Recensione di How To Survive

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC, PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     EKO Studios
  • Data uscita:

     Autunno 2013 - TBA 2014 (Wii U) - autunno 2014 (PS4-Xbox One)
7.0
Voto lettori:
7.0
- Sistema di loot e crafting divertente
- Ironia e doppiaggio curato
- Tante ore di gioco a un prezzo contenuto
- Piacevole in multiplayer
- Componente tecnica un po' scricchiolante
- Ripetitivo nelle fasi avanzate del gioco in single player
- Kovac a parte, personaggi piatti
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A cura di Lorenzo Mosna (LoreSka) del
Ah, gli zombie. Amati, abusati zombie. Sono almeno un paio d’anni che i morti viventi sono sulla cresta dell’onda, tanto da diventare quasi un tormentone nel mondo dei media digitali. Naturalmente, i videogiochi sono stati dei precursori in questo senso, in quanto sono riusciti a trasformare in avventura interattiva tutte quelle storie che, un tempo, erano patrimonio esclusivo del cinema di George A. Romero.
In realtà, lo zombie è una figura in parte diversa dal morto che cammina, e ha origine nei Caraibi. Di conseguenza, l’ambientazione di How To Survive non è poi così strana: un’isola caraibica su cui siamo naufragati, completamente invasa da creature assetate di sangue.
Ma la cosa che colpisce, è che gli sviluppatori del gioco hanno preferito buttarla sull’ironia, cercando di spiegare al giocatore come si può sopravvivere su di un’isola nel bel mezzo di un’apocalisse zombie. E il risultato, per certi versi, è davvero buono.


Molte semplici regole
Il giocatore giunge sull’isola dopo un naufragio, e viene subito accolto da uno dei pochi superstiti presenti. Questi gli indica come costruirsi la prima arma rudimentale - un bastone - e come affrontare i primi morti viventi.
Dopo le prime mazzate e le prime uccisioni, è possibile raccogliere il bottino dei nemici, i quali forniscono dei materiali necessari per costruire nuove armi. Il loot e il crafting sono infatti due elementi fondamentali di How To Survive, nonché due fra gli elementi più divertenti del gioco. In breve, attraverso la raccolta e la combinazione di oggetti, è possibile ottenere armi sempre più potenti. Queste si dividono in armi da mischia e armi a distanza, le quali sono caratterizzate da due sistemi di controllo molto diversi tra loro. Le armi da mischia, infatti, si controllano con la pressione di un semplice tasto. Dal momento in cui si preme il tasto al momento in cui la mossa viene eseguita passa qualche istante. In ultima analisi, non si tratta di un problema di latenza, ma di una scelta degli sviluppatori che obbligano il giocatore a calcolare il proprio tempismo nell’attacco. La cosa funziona abbastanza bene nel momento in cui ci si trova a fronteggiare uno zombie, ma mette in seria difficoltà in giocatore quando si viene completamente circondati. Non si può certo considerare un aspetto negativo, ma in alcuni casi la sensazione è che i comandi siano poco responsivi. Le armi a distanza, invece, implicano una configurazione dual-stick, in cui si prende la mira con l’analogico destro. Mantenendo la mira su di un nemico, il mirino si stringe fino a colorarsi di rosso: in quel momento si ha la garanzia di poter ottenere un danno critico. Poiché l’operazione di mira richiede del tempo, non è possibile ottenere sempre dei colpi critici nelle situazioni più concitate, ed è chiaro che gli sviluppatori hanno lavorato bene per bilanciare questo aspetto del gioco.


La piccola evoluzione
How To Survive è intriso di elementi di ruolo piuttosto edulcorati. Ovvero: anche se le tre diverse classi di personaggio presente hanno un albero delle abilità per ciascuno, soltanto alcuni degli elementi presenti si differenziano. Di conseguenza, vi è un certo appiattimento nello sviluppo dei personaggi, e alcune abilità fondamentali sono comuni. La scelta del personaggio sembra dunque non avere un’influenza particolare sul gameplay, nonostante le statistiche di partenza siano molto diverse.
Quello che, invece, fa davvero la differenza è dato dall’equipaggiamento. Anche le armature entrano nel sistema di crafting, ed è pertanto possibile ottenere vari capi di vestiario modificati attraverso l’acquisizione di oggetti sul campo. Si possono creare elmetti o armature davvero curiosi, ed è molto divertente scoprire cosa si può creare combinando gli oggetti più disparati tra loro.


Il ciclo giorno/notte
Il gioco è caratterizzato dall’alternanza di giorno e notte, mirata a rendere più vario il gameplay. Se di giorno, infatti, si affrontano i morti viventi (più o meno) standard, di notte si ha a che fare con dei gollum fotofobici, tendenzialmente sfuggenti e molto rapidi. Questi si aggiungono ai morti viventi standard, e rendono l’esperienza di gioco abbastanza diversa. Nonostante How To Survive non sia qualificabile come un gioco horror, la notte ci ha causato qualche momento di panico divertente, specie quando si cerca di liberare uno dei tanti rifugi presenti durante le ore notturne.
I rifugi ci offrono il pretesto perfetto per parlare di un altro elemento importantissimo del gioco: la necessità di dormire, mangiare e bere. Poiché How To Survive pone l’accento sulla sopravvivenza, gli sviluppatori hanno pensato di introdurre tre diverse barre, ciascuna delle quali si riferisce alle tre diverse esigenze fisiologiche del nostro personaggio. Se non si dorme, beve o mangia si ottengono dei malus a diverse statistiche (attacco, resistenza, capacità di effettuare dei colpi critici), ed è dunque necessario mantenersi sempre “in forma” tramite l’acquisizione di cibo, la ricerca di pozze di acqua potabile e l’uso di rifugi dove riposare, i quali devono ovviamente essere liberati da un’orda di zombie che si attiva nel momento in cui cerchiamo di penetrare al suo interno.
Infine, la mappa di gioco - suddivisa in diverse isole - offre diversi segreti e varie pagine sparse di uno strano manuale. How To Survive include infatti un un libro scritto dal misterioso Kovac, una personaggio abbastanza fuori di testa che ha fatto della sopravvivenza una sorta di hobby.
Kovac a parte, nel gioco non vi sono personaggi memorabili. Ma dato che l’accento è posto sulla sopravvivenza e sullo sterminio di zombie (che si respawnano in continuazione), la cosa non è particolarmente significativa.


Meglio su PC
In fase di anteprima avevamo segnalato una certa legnosità nelle animazioni e, in sintesi, un reparto tecnico non certo brillante. Confermiamo le sensazioni: anche la versione definitiva del gioco non brilla certo per dettaglio grafico. L’assenza dell’aliasing nella versione PC migliora certamente le cose, ma nel complesso il gioco non è certamente uno splendore dal punto di vista grafico. Anche le musiche non lasciano il segno, mentre il doppiaggio - e in particolare la voce del folle Kovac - è di buona fattura ed è risultato molto divertente in alcuni momenti.
Recensione Videogioco HOW TO SURVIVE scritta da LORESKA How To Survive è un gioco che usa gli zombie in maniera positiva, come pretesto. Perché, nonostante usi un argomento che va “di moda”, nel gioco tutto è mirato alla sopravvivenza attraverso l’uso sapiente di un buon sistema di loot e di crafting. Questi due elementi non sono sufficienti per rendere il titolo un gioco eccellente, dato che il reparto tecnico non fa gridare certo al miracolo. Inoltre, non è da sottovalutare la ripetitività delle azioni: sterminare zombie è certamente piacevole, ma la poca varietà negli ambienti e le poche sorprese presenti potrebbe portare annoiare. A tal proposito ci viene in soccorso il multiplayer e una modalità sfida, che aggiungono un po’ di pepe alla miscela. How To Survive è comunque un gioco a basso costo, capace di offrire almeno una decina di ore di gameplay e con alcune buone idee. Se cercate una specie di Diablo infarcito di morti viventi e ironia, questo è un titolo da tenere in seria considerazione.
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    Numero commenti: 14
  • INCOGNITA XY
    Livello: 1
    424
    Post: 118
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    esiste pure una versione retail del gioco??
  • kanjhars
    Livello: 0
    7
    Post: 1
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    Volevo solo farvi notare una cosa:avete mai visto un videogame che nn sia ripetitivo? Gli mmorpg, ad esempio, fan si ke il player si metta a grindare e farmare x far soldi e livelli, sia nelle fasi avanzate ke in quelle iniziali del gioco, negli fps vi gustate una storia principale, più o meno interessante, facendo null'altro ke sparare ed avanzare, e ke dire dei giochi sportivi? Nn vi sembra ripetitivo correre dietro la palla x insaccare la rete o correre su circuiti con l'auto x battere tempi? Dipende solo da quel ke vi piace fare in un gioco. Io, ad esempio, adoro i gdr e mi diverte la loro ripetitività ke mi permette il level-up, mi piacciono molto i fps ed il continuo uccidere nemici ke mi si parano dinanzi ma nn mi piacciono gli sportivi! Dovete solo domandarvi se vi piace uccidere zombie e smanettere con assemblaggi di armi atipiche, anke a tempo xso.
  • CMalex
    Livello: 2
    5910
    Post: 749
    Mi piace 0 Non mi piace -2
    "Ripetitivo nelle fasi avanzate del gioco in single player"
    è l'aspetto che temo di più... ma mi ispira molto. Spero sia meglio di state of decay che purtroppo non mi è piaciuto come speravo.
  • stepunk81
    Livello: 5
    620
    Post: 122
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    è un gioco bellissimo!! vale molto più di molti titoli blasonati dalla cosiddetta "critica"
  • Itasil
    Livello: 0
    0
    Post: 2
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    Originariamente scritto da Fabri98
    Dopo questa recensione ed i commenti lo prenderò di sicuro ,ma la sopravvivenza è parte integrante del gioco o è poco sviluppata?


    La sopravvivenza è parte integrante del gioco, devi gestire la fame, la sete, la stanchezza e la salute (che sono abbastanza equilibrati), se non li tieni sotto controllo ci sono dei malus ai quali vai incontro e viene molto male andare avanti, devi trovare perciò rifugi, cibo, acqua, etc... e tanti oggetti che ti servono per costruire armi e armature.
  • Fabri98
    Livello: 1
    67
    Post: 855
    Mi piace 1 Non mi piace 0
    Dopo questa recensione ed i commenti lo prenderò di sicuro ,ma la sopravvivenza è parte integrante del gioco o è poco sviluppata?
  • mau007cam
    Livello: 4
    908
    Post: 239
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    Originariamente scritto da Davi5000
    ma si può giocare la storia in coop o ci sono quelle missioncine cod style che non centrano con la storia ?


    si può giocare in coop sia la campagna che la modalità sfida, sia online che offline(si attacca un pad al pc e uno gioca con quella e l'altro con la tastiera)
  • Davi5000
    Livello: 6
    4125
    Post: 325
    Mi piace 2 Non mi piace -1
    ma si può giocare la storia in coop o ci sono quelle missioncine cod style che non centrano con la storia ?
  • Itasil
    Livello: 0
    0
    Post: 2
    Mi piace 0 Non mi piace 0
    Provato:
    non sono una che ama i giochi dove si tratta solo di zombie, ma questo è un titolo veramente bello secondo me, ottimo rapporto qualità/prezzo, mi ha stupita! Non nerdavo cosi tanto da anni... E' un gioco divertente e intuitivo, è proprio ciò che cercavo da tempo... Spero solo che facciano qualcosa di aggiuntivo (magari gratuito) ogni tanto... Lo consiglio tantissimo comunque! (Però vi avverto, è un gioco col quale, se non ci si vuole annoiare, non bisogna starci attaccati ore su ore, altrimenti può essere leggermente monotono...)
  • Master Kamper
    Moderatore
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    Originariamente scritto da MirkoZ
    Ma quindi c'è la campagna co-op? A 4?


    Cooperativa locale o online a 2 giocatori.
  • Tommy
    Livello: 6
    -3808
    Post: 1220
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    Originariamente scritto da Polymar
    divertente coop sicuramente ma basta zombi


    e perchè?
  • Polymar
    Livello: 3
    61
    Post: 234
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    divertente coop sicuramente ma basta zombi
  • MirkoZ
    Livello: 4
    3628
    Post: 730
    Mi piace 1 Non mi piace 0
    Ma quindi c'è la campagna co-op? A 4?
  • Tebe87
    Livello: 4
    2725
    Post: 331
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    Già pre-acquistato da un bel pò, speriamo mi diverta..
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