Recensione di Space Farmers

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     iPhone, PC, TECH
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     BumpkinBrothers
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     2
  • Data uscita:

     17 aprile 2014
- Divertente ma allo stesso tempo impegnativo
- Carattere leggero e umoristico
- Esperienza cooperativa convincente
- I pochi livelli disponibili rendono il tutto un po’ ripetitivo
A cura di (Mastelli Speed) del
Giocare in solitaria è spesso appassionate e porta sicuramente a un coinvolgimento emotivo importante, ma non c’è dubbio che affrontare un titolo in compagnia di un amico sia qualcosa di totalmente differente. Tra le risate, le imprecazioni e le numerose battute fuori luogo e di dubbio gusto, affrontare ostacoli e nemici insieme a un’altra persona porta l’esperienza di gioco a un livello spesso superiore. Un buon esempio di questo breve assunto potrebbe essere rappresentato dal titolo oggetto di questa recensione, ovvero Space Farmers, sviluppato da BumpkinBrothers e proposto su Steam a € 9,99 in versione PC, Linux e Mac.



Manca solo la Spalmatrice, e poi siamo a posto
Space Farmers è un titolo che mischia elementi action e platform e che si basa esclusivamente sulla propria modalità cooperativa: due giocatori, infatti, dovranno affrontare vari livelli e superare le insidie proposte. A far da collante alla sfida ci pensa un esile quanto sconclusionato ed esilarante comparto narrativo: dei simpatici agricoltori britannici, infatti, sono stati rapiti dagli alieni e rinchiusi in una navicella spaziale; gli extraterrestri, difatti, senza nemmeno offrire una qualsivoglia tazza di tè, hanno come obiettivo quello di carpire tutti i segreti della infallibile agricoltura dei sudditi della regina Elisabetta. Come se ciò non bastasse, a complicare ulteriormente la faccenda è intervenuta un’orda di robot assassini che, incurante del pericolo, ha attaccato la navicella spaziale e costretto gli alieni alla ritirata. Ai contadini rapiti, dunque, non resta che imbracciare le armi, farsi strada tra ondate di macchine ribelli e riconquistare la via verso casa.
E’ evidente come qualsiasi giudizio sulla narrativa del titolo sia tanto inutile quanto pretestuoso: la piccola produzione in questione, infatti, non intende in nessun modo sviluppare un’esperienza basata su un plot sensato, ma anzi ha il merito di proporre un background allegro e scanzonato, sufficientemente intriso di quel sano umorismo derivante dall’ambiente campagnolo. Ci riferiamo non solo all’aspetto grafico di personaggi e nemici, ma anche ad alcuni accompagnamenti musicali e rumori ambientali. In ogni caso, torneremo meglio su questi aspetti nell’ultimo paragrafo dell’articolo: adesso, invece, è venuto il momento di approfondire il gameplay.



Forse un po’ troppo presto?
Diciamo subito che la prima sensazione riguardante non solo il gameplay, ma in generale tutta la realizzazione del titolo, è che forse si siano affrettati i tempi, o comunque si sia voluto fare uscire il gioco non proprio al momento giusto. Non ci riferiamo a difetti come bug o glitch, ma semplicemente ad alcune dinamiche di gioco che non permettono a Space Farmers di aspirare a un giudizio migliore. E’ lo stesso menu iniziale di gioco, peraltro, a confermare queste impressioni, laddove è possibile leggere chiaramente che il titolo (che nel momento in cui scriviamo ha raggiunto la versione 1.1) verrà presto arricchito con una modalità split-screen e nuove mappe di gioco.
Al di là di questi particolari iniziali, cos’è che questa piccola produzione proporrà ai giocatori? Per uscire dalla navicella spaziale in cui sono intrappolati, i due simpatici contadini impersonabili dovranno superare differenti stage pieni di enigmi logici, nemici da superare e trappole di ogni tipo. Una delle caratteristiche peculiari di questo Space Farmers è proprio il modo in cui verrà determinato il susseguirsi questi livelli: invece di proporre un ordine fisso, scandito magari da un qualche stage finale dalla difficoltà più elevata, il gioco proporrà sostanzialmente delle run di pochi livelli, scelti a caso da un insieme complessivo di una ventina di stage. Tutto ciò comporta il fatto che, evidentemente, all’inizio di ogni partita i giocatori potrebbero ritrovarsi a rigiocare livelli superati il giorno prima: se da una parte questo espediente, dovuto chiaramente alla mancanza di mappe sviluppate, potrebbe allungare la longevità del titolo, è pur vero che il dover spesso rigiocare gli stessi livelli potrebbe annoiare. D’altra parte, coloro i quali volessero esplorare tutte le varie combinazioni di mappe dovrebbero mettere in conto un’esperienza di gioco di sicuro non così corta, considerata proprio la dinamica di selezione dei livelli.



Patate spaziali bollenti
Dal punto di vista del gameplay vero e proprio, dobbiamo dire che la cooperazione tra i due giocatori sarà fondamentale sia per superare gli enigmi che i nemici. In questo senso, sono state riproposte alcune soluzioni co-op classiche, che prevedono ad esempio la pressione di due determinati punti di modo da poter aprire una porta o disattivare dei laser. Superare questi puzzle in compagnia di un altro giocatore, dunque, sarà cosa abbastanza semplice, soprattutto nel momento in cui si avrà a disposizione l’equivalente del companion cube di Portal (che qui assume le fattezze di un maiale a forma di cubo), buono da piazzare proprio sulla mattonella capace di disattivare ostacoli. Questo stesso elemento potrà essere utilizzato come schermo contro dei laser: un giocatore trasporta il cubo davanti al pericoloso raggio, molto semplicemente, e l’altro passa avanti senza patemi di sorta. La cosa interessante di questi enigmi, al di là delle pure e semplici dinamiche, è il fatto che spesse volte i giocatori dovranno scegliere il proprio ruolo: le varie mappe, infatti, proporranno dei distributori di armi che saranno disponibili la maggioranza delle volte in esemplare unico. Ciò significa, ad esempio, che un giocatore dovrà scegliere se equipaggiare delle mani giganti (chiamate gravity gloves), buone per maneggiare i cubi a forma di maiale di cui parlavamo prima, oppure lasciare questa opzione al proprio compagno e affidarsi invece a shotgun, pistole laser, ma anche a soluzioni più “creative”. Tra le altre armi a disposizione, infatti, i giocatori potranno fare affidamento su di una sorta di mini elicottero (una specie di jetpack, tanto per intenderci), indispensabile per spostarsi su piattaforme sospese e raggiungere punti altrimenti inaccessibili, un lancia-patate con apposito detonatore in dotazione, e un distributore di dolcetti; quest’ultima opzione, nello specifico, verrà spesso utilizzata in modo decisamente esilarante, e sfrutterà le “speciali abilità” del didietro delle mucche sparse nei vari livelli. La collaborazione e la coordinazione tra i giocatori, peraltro, sarà necessaria non solo per superare gli enigmi, ma anche per sconfiggere i vari nemici che si incontreranno: va detto che il più delle volte si tratterà di minacce lente e facilmente eliminabili grazie alle armi in proprio possesso (armi che, come visto, a volte potrebbero essere utilizzate di un solo giocatore, rendendo difatti il secondo contadino spaziale un facile bersaglio); in altre situazioni, però, gli infami robot potrebbero divertirsi a sparare contro i giocatori, e ciò rappresenterà un problema non da poco se si considera che la morte di un singolo contadino farà ricominciare il livello da capo. Questa trovata di sicuro innalza la difficoltà del titolo, e in qualche modo ben si amalgama con gli enigmi, che risulteranno invece sempre piacevolmente livellati verso il basso.
Da quanto detto, dunque, si evince come l’esperienza di Space Farmers restituisca esattamente quello che ci si aspetta da un titolo da giocare in cooperativa: ci si diverte a capire come superare i vari enigmi e nemici, si ride dell’aspetto scanzonato della produzione, si ha voglia di collaborare per finire i vari livelli. Ciò che inficia un’esperienza che altrimenti sarebbe risultata di assoluto interesse, ripetiamo, è soltanto la sensazione che il titolo, almeno al momento, proponga alcune soluzioni di gioco che non permettono di fargli esprimere completamente il proprio potenziale.



Un mondo a quadrettoni
L’aspetto grafico di Space Farmers contribuisce a creare quel carattere allegro e scanzonato cui accennavamo in apertura di recensione: l’intero mondo di gioco infatti è rappresentato attraverso quadrettoni giganti, a partire dai personaggi, con la testa a forma di cubo e un parallelepipedo come corpo, e per finire con gli stessi livelli. Si tratta di una realizzazione che, almeno a prima vista, sembra essere un misto tra una versione più definita e meno pixellosa di Minecraft e le classiche costruzioni Lego. Il risultato finale, comunque, è assai piacevole e ispira subito simpatia, e si contraddistingue come uno degli elementi distintivi dell’intera produzione. Va detto poi che il giocatore potrà scegliere il proprio avatar all’inizio di ogni partita: si va dal classico contadino con tanto di salopette, ad alternative decisamente più esotiche come un ninja, un dottore, un elegante space farmer in giacca e cravatta e così via. Questi simpatici avatar possono essere ulteriormente personalizzati con numerosi ammennicoli spiritosi: si va dal familiare copricapo rosso visto in Fez, e si continua con cappelli con lattine di birra incorporate, e pipe che al posto del tabacco utilizzano bolle di sapone. Avatar aggiuntivi e gadget originali possono essere acquistati raccogliendo gli elementi collezionabili lasciati dai nemici eliminati durante i vari livelli: le possibilità di personalizzazione offerte da questi piccoli oggetti sono sicuramente positive e contribuiscono senza dubbio ad aumentare la goliardia tra i due giocatori partecipanti.
Anche il comparto audio, da par suo, propone idee molto carine e ben realizzate: tra tutte, sembra d’obbligo citare gli intermezzi musicali a base (ovviamente) di banjo; queste piccole composizioni, oltre che durante i normali livelli, saranno ascoltabili anche in occasione del bonus stage, accessibile dopo aver completato una serie di mappe. In questo speciale ambiente, oltre a celebrare con tanto di trombette, i giocatori potranno lanciarsi in alcune prove speciali a tempo, che sostanzialmente consisteranno nel resistere a orde di nemici per un tempo determinato. Come ricompensa si otterranno gli elementi collezionabili cui abbiamo accennato poco sopra.
Recensione Videogioco SPACE FARMERS scritta da MASTELLI SPEED Concludiamo questa recensione prendendo spunto da quanto detto in conclusione del secondo paragrafo: Space Farmers regala un’esperienza in cooperativa che presenta tutti gli elementi giusti per appassionare i giocatori: accanto agli enigmi comunque accessibili e mai cosi complicati, infatti, si accompagnerà una sfida che consentirà pochi errori e richiederà una certa concentrazione. A rafforzare il giudizio positivo sulla produzione BumpkinBrothers interviene poi il comparto tecnico, che mostra alcune idee piacevoli e ben realizzate.
Al momento, dunque, le uniche remore sul titolo riguardano una certa carenza di modalità di gioco (manca ancora lo split-screen), e soprattutto l’esiguo numero di livelli, che rischieranno di ripetersi molto presto. A quanto detto dagli sviluppatori, in ogni caso, l’arrivo di nuovi contenuti non dovrebbe tardare: a quel punto, in ultima analisi, il titolo acquisterebbe una completezza che lo renderebbe senza dubbio consigliato, più di quanto peraltro non lo sia già.
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