Recensione di PES 2014 World Challenge

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Sportivo
  • Sviluppatore:

     Konami
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Italiano
  • Data uscita:

     19 settembre 2013
- Una nuova modalità per i fan incalliti - Manca l'atmosfera della Coppa del Mondo
- Solo alcune Nazionali licenziate
- Ninete versione PC
A cura di (Hybr1d) del
Con i mondiali di calcio alle porte, i due colossi che si spartiscono il pubblico di videogiocatori pallonari si sono mossi per portare sulle console Sony e Microsoft l’esperienza del torneo più importante del mondo. Sul campo troveremo il Brasile, che dodici anni dopo vuole riportarsi a casa il trofeo davanti al suo pubblico, la Spagna candidata alla vittoria finale dopo lo strepitoso triplete europeo/mondiale/europeo e anche l’Argentina che sogna il colpo gobbo in casa dei rivali di sempre. Sul fronte videoludico anche Konami ha voluto puntare sul mondiale attraverso un DLC per PES 2014 denominato World Challenge che propone un’esperienza a trecentosessanta gradi del torneo per la Coppa del Mondo partendo dai gironi regionali. Basterà la buona volontà a colmare la lacuna della licenza ufficiale?



Si parte da lontano
Di fatto questo DLC porta in PES 2014 una modalità nuova, la Sfida Mondiale appunto, accessibile direttamente dal menu principale. Come per le altre modalità anche in questo caso vige la dualità tra squadra e singolo giocatore, permettendo all’utente di andare a caccia della Coppa Internazionale al comando di una nazionale, oppure impersonando il suo beniamino preferito. La competizione parte dalla fase regionale, ovvero dai gironi di qualificazione contro squadre dello stesso continente: in sei partite avremo la possibilità dei sperimentare formazioni e schemi in vista della fase finale, intervenendo nella lista dei convocati per sostituire giocatori non in condizione o che mal si adattano al nostro tipo di gioco. Si può intervenire nella lista dei ventitré ogni due partite e, una volta staccato il biglietto per il mondiale, avremo a disposizione un’ultima amichevole per sciogliere i dubbi rimasti e stilare la lista definitiva dei campioni che porteremo al torneo. Qui le cose si fanno serie. Tutte le partite diventano fondamentali e la lotteria dei rigori può cambiare la carte in tavola in qualsiasi momento. Come nelle altre modalità, resta determinante scegliere chi mandare in campo in base alla condizione fisica e mentale, senza dimenticarsi di effettuare le opportune sostituzioni per evitare di spremere troppo i giocatori fin dalle prime partite.
Sul fronte del singolo giocatore, possiamo impersonare un giocatore reale, uno creato ad hoc per l’occasione oppure il calciatore utilizzato nella modalità Il Mio Giocatore. Quest’ultima si limita a portare il modello poligonale del nostro alter ego virtuale nella competizione, tralasciando completamente l’aspetto dello sviluppo del giocatore che al completamento della partita non riceverà punti esperienza con cui migliorare la proprie statistiche.
Pad alla mano le sensazioni sono pressoché identiche: questo DLC non porta nulla di nuovo in termini di gameplay se non una più marcata sensibilità dei giocatori al risultato della partita. Ci è capitato di giocare partite tiratissime nel primo tempo, che una volta sbloccate si sono trasformate quasi in una goleada per un tracollo mentale degli avversari, mentre in altre circostanze il gol di svantaggio ha fatto chiudere le maglie della difesa e ha spostato la strategia d’attacco dei rivali verso il possesso palla. Per il resto rimane un’interfaccia grafica ridisegnata, l’aspetto estetico migliorato per oltre 60 giocatori e l’introduzione del nuovo pallone Adidas Barzuca, l’unica cosa ufficiale di questo DLC.



Mondiale pezzotto
Il problema maggiore di questa nuova modalità è che ha poco a che fare con i mondiali. Di fatto rappresenta solamente un ulteriore torneo di PES 2014 e nulla più. È strutturato come la FIFA World Cup, ma l’assenza delle licenze toglie tutta la poesia. World Challenge sa di Coppa del mondo tanto quanto il torneo di calcetto del liceo sapeva di Champions League. La coppa con le grandi orecchie di cartapesta dava onore e prestigio tra i coetanei, ma non era altro che un cimelio oggetto di magheggi per decidere chi se lo doveva portava a casa. La Sfida Mondiale resta una pallida e assai approssimativa imitazione del torneo ufficiale, innanzi tutto per la mancanza di tutta l’atmosfera che ci sarà in quel di Rio de Janeiro a partire dal prossimo 12 giugno. Gli stadi sono sempre i soliti, solo alcune nazionali godono della divisa ufficiale e manca completamente tutta la componente visiva fatta di grafiche, loghi e cartelloni che andrà a caratterizzare il torneo più importante del mondo.
Lo sappiamo che questi sono stati anni di transizione per Konami, costretta in una costante rincorsa che in alcuni frangenti è sembrato potesse costargli la permanenza sul mercato. Uno dei fattori che ha tenuto a galla la produzione prima dell’arrivo, proprio in PES 2013, del Fox Engine e delle belle speranza che si è portato appresso è stata proprio la Champions League, una licenza ufficiale capace di regalare sensazioni ed emozioni autentiche nonché di rinvigorire il brand agli occhi degli appassionati. Ed è proprio la mancata forza di una licenza ufficiale a far implodere su di sé un’idea buona sulla carta, ma destinata a soccombere alla concorrenza fin dall’inizio. Troppi pochi contenuti e troppa approssimazione perché si possa giustificarne il prezzo di 9,99 euro.
Rimangono le entrate delle squadre con le bandiere delle nazioni che rappresentano, qualche nota degli inni, una mancata di nazionali licenziate tra cui Italia e Brasile, ma il tutto è lontano anni luce dall’esperienza che potrà offrire Elettronic Arts con la totale licenza dell’evento.
Recensione Videogioco PES 2014 WORLD CHALLENGE  scritta da HYBR1D PES 2014 World Challenge non ci ha per nulla impressionato, portando nel gioco principale una nuova sterile modalità che scimmiotta i mondiali di Rio de Janeiro senza riuscire in alcun modo a ricrearne l’atmosfera. Un nuovo torneo da affrontare al comando di una Nazionale o di un singolo giocatore e una manciata di nazionali licenziate non giustificano i quasi dieci euro da sborsare per portarsi a casa un DLC che, vista l’assenza di stadi, loghi e trofeo ufficiali, avrà vita breve nella memoria dei giocatori.
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