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Ubisoft Digital Days 2013

Ubisoft Digital Days 2013

La sintesi dell'evento

Video Speciale
A cura di del
Che Ubisoft sia un’azienda che crede nella distribuzione digitale non si può certo mettere in dubbio. Il colosso francese dell’intrattenimento videoludico è stato uno dei primi a lanciare una piattaforma digitale concorrente a Steam, ed ha saputo valorizzare molti titoli che, altrimenti, si sarebbero persi nell’oblio dei giochi indipendenti.
Sono ormai quattro anni che Ubisoft organizza i Digital Days, un evento nel quale un buon numero di giornalisti si raduna per scoprire le grandi novità del catalogo digitale, tornando spesso a casa con in mano qualche annuncio importante e tante belle speranze. Dopo questa edizione di fine estate 2013, svoltasi un paio di giorni fa a Parigi, non possiamo fare altro che confermare il trend delle scorse edizioni: questo particolare settore dell’industria videoludica è davvero interessante.

Le novità
Ubisoft ha colto l’occasione per presentare sette nuovi giochi. O, meglio, sei più uno. Una delle novità, infatti, non è un vero e proprio nuovo gioco, bensì il remake in HD di Assassin’s Creed Liberation, titolo ormai considerato un classico del catalogo PS Vita, che arriverà su PC, Xbox 360 e Playstation 3 in versione scaricabile. Il gioco ci ha lasciato un’ottima impressione, e la conversione da PS Vita sembra meno “dolorosa” di quanto ci saremmo aspettati. Fatta eccezione per qualche modello (in particolare per quanto concerne gli animali), il risultato su schermo grande è davvero positivo.
Sempre restando in ambito Assassin’s Creed, è stato annunciato Assassin’s Creed Pirates, gioco scaricabile per tablet e incentrato sulle battaglie navali. In breve, si tratta di un gioco che riesce a racchiudere in una app uno degli aspetti più apprezzati di Assassin’s Creed III, ma che tuttavia sarà ambientato un anno dopo gli eventi narrati in Assassin’s Creed IV Black Flag (pur presentando personaggi completamente diversi).
Rayman Fiesta Run ci ha positivamente impressionati: si tratta di una specie di sequel di Jungle Run (sebbene non sia stato esplicitato), e la qualità dei livelli sembra davvero elevata. In un caso ci siamo trovati a fuggire dallo stomaco di un mostro, in un difficile livello ironicamente chiamato “Reflusso gastrico” che ci ha fatto sorridere, complice anche la splendida colonna sonora.
Meno convincente dal punto di vista dell’originalità Rabbids Big Bang, titolo che in apparenza ricorda Angry Birds Space, ma che si rivela essere un gioco di volo nello spazio, con gravità di pianetoidi e un jetpack. Nonostante ci lasci una pessima sensazione di “già visto”, dopo qualche minuto ci si ritrova completamente catturati. Probabilmente il più “commerciale” dei giochi presenti a Parigi.
End War Online, infine, è stato definito un browser game di nuova generazione. In effetti, ci sembrava quasi impossibile che un gioco RTS girasse all’interno di una finestra di Google Chrome, mentre sullo schermo si alternavano carri armati e ambienti realistici, con una grafica davvero impressionante immersa in un universo persistente. Il gioco entrerà in fase open beta entro la fine dell’anno, e quanto abbiamo visto ci ha lasciato una buona impressione.

I “best two”
Tra le novità, i due giochi che ci hanno sorpreso più positivamente rispondono al nome di Child of Light e Valiant Hearts: The Great War. Il primo ha attirato un folto pubblico: nonostante l’evento fosse riservato ai soli giornalisti, l’attesa per giocarci era arrivata a oltre un’ora e mezza, complice anche la firma dei Montreal Studios, che in precedenza avevano lavorato a Far Cry 3. In effetti, pensare che gli ideatori di Far Cry e gli sviluppatori di giochi della serie Assassin’s Creed, oltre che dell’atteso Watch Dogs, si siano messi a lavorare su di un gioco di questo tipo fa certamente sollevare un sopracciglio. Child of Light, infatti, è un gioco che omaggia i JRPG bidimensionali del passato, ma lo fa con uno stile grafico unico, realizzato con l’ottimo UbiArt Framework (il motore degli ultimi due Rayman) e che racchiude una storia interamente narrata in rima, con protagonista una ragazza in un mondo che sembra fatato. L’impressione, dopo averlo provato, è estremamente positiva e, in effetti, ci ha permesso di capire quanto sia versatile lo studio canadese.
Valiant Hearts: The Great War, invece, è un gioco ambientato durante la prima Guerra Mondiale, realizzato anch’esso con l’UbiArt Framework. Protagonista un soldato in trincea sul fronte occidentale, intento a sbrigare le faccende dei soldati di ogni giorno: cucinare la sbobba, sminare un ponte, finire sotto una scarica di missili britannici. Il titolo mescola varie meccaniche: abbiamo visto chiari esempi di puzzle-solving, di esplorazione e di punta-e-clicca nudo e crudo. In alcuni momenti ci è sembrata persino un’esperienza toccante, e l’ambientazione durante la Grande Guerra - anziché durante la più abusata seconda Guerra Mondiale - aggiunge quel pizzico di originalità che potrebbe davvero fare la differenza.

Tante conferme
Naturalmente non sono mancati anche i giochi già noti della line-up Ubisoft. C’erano i tripla A Watch Dogs e The Crew, sebbene in una versione completamente analoga a quella vista poco meno di un mese fa alla Gamescom di Colonia.
Da notare, inoltre, il divertente Trials Frontier per iPad, il sempre ottimo The Mighty Quest for Epic Loot (a tal proposito, è stato presentato il nuovo personaggio, la Fuggiasca), Just Dance 2014, Panzer General Online e il gioco di carte Might & Magic: Duel of Champions.

Siamo stati davvero felici di partecipare all’evento parigino organizzato da Ubisoft. I nuovi titoli annunciati sono quasi tutti di altissima qualità, e le due nuove IP più importanti - Valiant Hearts e Child of Light - si sono rivelati essere dei veri e propri gioiellini che non vediamo l’ora di provare. Speriamo che l’azienda francese continui con questo genere di iniziative e si dedichi sempre di più al mondo dei giochi digitali, una vera palestra per le idee e un mondo dove tutti sembrano più propensi a rischiare. E, a nostro avviso, questo aspetto non può che fare del bene all’industria videoludica.

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