistema di obiettivi secondari permette di aggiungere secondi bonus in caso di vittoria, ma tali obiettivi appaiono un atto di sadismo da parte degli sviluppatori, piuttosto che una sfida motivante. Tra gli obiettivi, infatti, viene anche richiesto di completare il livello senza utilizzare il sensore di movimento, l’unico strumento che ci consente di conoscere la posizione dell’alieno. In altre parole, questa sfida trasforma Alien: Isolation in qualcosa che va ben al di là del concetto di inferno. Se a questo si aggiunge l’orologio che scorre inesorabile nella parte alta dello schermo, ci si rende immediatamente conto di quanto gli sviluppatori si siano trasformati in bestie ciniche prima di creare questa demo e di sottoporla al vaglio dei presenti all’E3.
La più importante novità riscontrata in questa demo è data dalla presenza di un lanciafiamme. Nella precedente prova il gioco non presentava alcuna arma, e non era chiaro se il giocatore avrebbe avuto l’opportunità di affrontare l’alieno con qualche arma. Poiché l’intero titolo si regge sulla presenza di un solo xenomorfo ed è incentrato esclusivamente sulla sopravvivenza della protagonista, la presenza di armi era oltremodo questionabile. Ciononostante, abbiamo trovato davvero interessante la presenza del lanciafiamme, che tuttavia si è rivelato essere una mera arma di difesa e non è in grado di ferire il nostro inquietante avversario. Il lanciafiamme, infatti, può essere utilizzato per spaventare l’alieno e allontanarlo per qualche secondo, aprendoci nella migliore delle ipotesi una e una sola via di fuga. La quantità di carburante disponibile è così bassa da consentire una o due scariche di fuoco, cosicché l’uso dell’arma richiede un’attenta parsimonia. Questo nuovo tassello in Alien: Isolation è davvero interessante, e siamo proprio contenti della scelta degli sviluppatori di includere armi efficaci ma blande, che possono fare la differenza tra la vita e la morte del giocatore.

Un alieno sempre più intelligente
Lo xenomorfo di Alien: Isolation è furbo. Contrariamente alle prime impressioni della GDC, che ci avevano a tratti fatto pensare a un pattern predefinito, in questa nuova demo il nemico ha saputo sorprenderci in più di un’occasione. Lo abbiamo visto girare in maniera ossessiva tra le varie stanze del livello, ma anche infilarsi nelle condutture della ventilazione e piombare dal soffitto in maniera del tutto inaspettata.
Nel momento in cui si entra in contatto con l’alieno si prova una paura indescrivibile: anche se sappiamo della sua pericolosità, anche quando sappiamo che sta per ucciderci con assoluta certezza l’adrenalina inizia a scorrere a fiumi, e la tensione diventa così forte da risultare quasi insopportabile. È incredibile come gli sviluppatori siano riusciti a creare così tanta paura con un solo nemico, tenendo fede allo spirito dei film di Ridley Scott. In questo senso, Alien: Isolation è uno dei tie-in più rispettosi del materiale di partenza che abbiamo mai avuto il piacere di provare.
Buona parte della tensione, in ogni caso, è determinata dalla sempre più convincente direzione artistica, che grazie a un sapiente uso dell’illuminazione e di una perfetta costruzione dell’ambiente sonoro ha saputo creare la perfetta atmosfera. Basta infilarsi un paio di cuffie per entrare in un mondo di terrore, dove si odono solo i passi sordi dell’alieno e l’inquietante suono della nostra carotide che pulsa a ritmo sempre più rapido. Ma quest’ultimo suono – purtroppo – non proviene dalle cuffie. Viene dal nostro collo.
  • [+] Terrificante
    [+] Direzione artistica eccellente
    [+] Uso delle armi intelligente
    [+] Sonoro da premio Oscar

Alien: Isolation è sempre più convincente. Anche chi non ama il genere horror dovrà inchinarsi di fronte a un tale lavoro, capace di creare tensione in una maniera mai vista prima. Se consideriamo che tutto questo è stato ottenuto riducendo al minimo gli elementi di gameplay e lavorando duramente sull’atmosfera, il progetto spinge certamente a farci riflettere. Forse Alien: Isolation sarà un gioco molto più vicino al cinema di tanti altri titoli che in passato si sono vantati di essere delle esperienze fortemente cinematiche. Siamo sempre più convinti che questo gioco lascerà una pagina importante nella storia dei videogame.

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