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MXGP - The Official Motocross Videogame

MXGP - The Official Motocross Videogame

Fango, polvere e tante buche

Anteprima

PC, PS3, PSVITA, X360

Sportivo

28 marzo 2014 - 17 ottobre 2014 (PS4)

A cura di del
Nei giochi dedicati ai motori ci vuole “manico”. Perché non è per niente facile riuscire a deficrare un videogioco di corse fintantoché si finisce costantemente fuoristrada. Quando il titolo racing si sposta nel territorio dell’arcade, è una passeggiata. Ma quando il titolo effettua una curva stretta nella direzione opposta, le cose si fanno davvero complesse.
MXGP, titolo imminente a marchio Milestone e dedicato al campionato di Motocross, è un gioco che sterza fortemente verso il realismo, pur senza diventare totalmente simulativo. Quanto basta, insomma, per mettere in difficoltà un giocatore nelle prime ore di gioco ma, al contempo, senza infilarlo in un tunnel senza via d’uscita.

Fango e buche
MXGP ci porta direttamente nella polvere e nel fango dei circuiti del mondiale di Motocross, tra salti, curve da effettuare con il piede a terra e l’inevitabile bagarre che si genera quando ci si ritrova spalla a spalla con un avversario. Milestone è riuscita a cogliere molte delle emozioni presenti sulla pista, complice anche l’introduzione di una telecamera in prima persona che abbiamo apprezzato particolarmente, e che ci restituisce con l’equivalente videoludico di un pugno dello stomaco i passaggi più tecnici della pista.
L’ambiente è stato inoltre arricchito dalla tecnologia che avevamo già visto in MUD FIM Motocross World Championship, e che modifica la pista ad ogni passaggio delle moto. Anche in questo caso dobbiamo notare un eccessivo deterioramento del terreno, dettato presumibilmente dal fatto che il giocatore è spinto ad effettuare molti meno giri di una gara reale. Al contempo, i solchi tracciati dai copertoni delle moto sembrano realizzati da un aratro trainato da buoi. L’effetto sulla guida, ad ogni modo, non è direttamente proporzionale ai cambiamenti grafici, e pertanto è accettabile.
Bilanciare la moto
Il sistema di controllo obbliga il giocatore a fare uso sia dello stick sinistro - per direzionare la moto - che dello stick destro, al quale è affidata la distribuzione del peso del pilota. La cosa diventa fondamentale nelle curve più strette, dove un buon bilanciamento può permettere di stringere le curve senza agire troppo pesantemente sui freni. Il bilanciamento, però, si fa oltremodo fondamentale al momento del salto. Da bravi “piloti ignoranti” abbiamo affrontato le prime ore di gioco ignari delle tecniche per mantenere la velocità durante i salti. Su consiglio delle preziose note di release di questa versione preview, abbiamo imparato ad effettuare lo scrub, che consente di ridurre l’effetto-fionda generato dalle sospensioni in salita, che costringerebbe a una parabola più alta (e lenta). Per effettuare uno scrub è sufficiente muovere entrambe le levette analogiche in una medesima direzione (sinistra o destra), per attivare l’acrobazia in maniera quasi automatica. L’operazione, che va ripetuta pressoché ad ogni salto significativo, è risultata relativamente semplice da apprendere e abbiamo imparato a padroneggiarla dopo pochi giri.
Purtroppo non basta qualche scrub per mantenere la testa della corsa: MXGP si è rivelato un gioco impegnativo, e nelle prime tre o quattro ore di gioco si soffre nelle retrovie, in attesa che un po’ di esperienza inizi a darci le prime soddisfazioni. L’intelligenza artificiale non è troppo aggressiva, complice anche una fisicità degli avversari piuttosto evidente, che rende gli impatti spalla a spalla quasi sempre fatali per il giocatore (e insignificanti per i personaggi controllati dall’IA). Al contempo, gli avversari sanno il fatto proprio, e non lesinano sul gas per ottenere dei tempi competitivi. Il gap tra il primo e l’ultimo giocatore controllato dalla CPU è realistico, e anche a difficoltà bassa e con tutti gli aiuti attivati il gioco sembra calibrato per i giocatori con un’esperienza di livello medio/alto. Nel complesso, l’impatto con il gameplay di MXGP è comunque positivo.

Le modalità
Oltre a una modalità gara rapida, che ci porta nel vivo dell’azione senza necessità di scegliere pilota, moto e tracciato, è possibile effettuare una gara singola, un campionato (nelle classi MX1 o MX2) e una modalità carriera, nella quale possiamo firmare un contratto con un team e seguire un’intera stagione. Purtroppo in questa versione preview mancano ancora molte delle funzionalità che saranno incluse nella versione definitiva, ma in generale la carriera ricorda quella vista nel recente MotoGP 13, sempre a marchio Milestone.
Da segnalare, infine, una modalità contro il cronometro e la presenza di una modalità online, che tuttavia non è risultata attiva in questo codice di anteprima.
Qualche problema tecnico
Anche se molti dei problemi riscontrati in questa versione preview verranno risolti prima della release, MXGP è un gioco il cui reparto grafico e sonoro non ci convince pienamente. Al di là dell’evidente popup delle texture e di una vistosa compenetrazione poligonale (particolarmente notevole dopo le cadute), è l’impatto visivo complessivo a non lasciare una buona impressione. E crediamo che questo aspetto, a differenza dei cali di frame rate, dei bug minori e della generale instabilità del codice, non verrà risolto prima della release.
Allo stesso modo ci è parso poco convincente il sonoro, solitamente fiore all’occhiello delle produzioni Milestone. Il monocilindrico produce un rumore posticcio durante i salti, mentre il ronzio del motore non restituisce il rombo assordante delle moto da cross.
In definitiva, c’è tempo per risolvere i problemi più gravi, ma non crediamo che la qualità grafica del titolo subirà dei radicali cambiamenti nel momento in cui il gioco verrà commercializzato.
  • [+] Bel feeling nella visuale in prima persona
    [+] Gameplay tutto sommato divertente
    [+] Impegnativo

Come quasi tutti i titoli creati dallo sviluppatore di videogiochi più importante d’Italia, MXGP sembra muoversi su due strade parallele. Da un lato abbiamo il gameplay, divertente, piacevole e capace di ricreare almeno in parte l’emozione dello sport che sta abbracciando. Dall’altro lato, gli aspetti visivi si muovono in una direzione opposta e non riescono a colpire come fanno, ad esempio, altre produzioni d’oltremanica. Mancano ormai poche settimane all’arrivo del gioco, e siamo fin da ora convinti che i fan del motocross dovrebbero tenerlo in seria considerazione. Per tutti gli altri, meglio attendere la versione definitiva prima di dare una fiducia incondizionata al titolo.

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