Recensione di Cloudberry Kingdom

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC, PS3, Wii U, Xbox 360
  • Genere:

     Azione
  • Distributore:

     Ubisoft
  • Data uscita:

     Disponibile
- Sfida elevata
- Tantissimi livelli
- Sistema di controllo preciso
- Kevin Sorbo come doppiatore
- Colonna sonora non integrata con il gioco
- Stilisticamente non al top
- Alcuni poteri decisamente meno interessanti di altri (l'astronave su tutti)
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A cura di (FireZdragon) del
Il mondo del gaming si sta lentamente spaccando in due. Da una parte gli hardcore gamer duri e puri, i quali esigono dai titoli il massimo livello di sfida possibile, e dall'altra una quantità molto più grande di giocatori, che di far fatica ad arrivare alla fine di un videogioco non ci vogliono nemmeno pensare, intenti come sono a godersi un semplice passatempo per tenersi impegnati per qualche ora o poco più.
Sebbene la prima nicchia di giocatori si vada via via assottigliando lasciando spazio ad un mercato casual sempre più pronunciato, gli sviluppatori per fortuna continuano a proporre situazioni differenti e ovviamente a sviluppare giochi capaci di far sputare l'anima prima di raggiungere il livello finale.
In tema di Platform game, Bit Trip Runner o il più canonico Super Meat Boy hanno già lasciato il segno, e seguendo una strada ormai ben battuta Pwnee Studios porta il suo Cloudberry Kingdom su Xbox 360 e Playstation 3, e a breve anche su PC, Wii U e Vita. Le morti? Più di quante potessimo immaginare.



My Name is Bob
Ogni storia ha un inizio e questo è uno di quelli ripetuti centinaia, anzi migliaia di volte. Al nostro buon Bob, un nome ricco di banalità che ben si addice alla trama, viene rapita la ragazza dal malvagio re di turno e l'eroe si getta al suo inseguimento. Un globo magico nelle mani del sovrano però inizia a modificare il regno fantastico che si lascia alle spalle, riempiendolo di trappole, insidie e nemici da abbattere. Come in un classico platform, Bob dovrà quindi saltare da una piattaforma all'altra schivando palle ferrate, spuntoni a scomparsa, laser rosa e chi più ne ha più ne metta.
Se per i primi cento livelli della campagna le cose sembrano essere piuttosto semplici, arrivati al centocinquantesimo le cose iniziano a farsi terribilmente complesse e la curva di difficoltà schizza in maniera vertiginosa.
Fortunatamente, Cloudberry Kingdom cerca di insegnare al giocatore le varie meccaniche delle trappole in maniera graduale, quindi sarete piuttosto preparati nel momento del bisogno. Non che questo possa comunque salvarvi dalla morte, visto che farete migliaia di visite all'altro mondo.
Sbagliate di un secondo il ritmo dei salti o calcolate erratamente la rotazione di una palla chiodata, e il vostro alter ego verrà vaporizzato in una nuvoletta colorata obbligandovi a ripartire dall'inizio, anche se l'errore è avvenuto all'ultima piattaforma prima della porta finale utile a condurvi allo step successivo. Non c'è perdono per gli errori, non ci sono vite o energia che consentano margini di sbaglio: sbagliate e la tetra mietitrice verrà a a farvi visita.
Solo negli schemi più lunghi questa regola viene infranta dai checkpoint posti a metà livello, senza i quali sarebbe praticamente impossibile arrivare alla fine dell'avventura. Saltare, schivare e chinarsi con tempismo non sono le sole cose richieste, perché la possibilità di raccogliere tutta una serie di gemme sparse per i livelli va a complicare il tutto ulteriormente. Le prime gemme, una sorta di ricompensa per i giocatori più abili, saranno poste proprio sul percorso per farvi vedere le traiettorie migliori, ma più si avanza nel gioco e più queste vengono sparse a caso per i livelli, costringendovi a deviare dalla via più semplice nel caso voleste raccoglierle tutte.
Manca secondo noi un'indicazione chiara del tempo o un punteggio che indichi il vostro livello di bravura, gli score infatti si presenteranno esclusivamente ogni dieci livelli in maniera piuttosto riassuntiva: si poteva fare assolutamente di più per aumentare la rigiocabilità.



Si salta, si spara...
Le abilità acrobatiche ad ogni modo non vi basteranno, soprattutto quando arriveranno malus, gadget e potenziamenti a complicare le cose. Bob verrà dotato in maniera casuale di jetpack, ali grazie alle quali spiccare doppi salti o ancora scatole di cartone e ruote da tortura per dare maggior profondità al gameplay.
Tutti questi elementi vanno a modificare in maniera sostanziale il modo di affrontare i livelli, alle volte semplificandoli, altre invece rendendoli molto più difficili. Una trovata indubbiamente intelligente per garantire maggior varietà al titolo, dato che il vostro peregrinare per i 350 livelli messi a disposizione nella modalità principale rischierà di portarvi al limite della crisi isterica più e più volte.
Nel caso vi stancaste di morire per salvare una stramaledetta principessa, Cloudberry vi permetterà di affrontare ulteriori modalità extra con classifiche online, basate sul tempo e sulla raccolta delle sopracitate gemme, con un numero di vite limitate.
Ottima la possibilità di giocare con altri tre amici in locale, che rende il gioco dannatamente più semplice e ancor più divertente. Lo schermo rimarrà centrato sempre sul giocatore più avanzato e gli altri player in caso di morte potranno venire resuscitati solo ai checkpoint o solo se tutti e quattro saranno eliminati.
Lodevole il sistema di controllo, preciso nei salti ed capace di non far imbestialire il giocatore nonostante le migliaia di trappole da evitare e la velocità di reazione necessaria per completare i livelli



Tecnicamente si poteva fare di più?
Cloudberry Kingdom presenta i video iniziali con una grafica molto particolare, dando vita ai personaggi principali come se questi fossero animati in stop motion e fatti di cartapesta. Purtroppo durante il gioco il tutto viene appiattito con una grafica 2D dalle palette semplicissime, di sicuro effetto e molto pulita ma non carismatica quanto ci si aspetterebbe da un titolo del genere. Non abbiamo invece gradito per nulla la gestione della colonna sonora, che si appoggia al titolo come semplice sfondo musicale senza essere ritmata con trappole e tranelli. Togliete l'audio e metteteci la canzone che preferite: il risultato sarà il medesimo. In questo caso un ritmo dettato dagli sviluppatori per passare il livello in armonia sarebbe stato sicuramente più gradito e avrebbe donato al titolo quel pizzico di qualità in più per svettare nell'olimpo dei platform. Completamente assenti invece gli effetti sonori dei salti, una scelta piuttosto curiosa che non ci ha convinto del tutto e si contrappone invece in maniera fortissima alla scelta del doppiatore principale, ricaduta nientepopodimeno che su Kevin Sorbo, ai più noto come Hercules.
Recensione Videogioco CLOUDBERRY KINGDOM scritta da FIREZDRAGON Cloudberry Kingdom è un platform nuovo e fresco che invece di puntare su qualità tecniche per impressionare il pubblico si concentra sulla costruzione randomica dei livelli, riuscendo a non stancare il giocatore nonostante le centinaia di stage messi a disposizione. La precisione dei comandi e la cura impiegata dagli sviluppatori per sincronizzare correttamente trappole e poteri speciali merita sicuramente un plauso, plauso che sarebbe potuto tranquillamente essere un'ovazione se al sistema di gioco fosse stata collegata una colonna sonora legata al gameplay piuttosto che semplicemente appoggiata ad esso come riempitivo. Se avete voglia di una nuova sfida, tentate pure di portare a termine Cloudberry Kingdom, avrete ciò che cercate.
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