Recensione di F1 2013

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Simulazione guida
  • Sviluppatore:

     Codemasters
  • Data uscita:

     4 Ottobre 2013 - 8 Ottobre 2013 (US)
- Gameplay solido e ulteriormente affinato
- Impegnativo, appagante e ampiamente scalabile
- Modello di guida differente tra vetture classiche e odierne
- Tanti contenuti
- Tecnicamente ottimo
- IA ancora deficitaria
- Sistema di danni non del tutto convincente
- Vetture degli anni novanta a pagamento
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A cura di (Hybr1d) del
A sei gare dal termine e con un mondiale dall’epilogo che sembra già scritto, i motori delle vetture più veloci del mondo tornano a rombare per l’ultima volta sulle console che hanno visto nascere il fenomeno F1 dalle mani di Codemasters. Era il 2010 quando la casa prese in mano la serie e, anno dopo anno, gli sviluppatori hanno intrapreso un percorso fatto perlopiù di raffinamenti, implementazioni, esclusioni e progressivi aggiustamenti, con l’unico obiettivo di offrire un’esperienza profonda, appagante e godibile da chiunque, grazie all’ampia scalabilità delle impostazioni. In attesa dell’esordio sulla next gen, F1 2013 persegue la filosofia dei suoi predecessori, presentandosi sulla griglia di partenza forte di nuovi succosi contenuti, il ritorno e l’esordio di nuove modalità, e la solita, maniacale cura per il dettaglio che in questi anni ha fatto la fortuna del franchise.



I fantastici anni ottanta
A quanto pare, gli sviluppatori di Codemasters sono riusciti a trovare un mix di novità e tradizione tale da evitare quella tanto insidiosa sensazione di dèjà vu che talvolta colpisce i titoli rilasciati a cadenza annuale. Oltre al ritorno di vecchie modalità, come il Gran Premio, quest’anno entrano a far parte del pacchetto le vetture degli anni ’80, da utilizzare nella modalità dedicata F1 Classics, ma anche nelle gare singole o in sfide multiplayer d’altri tempi. A differenziare maggiormente l’utilizzo di queste vetture da quelle odierne è soprattutto un modello di guida ricalibrato, che trasmette in maniera diretta e senza fronzoli la spigolosità e l’irascibilità delle monoposto dell’epoca. La mancanza di elettronica, di un’adeguata aerodinamica e, più in generale, di tutti quei progressi tecnici raggiunti negli ultimi trent’anni, rendono queste vetture totalmente differenti da quelle odierne, regalando al giocatore un’esperienza ostica e impegnativa che non mancherà di gratificare dopo la dovuta pratica. Le vetture sono brutali e scomposte, richiedono un perfetto dosaggio del gas in uscita di curva e una certa dose di abilità per essere tenute sul manto asfaltato ad alte velocità. Per gli appassionati di vecchia data di giochi di guida, vi diciamo sin da subito che non ci troviamo di fronte all’inflessibile e ipersimulativa esperienza offerta da Grand Prix Legend, ma possiamo assicurarvi che, tolti gli aiuti e settata l’intelligenza artificiale al livello massimo, le monoposto classiche creano più di un grattacapo anche ai più esperti.
Nella versione standard di F1 2013, la modalità F1 Classics conterrà cinque scuderie degli anni ottanta e i due tracciati di Jerez e Brands Hatch, entrambi sede di due Gran Premi attualmente fuori dal calendario delle competizioni. La limited edition conterrà altre sei vetture addizionali, tre Williams e tre Ferrari, e altrettanti piloti del decennio successivo, oltre ai circuiti di Imola ed Estoril. Ogni team classico mette a disposizione due piloti tra cui scegliere, il pilota originale e la leggenda della scuderia, mettendo sulla griglia di partenza nomi del calibro di Michael Schumacher, Jacques Villeneuve, Alain Prost e Nigel Mansell. Oltre al modello di guida, l’esperienza a bordo dei bolidi d’annata viene impreziosita da una grafica somigliante a quella televisiva dell’epoca, con tanto di schermo ingiallito e scritte fedeli alle telecronache sportive.
Oltre alla modalità classica, come detto, abbiamo il felicissimo ritorno del Gran Premio, che ci permette di corre una singola gara selezionando monoposto, pilota e circuito e settando tutti i parametri a piacimento. Possiamo decidere se scendere subito in pista per la corsa, disputare tutte le sessioni di qualifica oppure partire dalle prove libere del venerdì, ma anche impostare le lunghezza della gare e le condizioni meteo. Tra i circuiti possono anche essere selezionati quelli classici e, se per qualsiasi motivo dovessimo esser costretti ad abbandonare la sessione di gioco, potremo finalmente salvare i progressi in qualsiasi momento, per poi riprendere esattamente da dove eravamo rimasti.



Il più grande di tutti
La regina, in termini di contenuti, rimane sempre la modalità Carriera, molto simile al passato. Innanzitutto troviamo il test per giovani piloti, una sorta di tutorial per imparare i primi rudimenti e affinare tecnica e stile di guida. Nelle cinque stagioni dall’esordio abbiamo l’obiettivo di farci ingaggiare dai top team a suon di piazzamenti e prestazioni di spicco, con la speranza di arrivare a vincere un campionato del mondo. Si tratta della modalità più corposa di F1 2013, ma che tra prove libere, sessioni di qualifica e gare sull’ordine dei 15-20 giri rischia di diventare prolissa e perdere in parte il suo appeal iniziale. Se si è in cerca di un’esperienza più immediata ma non per questo prova di fascino, ritroviamo la Sfida Campionato, una sorta di mini carriera incentrata su dieci soli gran premi privi delle sessioni di prove libere e qualifiche.
Basta un giro lanciato per decidere la posizione sulla griglia di partenza, e una gara di cinque tornate è sufficiente a sentenziare la performance. Non c’è da controllare il livello di carburante, né tantomeno il grado di decadimento degli pneumatici. Bisogna solo focalizzarsi sul rivale scelto e arrivare davanti e lui perché ci venga offerto il suo posto nel team. Se riusciamo a precederlo per due volte in tre sfide consecutive, il team manager della scuderia avversaria ci offrirà la sua monoposto, dandoci la possibilità di progredire su una vettura più potente ed evoluta e aumentando le chance di vittoria del campionato. La brevità della singola gara e l’assenza di tutti gli orpelli, fa sì che l’unica cosa da fare sia pigiare sull’acceleratore e correre veloci fino al traguardo.
Tra tutti i contenuti, la novità più interessante riguarda l’introduzione della Modalità Scenario, disponibile sia per le vetture attuali che per quelle classiche. Si tratta di una serie di prove di varia natura a tre livelli di difficoltà, da portare a termine nel miglior modo possibile. Ci si trova quindi catapultati nel bel mezzo della corsa, con solo meno giri da compiere e obiettivi sempre più ostici da raggiungere. Si parte dalla difesa della propria posizione, arginando gli attacchi delle monoposto più veloci che ci tampinano, fino ad arrivare a incredibili rimonte necessarie per la conquista del titolo mondiale. Ogni volta ci caleremo nei panni di un pilota diverso, impegnato in un tracciato caratterizzato talvolta da condizioni meteo proibitive. Riconquistare posizioni perse dopo un pit stop problematico, guadagnare secondi preziosi in modo da finire la gara davanti al compagno di squadra nonostante una penalità da scontare, resistere strenuamente con pneumatici alla frutta e una pioggia proibitiva sono solo alcune delle difficili situazioni che ci troveremo ad affrontare.



Stratega a quattro ruote
Tra Modalità Scenario e Sfida Campionato c’è di che divertirsi, ma se si è in cerca di un’esperienza profonda, lunga e impegnativa, la Carriera è l’unica soluzione. Come sempre si inizia da una scuderia di basso profilo con l’intento di approdare in un top team e avere qualche chance di vincere il mondiale. Ci si prepara ad ogni weekend di gara con grande dovizia e dedizione, iniziando dalle prove libere del venerdì, passando per le tre sessioni di qualifica e un gran premio piuttosto sostanzioso. Tenere d’occhio i tempi degli avversari fin dal primo giro del week end dà un’idea di quanto forte dobbiamo spingere per arrivare tra i primi, ma talvolta ci si mette il meteo a scompigliare i piani e annullare le strategie, aggiungendo un po’ di casualità a movimentare la gara.
Pianificare le strategie, le soste ai box, quanto carburante imbarcare nel serbatoio e l’utilizzo degli pneumatici tenta di avvicinare il giocatore alla pressione di un’esperienza simile nella realtà. Il tutto viene attutito dalla possibilità di utilizzare fino a quattro volte il rewind, ma, in circuiti stretti e tortuosi come Montecarlo o Singapore, sono dannatamente poche. Inoltre c’è da gestire la rivalità interna al team, cercando di arrivare sempre davanti al proprio compagno e aggiudicandosi le sfide Ricerca e Sviluppo per avere la precedenza nell’utilizzo dei nuovi componenti. Se riusciamo a soddisfare le richieste degli ingegneri e fornirgli dati abbastanza soddisfacenti, avremo accesso, esemplificando, a miglioramenti all’aerodinamica, all’affidabilità del motore, al Kers e altro.
Il maggior livello di immersione però viene raggiunto quando siamo ai box, seduti nell’abitacolo, e dobbiamo pianificare nel dettaglio la strategia di gara. Decidere con quale treno di gomme partire tra i sei disponibili durante tutto il weekend, a che giro effettuare le soste ai box, quanta benzina utilizzare. Possiamo partire con il serbatoio pieno e una vettura più pesante, ma con la possibilità di andare più veloci, all’occorrenza regolando i consumi direttamente con il dpad, oppure essere scarichi e leggeri rischiando di non riuscire a battagliare fino alla fine. Lo stesso vale con gli pneumatici da utilizzare al primo stint, visto che quelli morbidi vanno in temperatura più velocemente ma sono soggetti ad un degrado repentino, mentre quelli duri durano di più a fronte di qualche decimo lasciato sul tracciato. Sono tutte decisioni da prendere con la giusta cognizione che influenzeranno l’andamento di tutto il weekend, aumentando l’immersione e mettendo un po’ di pepe ad ogni competizione.
La Carriera, così come le altre modalità, può essere affrontata a seconda della propria abilità al volante e del tipo di esperienza desiderata, grazie ad un ampio ventaglio di parametri da regolare a piacere. Sono disponibili dei preset, oppure è possibile intervenire su ogni voce creando un’esperienza personalizzata in ogni suo aspetto. Possiamo focalizzarci sugli avversari aumentando l’intelligenza artificiale, oppure sulla vettura regolando ABS, Traction Control e Servofreno, ma anche l’indicazione della traiettoria, l’assistenza sosta, la presenza di danni estetici o meccanici e la rigidità con cui viene applicato il regolamento. Tutto e settabile per offrire un’esperienza ampiamente scalabile.

Un esperienza a tutto tondo
L’ampia personalizzazione delle impostazioni, stimola sicuramente a rigiocare gli eventi puntando a migliorarsi di volta in volta, magari implementando un solo parametro alla volta e assimilando i cambiamenti con la giusta pratica. Questo fa sì che il modello di guida di F1 2013 non rientri necessariamente nei canoni del genere. Con ABS e Traction Control attivi, perdere il controllo della vettura è piuttosto difficile e, nel caso dei novizi, ci si può concentrare sulla forma dei tracciati e nell’effettuare staccate con il giusto tempismo ad ogni curva. In questi giochi, infatti, fondamentale è avere una certa confidenza con i tracciati, sicché se non si conoscono le successioni di curve, il comportamento della vettura in ingresso e in uscita, e il giusto punto di frenata, il primo avversario che dovremmo affrontare sarà proprio l’asfalto.
Impostando i parametri su valori medi, l’esperienza diventa subito più interessante, anche se non estrema, e richiede una certa bravura nel dosaggio dell’acceleratore per evitare uscite di curva scomposte e testa coda imprevisti. Disattivando tutti gli aiuti, il tutto si fa altamente impegnativo, ma senza raggiungere la simulazione totale. Bisogna fare un bel po’ pratica per domare queste belve lanciate a più di trecento all’ora. Spalancare il gas vuol dire il più delle volte ritrovarsi in testa coda in mezzo al tracciato, così come saranno più frequenti i bloccaggi delle ruote nelle frenate e i problemi di controllo della vettura nel caso saltino su un cordolo o vadano a toccare le strisce umide a bordo pista durante un gp sotto il diluvio. Proprio sotto la pioggia il titolo Codemasters offre il meglio di sé, costringendoci a guidare sulle uova e a dosare con estrema accortezza acceleratore, freno e traiettoria per non rischiare il ritiro.
Non ci hanno particolarmente impressionato le opzioni di setup della vettura, che a dispetto della varietà messa a disposizione del giocatore, peccano ancora in realismo. Smanettando tra le varie regolazioni dell’alettone, delle sospensioni, dei freni e quant’altro si fa ancora fatica e percepire i cambiamenti di comportamento delle monoposto che risultano ancora troppo neutre e poco sensibili alle modifiche di singoli parametri. Ottime invece le opzioni di setup veloce, capaci di modificare considerevolmente le prestazioni delle vetture in maniera veloce ed intuitiva.



Sul fronte tecnico, F1 2013 si difende benissimo, sfoggiando modelli poligonali delle vetture curati in ogni minimo dettaglio, capaci di riflettere la luce e l’ambiente circostante. Gli effetti particellari sono di prim’ordine con nuvoloni di polvere realistici alzati dalle vettura che finiscono fuori pista e scie d’acqua a creare un vero e proprio muro durante le gare sotto la pioggia. Anche gli scenari sono ben fatti, con i circuiti riprodotti anch’essi alla perfezione ma ragionevolmente meno curati delle vetture in pista. Il frame rate, stabile sui 30 fps, non ha mostrato segni di cedimento neanche nelle situazioni più concitate.
Il sistema di danni rimane sempre piuttosto carente sull’atto pratico, con collisioni realistiche, pezzi di scocca che volano per aria e profili degli alettoni che si staccano al minimo contatto, che però non incidono in maniera significativa sull’effettiva guidabilità della vettura. A meno che non si stacchi completamente l’alettone è difficile sentirne la mancanza, così come gli impatti laterali che si limitano a graffiare la carrozzeria della monoposto senza causare deformazioni o rallentarne l’andatura. Convincente invece il degrado delle gomme che fa perdere progressivamente aderenza e il sistema di riscaldamento di freni e pneumatici prima che possano operare ai massimi regimi di efficienza. Ottimo rimane il sistema meteo, che oltre ad un ottimo effetto pioggia che rende praticamente invisibile la pista, torna insidioso a condizionare i week end con le condizioni dinamiche. Può capitare infatti di affrontare le sessioni in condizioni differenti, che inizi a piovere tra una qualifica e l’altra, oppure che la pista sia bagnata in un tratto e asciutta in un altro, scompigliando le strategie e rendendo un terno al lotto la scelta del cinturato da utilizzare.
Ultima, l’intelligenza artificiale, che gestisce avversari mediamente aggressivi e propensi a portare attacchi, soprattutto nei livelli di difficoltà più elevati. Qui i tempi sul giro si abbassano considerevolmente, costringendoci a spingere al limite la vettura e le nostre capacità, mantenendo il sangue freddo per evitare errori. In questi casi, gli avversari si infilano appena trovano uno spiraglio, preferendo un attacco diretto all’attesa di qualche giro per studiare la nostra traiettoria, ma risultano sempre troppo poco aggressivi nelle staccate, riproponendo una criticità che già si era manifestata l’anno passato. Inoltre sono fin troppo puliti nel seguire la traiettoria e se non è nella bagarre iniziale, difficilmente commettono errori che li portano fuori pista o li costringono al ritiro.
Recensione Videogioco F1 2013 scritta da HYBR1D Anche quest’anno i ragazzi di Codemasters hanno confezionato un titolo completo, ricco di nuovi contenuti e ampiamente fruibile da qualsiasi tipo di utenza. Grazie ad un ventaglio di impostazioni largamente scalabile, intelligenza artificiale e realismo di guida possono essere settati a piacimento, garantendo un ottimo livello di rigiocabilità e una sfida sempre costante. L’introduzione della modalità scenario e delle monoposto classiche con il loro peculiare modello di guida, dimostrano che F1 2013 è più di una minestra riscaldata, anche se alcune imperfezioni legate all’intelligenza artificiale e ai danni, permangono anche quest’anno. Nel complesso, pur non trattandosi di una simulazione rigorosa, il titolo è in grado di offrire un’esperienza di guida unica e coinvolgente, adatta a tutti e decisamente consigliata.
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