Recensione di 10 Second Ninja

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     iPhone, PC
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     GameDesignDan
  • Lingua:

     1
  • Giocatori:

     Inglese
  • Data uscita:

     5 marzo 2014
- Propone una vera sfida con se stessi
- Buon level design
- Farà uscire completamente fuori di testa i giocatori più competitivi
- Sporadici problemi di natura tecnica
A cura di (Mastelli Speed) del
Come è noto, morire in un videogioco è un fatto comune e a volte discretamente interessante che, tolte le imprecazioni del primo momento, spinge ad affinare sempre di più le proprie capacità e le proprie tattiche di gioco. Cosa succederebbe allora se, per ipotesi, il giocatore fosse obbligato a superare un livello di gioco entro dieci secondi, facendo intanto attenzione a non morire e a completare tutti gli obiettivi richiesti? Ne uscirebbe una sorta di misto tra Dark Souls e Flappy Bird, un gioco potenzialmente letale per la pazienza dei giocatori ma al tempo stesso irresistibilmente attraente; bene, qualora questo potenziale titolo esistesse probabilmente somiglierebbe a una nuova versione di Super Meat Boy, ma anche a 10 Second Ninja, sviluppato da GameDesignDan e proposto su Steam in versione PC e MAC a € 7,99.



L’esperienza è il nome che diamo alle nostre morti
Volendo ridurre il tutto a una arida definizione, 10 Second Ninja è un veloce platform in cui si impersonerà un invincibile ninja che deve sconfiggere un’armata di robot nazisti. Ogni livello, però, deve essere ultimato in almeno dieci secondi. Questo, in buona sostanza, è tutto l’indispensabile da sapere prima di mettersi a giocare al titolo in questione, sebbene gli sviluppatori abbiano voluto inserire una spassosa linea narrativa. Come detto, il mitico ninja che andremo a impersonare dovrà sbaragliare una più che plausibile armata di robot nazisti venuti dallo spazio, capitanati (ovviamente) da robot Hitler. L’intero titolo, dunque, è un susseguirsi di quaranta livelli che dovranno essere superati entro dieci secondi; il calcolo, è presto detto, sembra essere facile, sintetizzabile in un ragionamento del tipo: “ci sono una quarantina di livelli, che portano via al massimo dieci secondi l’uno. Il gioco durerà si e no sette minuti”. Inevitabilmente, la faccenda sarà molto più complicata di così: l’impostazione strutturale del titolo, estremamente classica, prevede che si possa superare una delle aree disponibili solo dopo aver completato un certo numero di livelli, oltre che aver superato lo stage finale dove avverrà di volta in volta la boss fight con robot Hitler, da risolvere anch’essa entro dieci secondi. Per poter avanzare alla macro area successiva, però, non basterà superare entro il tempo limite tutti i livelli proposti, visto che la discriminante fondamentale che farà andare avanti il giocatore sarà il numero di stelle che questo sarà riuscito a raccogliere; questi elementi, come è facile intuire, sono legati al tempo fatto registrare dal giocatore nella risoluzione dei livelli. Ricapitolando, i dieci secondi costituiscono un termine che se superato segnerà un possibile fallimento, ma anche rientrando in questo limite non è detto che si riesca ad andare avanti. Superare tutti i livelli di un’area con un basso numero di stelle, e dunque con un tempo alto, obbligherà a tornare sui propri passi. Il che significa nuovi fallimenti, nuove morti, ma se non altro ulteriore ricerca dell’eccellenza.



Ready, Steady, Ninja!
Per poter superare una certa area, dunque, bisognerà raggranellare un certo numero di stelle; anche qui, il tutto potrebbe essere sintetizzato con un furbo ragionamento del tipo: ”per raggiungere qualche stella in più, basterà rifare i vari livelli abbassando di qualche centesimo il tempo fatto segnare precedentemente”. Il problema è che per passare da una a due stelle, ad esempio, la differenza di tempo sarà discretamente elevata, e costringerà a spingersi sempre al limite. Come si può vedere, dunque, la sfida proposta possiede tutte le carte in regola per fare uscire completamente fuori di testa anche i giocatori più tranquilli e posati, in un susseguirsi di tentativi fallimentari e illuminanti run al limite della perfezione. Quello che traspare dall’analisi della struttura di gioco, dunque, è una senso di semplicità generale che è reso possibile da un gameplay schematico e rigidamente definito; 10 Second Ninja, infatti, è un platform bidimensionale con tanto di salti semplici e doppi, un attacco ravvicinato tramite katana, un attacco a lungo raggio (limitato a tre shuriken per livello), e differenti nemici e minacce legate ai vari livelli come stalattiti che cadono all’improvviso, e piattaforme che si sgretolano sotto i nostri piedi. Il gioco propone anche alcune timide variazioni sul tema, come la presenza all’interno dei livelli di punti che permettono di teletrasportarsi da una zona all’altra, veri e propri portali che permettono di elaborare rapide strategie offensive. Da quanto detto si evince come il titolo offra una qualche componente tattica, visto che per riuscire a migliorare il proprio tempo sarà necessario conoscere a menadito il percorso da compiere, gli attacchi da utilizzare, il percorso e i tempi di azionamento degli elementi mobili su schermo, siano essi nemici o altri oggetti.
Oltre quanto appena detto, risulta difficile riuscire a trovare ulteriori spunti di discussione sulle dinamiche di gioco: di sicuro poteva essere inserita qualche ulteriore feature di modo da incrementare la varietà dell’esperienza, ma è pur vero che il fulcro del gioco è cercare di battere i propri limiti, di abbassare il proprio tempo e ottenere più stelle. Non c’è molto altro da fare: si tratta solo di una competizione con sé stessi e tutti gli altri giocatori presenti sulla leaderboard. Anticipando il commento finale, dovrebbe essere ben chiaro, a questo punto, quello che 10 Second Ninja può offrire, e a chi si indirizzi questo titolo; se il solo pensiero di ripetere per tantissime volte le stesse operazioni solo per tentare di limare qualche centesimo di secondo vi fa venire voglia di urlare e buttare il PC fuori dalla finestra, allora, probabilmente non sarà il caso di perdere tempo col gioco GameDesignDan.



Il robot diavolo
Un argomento decisamente spinoso quando si approccia un platform di questo tipo è dato dal sistema di controllo: il gioco, evidentemente, consente di sterminare l’esercito di robot nazisti attraverso tastiera e gamepad, e c’è da dire che la scelta della periferica più adatta al proprio stile di gioco sarà di importanza vitale. A questo proposito, però, c’è da dire che il titolo mostra il fianco ad alcune problematiche: se si va a spulciare il forum di Steam dedicato al titolo, infatti, è possibile trovare alcune lamentele relative al mancato riconoscimento del pad Xbox 360. Alcuni giocatori hanno risolto semplicemente scollegando le altre periferiche di gioco, mentre per gli altri, nel momento in cui scriviamo, non sembra sia stata ancora trovata una soluzione.
Per quanto riguarda la nostra prova, su PC, dobbiamo dire di non aver riscontrato problematiche di questo tipo, sebbene le nostre partite siano state funestate da un framerate a volte inspiegabilmente ballerino e fatale per il superamento dei vari livelli. In un titolo dove bisogna calibrare al millimetro salti ed attacchi, nell’ambito di un level design di sicuro spessore, è evidente come questo possa risultare un difetto se non altro assai fastidioso.
Poco rimane da dire, infine, sul comparto tecnico: l’aspetto grafico bidimensionale risulta tutto sommato piacevole e senza fronzoli, soprattutto se si guarda alla realizzazione dei vari personaggi, più che dei livelli, in verità un po’ poveri di definizione. Per quanto riguarda l’audio, l’unico elemento da segnalare sembra essere il tema principale del titolo, che richiama al carattere “ninja” della produzione.
Recensione Videogioco 10 SECOND NINJA scritta da MASTELLI SPEED Non sarà il titolo più originale e vario proposto in questo momento sulla scena, ma di sicuro 10 Second Ninja presenta degli elementi che faranno la felicità degli appassionati di titoli che spingono il giocatore al massimo delle proprie capacità. L’idea alla base del gioco, cioè quella di superare tutti i livelli proposti entro dieci secondi, trova un ottimo supporto nel positivo level design, capace di restituire livelli sempre più difficili e complicati. Peccato, allora, che l’esperienza di gioco al momento risulti essere a volte limitata da alcuni problemi tecnici che si spera possano essere risolti; per il resto, infatti, il titolo GameDesignDan offre una sfida tanto semplice quanto potenzialmente capace di tenere incollati allo schermo per un discreto quantitativo di tempo, intenti ad alternare (tante) imprecazioni a (pochi) momenti di esultanza sfrenata.
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