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The Division

The Division

Un alto prezzo da pagare

Video Anteprima
A cura di del
Los Angeles - Online, open world, RPG. Sono queste le parole d'ordine di The Division, nuova IP mostrata un po' a sorpresa in occasione della conference Ubisoft che è riuscita però a catalizzare l'attenzione della stampa specializzata grazie ad un trailer ad effetto e a un incipit che sembra far intravedere grandissime potenzialità. Mossi dalla curiosità che è propria solo del bambino che vuole a tutti i costi un giocattolo nuovo, abbiamo assistito alla presentazione del gioco a porte chiuse, che ha mostrato una versione estesa della demo già vista in fase di conference e spiegato meglio le meccaniche legate alla Companion App scaricabarile su Android e iOS.



Vincè, lavatele quelle mani che sono sporche
Con uno stile che ricorda molto quello del trailer di lancio di Watch_Dogs, il nuovo progetto di Massive ci lancia in un mondo devastato da un virus, capace in soli 5 giorni di mettere in ginocchio l'intera civiltà. La nostra società infatti è tanto complessa quanto fragile, e la diffusione dell'agente patogeno tramite le banconote scambiate durante il black friday, il giorno cioè di punta dello shopping americano, ha diffuso con una velocità senza precedenti l'epidemia che ha reso gli Stati Uniti un posto molto poco ospitale. Ma sarebbe potuta andare peggio: se non fosse stato infatti per la direttiva dal nome in codice Dark Winter, firmata dal Presidente nel 2007, non ci sarebbe nessuno a lottare per riuscire a riportare un barlume di speranza in un mondo ormai morente.
Questa ordinanza segreta infatti ha permesso la creazione di una sorta di rete segreta di strutture e agenti operativi pronti a tutto in caso di catastrofe, i classici uomini giusti al posto giusto che ognuno vorrebbe avere intorno quando le cose si mettono male. La demo alla quale abbiamo potuto assistere si apre proprio con due giocatori, che impersonano due membri di questo team, impegnati in una missione nel cuore di New York, una delle città più colpite dalla pandemia. Essendo il nostro scopo quello di dare conforto e supporto alla popolazione sopravvissuta, dovremo compiere diverse missioni che renderanno sempre più vivibile la città, fino al punto nel quale saremo riusciti quantomeno a far ripartire i servizi essenziali. La demo si apre con uno sguardo all'interfaccia, piena di stile e integrata nel mondo di gioco (come ad esempio quella di Dead Space). Nessun menù a distrarre il giocatore, solo testo che scorre in una sorta di PipBoy sistemato sull'avambraccio destro e informazioni in realtà aumentata direttamente intorno al personaggio.
Nonostante il titolo si presenti come uno shooter in terza persona (con la classica visuale "a spalla"), la componente RPG è decisamente marcata, e riesce a riflettere bene nel gameplay il desiderio degli sviluppatori di creare un'infrastruttura di gioco il più varia possibile. Non appena arrivati in un punto specifico della mappa infatti parte una sparatoria, che ci da il la per spiegare meglio le dinamiche a cui andremo incontro: il nostro partner, esattamente come succederebbe in un qualsiasi MMORPG, si è occupato di tenere impegnati i nemici grazie a un set di skill che lo potrebbero far identificare come il tank del gruppo, mentre il nostro ruolo era quello di colpire i nemici impegnati nello scontro a fuoco ed abbatterli uno per uno. A chiudere il quadro ci ha pensato un terzo giocatore subentrato a scontro iniziato, che dalle retrovie curava gli altri due membri del gruppo tramite kit medici e abilità specifiche.



L'idea dei game designer alle spalle del progetto è quella di dare non solo la possibilità al giocatore di scegliersi la classe e lo stile di gioco che preferiscono tramite la selezione di armi e l'aumento di alcune caratteristiche base, ma anche la facoltà di poter cambiare questi set di skill quasi in qualsiasi momento, in modo da essere sempre pronti a rendersi utili per il bene del party.
Una volta recuperate alcune armi e alcuni civili scatta poi il momento dell'estrazione: per poter tornare in un area sicura dovremo usare un razzo tracciante che indicherà la nostra posizione, che sarà però visibile da tutti. Per portare a termine la missione e arrivare sani e salvi sarà quindi indispensabile riuscire a sopravvivere e resistere agli assalti dei nemici.

Droni da passeggio
Uno degli elementi più interessanti della presentazione è stato il segmento dedicato all'applicazione per tablet che accompagnerà il lancio di The Division. Quest'applicazione, disponibile per Android e iOS, ci darà la possibilità di partecipare alle missioni che svolgeranno gli utenti console in tempo reale, venendo considerati come un normale giocatore. Una volta entrati in partita, infatti, potremo guidare un drone da supporto, e avere una visuale dall'alto dello scontro. Tra le nostre abilità ci sarà quella di segnalare i nemici ai nostri compagni, curarli in caso di necessità, dargli dei boost temporanei all'attacco o alla difesa e infine sparare dei missili ai nemici più coriacei. Giocando tramite tablet verremo considerati come membro attivo del party, in modo da non rendere le cose troppo facili. Vi saranno all'interno dell'ampio mondo di gioco anche eventi pubblici non segnalati sulla mappa, che dovremo scoprire camminandoci vicino o unendoci magari a degli amici già coinvolti.
A muovere questo promettente mondo di gioco ci pensa il motore proprietario Snowdrop, che punta tutto sul realismo senza sconti. Sparare ad una macchina le farà saltare i vetri, così come farle esplodere le gomme la farà abbassare da un lato e così via. Molta attenzione è stata inoltre riposta sulla Dynamic Global Illumination, che sarà in grado di mostrare persino le particelle di polvere sospese in aria.
  • [+] Plot interessante se ben sviluppato
    [+] Engine grafico proprietario notevole
    [+] Meccaniche mutuate da RPG online ben implementate

The Division è riuscito in questa demo a farci risuonare parecchi campanelli in testa, ognuno dei quali ci chiede di seguirne lo sviluppo con sempre maggiore attenzione. La grande cura riposta nella costruzione del background, così come il comparto tecnico da next gen sembrano spianare la strada alla produzione Massive, che dovrà però anche trovare il giusto bilanciamento tra le sue varie componenti e dimostrare sul campo di essere qualcosa di più dell'ennesimo shooter in terza persona.

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