Recensione di Spartacus Legends

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Picchiaduro
  • Distributore:

     Ubisoft
  • Lingua:

     Italiano
  • Data uscita:

     9 Luglio 2013
- Morte permanente del personaggio
- Qualche buona idea
- Combat system immediato
- Gratuito
- Dov'è il multiplayer in locale?
- Hitbox mal realizzate
- Problemi di Lag online
- Spinto fortemente verso il pay to win
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A cura di (FireZdragon) del
I giochi free to play su console stanno lentamente prendendo piede. Dopo qualche timido tentativo fatto in passato da sviluppatori minori, con Doritos Crash Course o Happy Wars tanto per citarne alcuni, anche le case più grosse iniziano a tastare le possibilità di un mercato che ormai su PC raccoglie una quantità di giocatori davvero impressionante. Vi basti pensare che proprio un free to play, il tanto adorato League of Legends, è attualmente il videogame più giocato al mondo, un risultato che permette facilmente di immaginare gli introiti enormi ottenuti da Riot negli ultimi anni.
Ubisoft, da sempre molto attiva in questo ambito, ha raggiunto proprio in questi giorni i lidi di Xbox Live e Playstation network con Spartacus Legends, videogioco basato sulla serie televisiva americana Spartacus, con la quale condivide ambientazione e violenza smisurata. Ci siamo quindi calati nei panni sporchi di un gladiatore dell’antica Roma per portare il nome della nostra casa nell’olimpo delle leggende. Una triste storia di massacri e insuccessi.



Attacco…
Spartacus Legends è ambientato nella città di Santa Maria Capua Vetere, e qui tra combattimenti ed ettolitri di sangue dovremo semplicemente farci notare dal pubblico nella via più pratica e veloce possibile: trucidando chiunque si metta sulla nostra strada. Riuscire nell’impresa tuttavia non sarà così semplice, perché di farsi portare via la vita come nulla fosse i nostri avversari non avranno la benché minima intenzione e saranno determinati a riservarci lo stesso trattamento.
Inizieremo la nostra avventura con un gladiatore qualunque, armato di semplice spada e scudo e gettato nella mischia, sperando che le sue folli gesta gli possano portare qualche moneta d’oro e, perché no, un po’ di fama. Il nostro obiettivo sarà quello di conquistare l’intera città e arrivare nell’arena principale, non senza ovviamente aver abbattuto prima ogni altro gladiatore sito a Capua.
I primi duelli, presentati a mo’ di tutorial, servono come semplice palestra di addestramento. Le basi vengono tutte spiegate minuziosamente e ci iniziano al combat system di Spartacus Legends: un sistema non particolarmente profondo o complesso, in grado di essere compreso nel giro di un paio di combattimenti o poco più.
Il tutto prevede colpi leggeri, estremamente rapidi ma dalla portata ridotta; colpi pesanti, capaci di causare danni critici, e i colpi del Pancrazio (antica arte marziale romana), normalmente calci o pugni in grado di aprire le difese avversarie e permetterci di entrare con le nostre combo più pericolose.
Le combinazioni vengono eseguite in maniera particolarmente intuitiva e non sarà difficile legare tra loro hit combo da quattro o cinque colpi prima di scagliare l’avversario sul terreno. A questo punto potremo decidere di attendere che questo si rialzi per colpirlo nuovamente con la guardia abbassata o infierire sul corpo ancora disteso. La meccanica non è abusabile grazie alla rotolata effettuabile da proni che, nelle arene 3D, vi permetterà di evitare praticamente tutti i colpi, portati invece su un piano in due dimensioni. Sono rarissime infatti le falciate in grado di colpire un avversario su un piano più profondo e solo gli spadoni a due mani si rendono realmente pericolosi in questo senso.
Tutte le altre armi presenti nel gioco, tridenti e lance in particolar modo, sviluppano invece un sistema di affondi e colpi al volto portati sempre orizzontalmente dai quali è piuttosto semplice scappare.
Non è presente poi il salto, se non legato a particolari combinazioni che fanno semplicemente compiere un balzo in avanti al nostro lottatore.



…e difesa
Ai bumper posteriori è dedicata la funzione di parata, da effettuare sia con le armi in dotazione sia con gli scudi. Non sarà possibile tuttavia chiudersi a tartaruga e attendere un varco negli attacchi avversari, dato che ad ogni colpo subito un parte di una speciale barra difensiva ci verrà sottratta e al suo esaurimento rimarremo vulnerabili per diversi secondi. Anche la schivata consuma parte di questa barra, motivo per cui le mosse difensive dovranno essere ponderate con estrema attenzione, sicuramente più che durante le fasi di attacco.
Ogni lottatore potrà poi impressionare il pubblico nell’arena in cui sta combattendo, sia inanellando colpi a ripetizione e facendo schizzare il sangue del suo avversario in ogni angolo, sia insultandolo con tutta una serie di taunt legati alla croce direzionale. Conquistate il pubblico e tentate di ricevere il loro plauso completo per potervi esibire alla fine di uno scontro in un’esecuzione letale. Potrete decidere di tagliare la testa, un arto o trapassare da parte a parte il nemico senza pietà e porre fine alla sua miserabile vita, ma attenzione a non trovarvi dalla parte sbagliata della lama. Sarà possibile infatti morire in via permanente, perdendo del tutto il soldato tanto faticosamente livellato ed equipaggiato. Alla vostra prima morte il gioco vi consentirà di resuscitarlo gratuitamente, ma da lì in poi sarà necessario un esborso in denaro sempre più importante.
I soldi si potranno guadagnare vincendo le partite e vi serviranno, oltre che per compiere atti divini, anche per acquistare equipaggiamenti più potenti che andranno ad influire direttamente sulle statistiche del gladiatore. E qui esce il lato peggiore di Spartacus Legends, un’anima votata a un modello pay to win estremizzato che vi permetterà di comprare ESCLUSIVAMENTE con moneta reale armi e gladiatori decisamente sopra la media come punteggi, lasciando gli altri onesti giocatori a marcire nelle parti basse della classifica.
Competere con chi ha speso euro sonanti non è esattamente semplicissimo e per bilanciare con la propria skill le statistiche bisognerà sudare le proverbiali sette camicie. I server online dove competere con altre persone purtroppo lasciano a desiderare e tra cali di frame rate e botte di lag improvvise spesso e volentieri a vincere sarà semplicemente chi ha l’arma più lunga, in grado di colpire prima e sulla distanza l’avversario.



Tanti difetti, forse troppi.
Lasciarsi andare ad un’eccessiva gentilezza nei confronti di Spartacus Legends solo per la sua natura gratuita sarebbe un errore, dato che i presupposti per fare bene anche per un titolo di questo genere ci sono veramente tutti. Da un picchiaduro ci saremmo aspettati quantomeno una buona quantità e qualità degli stage, mentre ci troviamo per le mani sei arene con muri invisibili a contenere i lottatori e con pubblico e dettagli realizzati in maniera realmente grossolana. Pessime le hitbox, che spesso lasciano interdetti su alcuni colpi mandati a vuoto ma che il gioco interpreta come se avessero colpito il bersaglio. Non soddisfano nemmeno i modelli dei protagonisti, anche se i segni della battaglia sul corpo dei gladiatori si fanno apprezzare. Anonima infine la colonna sonora, quasi impercettibile durante i combattimenti.
Recensione Videogioco SPARTACUS LEGENDS scritta da FIREZDRAGON Qualche idea apprezzabile in Spartacus Legends è presente. La quantità di armi è sufficiente tra spadoni a due mani, doppie lame ed armi ad asta, e anche l’evoluzione del personaggio con morte permanente non è da buttare del tutto. Purtroppo il combat system è davvero troppo semplicistico e i numerosissimi problemi tecnici non gli permettono di superare una risicata sufficienza. Il debutto di Ubisoft nel free to play su Console è partito con il freno a mano tirato, speriamo che le prossime produzioni siano in grado di eguagliare la qualità di quelle già viste su PC.
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