Recensione di Tour De France 2013

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Sportivo
  • Sviluppatore:

     Cyanide Studios
- Alcuni momenti emozionanti
- Il Tour è davvero lungo
- Obiettivi differenziati per ogni squadra
- Comparto tecnico problematico
- Poca strategia di squadra
- Nessun aspetto manageriale
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A cura di (LoreSka) del
A volte mi chiedono perché, dopo tutti i casini degli ultimi anni, mi ostini a seguire il ciclismo. Lo sport è stato indubbiamente rovinato e messo in ridicolo dal doping: quando un ciclista taglia il traguardo, spesso non si ha la certezza che sia merito suo o di qualche medico. Per l’appassionato di questo sport, tale aspetto è incredibilmente frustrante. Eppure, quando uno scalatore scatta sul Mortirolo per conquistare la vetta prima di tutti gli altri, sento ancora i brividi.
Manca meno di una settimana all’inizio del Tour de France, giunto alla sua centesima edizione, e il percorso di quest’anno promette alcune tappe davvero suggestive che, sono certo, riusciranno a provocarmi i brividi di cui sopra.
Non avrei mai creduto che un gioco di ciclismo avrebbe potuto, almeno in parte, ritrasmettere le sensazioni di una gara ciclistica vera. Straordinariamente, Le Tour De France 2013 - 100th Edition ci è riuscito. 


Capitani e gregari

Non ci sono molte parole da spendere per introdurre questo gioco. Sulla carta, si tratta di una simulazione della centesima edizione del Tour de France. L’esperienza, dunque, inizia esattamente come ci si aspetterebbe da un gioco di questo tipo: con la selezione di una squadra. La prima cosa che colpisce è costituita dalla diversità introdotta da questa prima schermata di selezione. Non parliamo solo di statistiche (come nella realtà, infatti, ci sono squadre più e meno forti), ma anche di obiettivi. Ad ogni team, infatti, sono associati vari obiettivi di difficoltà crescente, spesso affidati ad un ciclista specifico.
Durante il nostro test abbiamo scelto l’Astana, capitanata da uno di quelli che ritengo possa essere uno dei protagonisti di questo Tour: Vincenzo Nibali, vincitore dell’ultimo Giro. Naturalmente molti degli obiettivi fissati dal gioco per l’Astana riguardano proprio il ventinovenne messinese: l’obiettivo massimo ci spinge a vincere il Tour con Nibali, mentre altri obiettivi minori richiedono di piazzarlo nei primi tre della classifica generale. Un altro obiettivo chiede di fargli guadagnare almeno un minuto sul gruppo durante una discesa in una tappa di montagna. Altri obiettivi, infine, sono generici (“effettua un attacco”) o dedicati ad altri compagni di squadra. Spesso, un obiettivo apparentemente minore (“indossa la maglia a pois”) è reso difficile dal fatto che il ciclista richiesto per ottenerlo non è certo il migliore della squadra. Così, il giocatore può decidere a quali obiettivi puntare, sperimentando diverse soluzioni e diversi corridori.
Il titolo ci permette di scegliere quale atleta controllare in qualsiasi momento della competizione. In questa maniera, è possibile cercare di inseguire più obiettivi all’interno della stessa gara. Ad esempio, si può scegliere di controllare uno scalatore nella prima parte della tappa, nel tentativo di guadagnare qualche punto ai GPM o allo sprint, per poi tornare al proprio uomo di punta nelle fasi finali, con lo scopo di ottenere il massimo nella classifica generale. 


Correre o simulare?

Uno degli aspetti che più colpisce in Le Tour de France 2013 è dato dalla lunghezza delle tappe. Nonostante il gioco vada a una velocità circa cinque volte più rapida rispetto alla realtà, le tappe - se giocate integralmente - possono durare anche un’ora. Se si escludono le tre crono del Tour di quest’anno, è evidente che le diciotto tappe rimanenti possono garantire una longevità davvero notevole.
Bisogna dire che un certo numero di tappe sono piuttosto piatte e insignificanti: si resta in gruppo per tutto il tempo, salvo qualche sporadica fuga e l’immancabile volata finale (dalla quale si è sostanzialmente esclusi se non si ha in squadra un buon velocista). Ne risultano dei momenti in cui il gioco sembra più un simulatore di scampagnate che un lavoro dedicato alla gara ciclistica più importante del mondo. La mancanza di competizione in queste sezioni è tale da sfociare nella noia più profonda, e il gioco rievoca le stesse fulgide emozioni di un gioco notoriamente concitato come Train Simulator 2013.
Fortunatamente, è possibile simulare parte delle tappe o addirittura saltarle. Il sistema, infatti, ci permette di selezionare un certo numero di tappe prima di iniziare il Tour. In maniera molto pratica, l’intelligenza artificiale seleziona per noi le gare che - sulla carta - consentono alla nostra squadra di centrare tutti gli obiettivi. Nel nostro test, però, è risultato assai più semplice (per quanto più laborioso) affrontare l’intero tour. 

 
Metti in strada le strategie
Come anticipato, nel gioco si controlla un solo corridore alla volta. Ogni atleta ha a disposizione due diverse barre. La prima indica la quantità di energia rimasta e la possibilità di effettuare degli sforzi, la seconda è dedicata agli scatti. Mano a mano che si procede nella corsa, la barra dell’energia complessiva tende a scendere. Quando si effettuano degli sforzi, si consuma un indicatore giallo all’interno della barra di energia che, una volta giunto a zero, fa “scoppiare” il nostro corridore che si trova inesorabilmente piantato sui pedali. La barra degli scatti, di colore rosso, si consuma ogni volta che si attiva un attacco, ma si ricarica poco dopo. Di conseguenza, è opportuno dosare le proprie forze a seconda della tipologia di corridore scelto: uno scalatore potrebbe utilizzare gran parte delle sue energie in salita, un velocista potrebbe mantenere le forze fino alla volata finale, eccetera.
Per recuperare una parte delle forze è possibile consumare dei rifornimenti, da selezionare prima di ogni tappa. Se ne possono portare solo due, ed è pertanto necessario selezionarli con cura a seconda delle loro caratteristiche. Alcuni cibi, infatti, aumentano la forza, la resistenza o lo scatto, mentre altri sono maggiormente bilanciati tra le tre componenti.
Il giocatore può inoltre attivare delle strategie di squadra tramite una ruota che mostra tutti i corridori del team. Si può chiedere ai propri compagni di attaccare, di proteggere il proprio corridore, di aspettarlo, di aiutarlo in caso di difficoltà, di portarlo in testa al gruppo. Queste strategie, però, sono risultate poco utili in quanto è praticamente impossibile sapere quale sia il ciclista a cui si sta impartendo un ordine. Supponiamo di trovarci in scia a un compagno di squadra: il buonsenso ci direbbe di aprire la ruota delle abilità e ordinargli di attaccare al fine di tentare una fuga in due. Ciò non è possibile, poiché non vi è modo di sapere quale sia l’atleta che stiamo seguendo. Inoltre, le strategie si possono attivare solo durante il gioco attivo: durante la simulazione della tappa non facciamo altro che guardare grafici e statistiche per diversi minuti, senza la possibilità di intervenire attivamente. Questo, probabilmente, è il punto più negativo e frustrante del gioco, mitigato in parte dalla presenza di un multiplayer locale.
Un altro aspetto che ha lasciato qualche perplessità è costituito dai controlli. La guida della propria bici è parzialmente assistita, anche se accelerate, frenate e curve sono controllabili dall’abbinata grilletti-analogico come in un normale gioco di corse. Sulla strada sono presenti gli indicatori verdi e rossi che indicano dove accelerare e frenare, come in un moderno racing game. Non aspettatevi, però, di trovarvi davanti a una sorta di “Forza Bikesport”: il controllo di direzione e la fisica sono davvero semplificati. Una delle funzionalità che più ci ha colpiti - in senso dolorosamente negativo - è dato dal sistema di controllo che ci permette di inseguire il ciclista che ci precede. Per farlo, occorre tenere premuto il tasto spalla destro, e occorre farlo in continuazione. Immaginatevi una gara in cui si resta in gruppo per quasi tutto il tempo; immaginatevi di tenere il dito premuto sul tasto spalla per mezz’ora o più: ben presto ritroverete la fatica di una scalata allo Stelvio nel vostro dito indice destro. 


Sotto questo sole, bello pedalare

C’è una valida ragione per cui il Tour de France è considerato la gara a tappe più bella del mondo: l’estrema varietà dei percorsi, che spaziano da lunghe tappe costiere per passisti fino alle tremende tappe pirenaiche che non hanno nulla da invidiare ai nostri celebri tapponi dolomitici. La prima cosa che si nota dal titolo di Cyanide Studio è proprio la sua capacità di ricreare (o, meglio, rievocare) questa varietà anche da un punto di vista visivo. La presentazione di ogni tappa, introdotta da bei filmati live-action in alta definizione, è encomiabile. In gioco, però, il motore grafico non brilla certo per quantità di poligoni o per capacità di visualizzare molti modelli su schermo. Considerando che, in alcune sequenze, abbiamo davanti ai nostri occhi una cinquantina di ciclisti e un centinaio di tifosi, non è poi così male. Tuttavia, il gioco soffre di vistosi cali di frame - talvolta ingiustificati - che possono rappresentare un vero fastidio nel momento in cui si sferra un attacco decisivo o si sta scendendo da un passo alpino a 75 km/h.
Per quanto semplicissimi e un po’ ripetitivi, gli ambienti di gioco sono piacevoli. Alcuni percorsi di montagna sono davvero ben fatti, e quando si intravede la cima dopo dieci chilometri di tornanti e pendenze superiori al 10%, si tira un vero sospiro di sollievo. Nella sua semplicità grafica, alcuni scorci riescono a emozionare.
Per quanto riguarda il sonoro, Le Tour De France 2013 non è certo brillante. Ci è stato risparmiato un pessimo commento tecnico, e le indicazioni provenienti dalla nostra ammiraglia sono quasi sempre opportune. Le musiche sono insignificanti, e le incitazioni del pubblico alla lunga sono noiose (a tal proposito, sembra che la Francia sia una colonia di inglesi, dato che ad ogni curva si sente un “Go Go Go!” urlato a gran voce da qualche tifoso). Buona l’idea di riprodurre il battito cardiaco quando ci si trova sotto sforzo: aggiunge un’ulteriore indicatore che può rivelarsi provvidenziale nel ricordarci che le nostre energie non sono infinite.
Recensione Videogioco TOUR DE FRANCE 2013 scritta da LORESKA Per quanto non brillante e non privo di problemi, Le Tour De France 2013 è un gioco che sa regalare qualche emozione. La sua realizzazione tecnica, purtroppo, lo relega al mercato dei veri appassionati di ciclismo. Inoltre, la presenza di un sistema tattico poco efficace e la totale assenza degli aspetti gestionali (presenti, invece, nel gioco-gemello per PC, Cycling Manager 2013) possono rappresentare un motivo di disinteresse per un appassionato di giochi appartenenti al genere manageriale. Se però, nonostante tutto, il ciclismo vi emoziona ancora e attendete con ansia l’inizio del prossimo Tour, questo gioco merita certamente la vostra attenzione.
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