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Killer is Dead

Killer is Dead

Mondo Zappa sbarca a Los Angeles

Provato

PS3, X360

Action-Adventure

Koch Media

30 agosto 2013 - 23 maggio 2014 (PC)

A cura di del
Los Angeles – Al terzo giorno di E3 2013 abbiamo finalmente avuto l'occasione di provare approfonditamente il nuovo lavoro di Goichi Suda, meglio conosciuto nell'ambiente con lo pseudonimo di Suda51. Chi conosce i suoi lavori, No More Heroes, Killer7 o il più recente Lollipop Chainsaw solo per citarne alcuni, saprà bene che quando si attende un nuovo gioco di Suda si attende un videogioco esagerato, tremendamente sopra le righe e ricco di carattere. Il nuovo Killer is Dead continua esattamente sulla falsariga di questa tradizione, questa volta portando su schermo un bel mix di spade, cyborg, ninja e, come sempre, ragazze molto prosperose. Ma vediamo di scendere nei dettagli. 

Nel segno dell'assassino
L'incipit della trama di Killer is Dead, spiegatoci in quel di Los Angeles da Mr.Suda in persona, ricalca un po' quanto visto nelle avventure di Travis Touchdown nella serie di No More Heroes. Mondo Zappa, protagonista del titolo, è infatti un assassino, un cacciatore di taglie che gira il mondo per far fuori i tizi più brutti, grossi o cattivi che il globo terracqueo è in grado di ospitare. Come sottolinea Suda51, il buon Zappa non uccide per piacere o per passione, il suo è un semplice business e l'unica ragione che lo spinge a fare ciò che fa sono i soldi. 
Il gioco si sviluppa attraverso tredici episodi come fosse una serie TV e immaginiamo che ciascuno di questi episodi si riferisca a uno specifico bersaglio da fare fuori per poter proseguire. L'episodio che abbiamo avuto modo di osservare è il settimo, in cui Zappa è costretto a confrontarsi con una sorta di ninja attempato e con la sua tigre gigantesca in una lotta all'ultimo sangue. Questa sezione, assieme al nostro hands-on, ci ha dato la possibilità di capire meglio le meccaniche di combattimento del gioco, che ora ci apprestiamo a descrivervi. 

Hit, hit, dodge!
Il combat system di Killer is Dead si basa essenzialmente su un mix di swordplay, gunplay e schivate da utilizzare nella maniera giusta in base alla tipologia del malcapitato che ci si para davanti. Nel corso della nostra prova, ad esempio, ci siamo confrontati prima con gruppi di ninja (probabilmente i nemici più deboli) contro cui si è rivelata efficace la tecnica di colpire alle spalle scattando per aggirarli. Quando Mondo si trova abbastanza vicino a uno dei nemici, infatti, premendo il pulsante di scatto rapido lui gira attorno al cattivo di turno invece di partire in avanti come farebbe in una situazione priva di creep. Contro nemici volanti e alcune tipologie di samurai, invece, schivare e attaccare non basta ed è quindi necessario attaccare dalla distanza utilizzando il braccio robotico del protagonista. Quest'ultimo può essere caricato con quattro tipologie differenti di munizioni e spetterà unicamente a noi sperimentare per comprendere quale carica esplosiva va utilizzata contro il nemico che ci si trova di fronte. 
Le boss fight, come di consueto nei giochi di questo genere, si articolano in tre o quattro fasi differenti, con il cattivone di turno che cresce progressivamente e il suo aspetto che muta nello stesso modo. Nella dimostrazione che ci siamo goduti in compagnia del simpatico Suda, ad esempio, Mondo Zappa e il suo attempato rivale se la sono vista prima a bordo dei rispettivi mezzi: una moto e una tigre gigantesca. Qui il giocatore aveva semplicemente la possibilità di colpire utilizzando la propria katana e di muovere il veicolo del protagonista. Poi si arriva alla vera e propria arena del combattimento e la primissima sfida è naturalmente un vero e proprio scontro tra spadaccini che, dopo una rapida conclusione, si trasforma in una battaglia con tanto di tigre demoniaca che aleggia sul nemico e gli conferisce poteri soprannaturali. Lo scontro è risultato abbastanza entusiasmante, ma non abbiamo potuto fare a meno di notare che chi impugnava il pad durante la presentazione non faceva alcuna fatica a proseguire, mandando al tappeto il “boss” round dopo round. La paura è quindi che il gioco si possa scoprire fin troppo lineare e facilotto, un po' come avevamo definito Lollipop Chainsaw in sede di recensione.

The art of the 51
Se si parla di pura e semplice direzione artistica, ancora una volta è difficile avere qualcosa da eccepire. I ragazzi di Grasshopper Manufacture, sotto la direzione di Suda, riescono a mescolare il mondo orientale con situazioni che sanno di occidente. Facendo un paragone indirizzato ai fan di Tarantino, potremmo dire che l'effetto generato a livello audio-visivo da Killer is Dead è simile a quello che trasmette la serie Kill Bill, soprattutto nelle fasi ambientate in Giappone. 
Sul piano tecnico invece la situazione non è poi così rosea: molto tearing, texture di dubbia qualità e ambientazioni che a volta mancano di poligoni sono i difetti principali che ci spingono a credere che il lavoro di Suda avrebbe ancora bisogno di una bella ripulita, almeno per limitare i danni in questo frangente.
  • [+] Stile Suda51 fino al midollo
    [+] Bel mix di arma bianca e gunplay

Suda51 non si smentisce mai. Killer is Dead, il suo ultimo lavoro, continua infatti la tradizione dei giochi sopra le righe, violenti, sanguinosi e pieni di carattere a cui lo sviluppatore giapponese ci ha abituati nel tempo. Dal punto di vista del gameplay il titolo promette bene, con una combinazione di scontri all'arma bianca e gunplay che piacerà senz'altro agli appassionati dei giochi carichi di adrenalina. Le uniche paure sono la difficoltà, apparentemente molto poco elevata e un comparto tecnico che a nostro avviso avrebbe bisogno di una rassettatina. Per il resto è chiaro fin d'ora che chi ama Goichi Suda amerà alla follia anche il suo ultimo lavoro.

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