Recensione di Call of Juarez: Gunslinger

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Techland
  • Data uscita:

     22 Maggio 2013
- Ottima narrazione
- Diverse idee originali
- Interessante stile grafico
- Campagna lineare
- IA non sopraffina
- I Duelli potevano essere sviluppati meglio
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A cura di (FireZdragon) del
Dopo il passo falso fatto con The Cartel, Call of Juarez abbandona Los Angeles e i cartelli della droga in maniera definitiva per tornare nuovamente nel Far West, ambientazione a cui si deve la fama della serie e il successo ottenuto dai primi due eccellenti episodi.
Il mercato odierno è infatti strapieno di FPS e riuscire a proporre un prodotto in grado di distinguersi dalla massa è sempre più difficile. Ubisoft ha quindi deciso di giocare due carte fondamentali per decretare il successo di Gunslinger: una distribuzione in digitale per contenerne i costi e una narrazione del tutto originale. Saranno riusciti i ragazzi di Techland a colpire nel segno?



Un colpo al cuore, uno alla testa e il gioco è fatto
Siamo nel 1910 e Silas Greaves, cacciatore di taglie veterano, irrompe in uno dei tanti saloon del Kansas. Il suo nome è noto, la sua leggenda lo precede e non ci vuole molto prima che uno degli astanti, esaltato dall’incontro, gli offra da bere in cambio del racconto di una delle sue tante avventure.
Silas ne ha a decine di storie da raccontare, ne ha viste veramente di ogni e il fumo che si alza dal posacenere crea l’atmosfera perfetta per calmare gli animi e predisporli a una lunga chiacchierata, la birra e le emozioni faranno il resto…
E’ così dunque che il tutto prende vita, e in men che non si dica ci troveremo ad essere gli inconsapevoli protagonisti delle avventure di Silas: mentre le sue parole da narratore continueranno incessanti a riecheggiare nell’aria, davanti a noi si paleseranno decine di cowboy e banditi pronti a trasformarci in uno scolapasta.
Lo Story mode ci accompagnerà in un percorso lungo trent’anni, dal primo incontro con Billy The Kid fino ad andare a incrociare la strada con i più pericolosi banditi e sceriffi del vecchio west: i fratelli Dalton, Pat Garret e Jesse James saranno ovviamente presenti, e tantissimi altri faranno la loro comparsa in una trama che uscirà spesso dai binari, viaggiando sulle fantasticherie di un Silas sempre più ubriaco al bar, capace di influenzare con la narrazione in maniera evidente anche il gameplay.
Cosa che ci ha particolarmente colpito di Gunslinger è infatti proprio la possibilità per il nostro cacciatore di taglie di modificare in tempo reale quanto sta accadendo a schermo, capiterà ad esempio di arrivare in una zona senza vie di uscita e, mentre cercate disperatamente un passaggio tra le rocce, il vecchio Silas si ricorderà improvvisamente dove questo era esattamente, facendo comparire dal nulla voragini, scale o spostando addirittura intere montagne per riallineare la storia ai suoi racconti.
La feature funziona, e regala al giocatore una divagazione dalla forzata linearità che purtroppo affligge i livelli di gioco. Questa idea la si ritrova non solo nell’esplorazione ma anche nei combattimenti, sottraendoci ad esempio improvvisamente munizioni perché Silas era rimasto a secco, facendo comparire decine di indiani dal nulla o ancora rivelando improvvisamente casse di dinamite da utilizzare contro il nemico.



Bang, Bang, Bang!
Più classiche invece le meccaniche di puro shooting che ci danno la possibilità di imbracciare un’arma a due mani, una a una mano o due pistole in dual wield, e lanciare in caso di necessità esplosivi ai nemici.
Ad arricchire il gameplay fanno la loro comparsa il Concentration mode e il Sense of Death. La prima meccanica non è altro che una sorta di bullet time limitato, ricaricabile eseguendo headshot o uccisioni spettacolari, utilizzabile a nostro piacere durante gli scontri a fuoco.
Una volta attivato, i movimenti e i colpi sparati dai nemici verranno rallentati, permettendoci di schivare i proiettili e colpire con precisione assoluta, guadagnando così un gran quantitativo di punti esperienza.
L’esperienza come potrete ben immaginare serve a crescere di livello e sbloccare tutta una serie di abilità passive in tre rami ben distinti. Le specializzazioni ci permetteranno di divenire così poderosi combattenti a corto raggio, sfruttando fucili a canne mozze e revolver per uccidere sul colpo chiunque ci si pari di fronte, utilizzare fucili di precisione per far piovere piombo sugli avversari prima che questi possano reagire o puntare tutto sul volume di fuoco con un doppio revolver e svuotare i nostri tamburi in pochissimi secondi.
Oltre alle differenze basate principalmente sulle armi equipaggiate, sarà poi possibile potenziare gli esplosivi, la velocità di ricarica (premendo come forsennati il tasto dedicato), o ancora vedere i nemici tramite chiari indicatori a schermo od ottenere punti esperienza doppi.
Nel caso doveste trovarvi in pericolo di morte, nonostante l’autorigenerazione della salute, potrete tentare di schivare l’ultimo colpo in arrivo spostandovi a destra o sinistra e, in caso di successo, oneshottare il vostro avversario per recuperare istantaneamente una buona quantità di energia.
Non pensate tuttavia che arrivare in fondo ai quattordici livelli della campagna sia una passeggiata, dato che i cowboy hanno una buona mira e i loro danni sono elevati già a difficoltà normal. Per i veri ossi duri sarà comunque possibile sia giocare in modalità difficile sia in True West, dove la quantità dei nemici aumenterà esponenzialmente e questi diverranno ancora più pericolosi.
Procedendo piuttosto spediti verso la fine degli stage ci vorranno circa sei ore a portare a termine la campagna, che potrebbero arrivare a una decina scarsa se ci si metterà a frugare ogni singolo angolo in cerca dei numerosi collezionabili: miniracconti che approfondiranno la storia dei vari protagonisti, daranno informazioni sulle armi e su alcuni degli eventi più significativi accaduti nel vecchio west.
La campagna, sebbene come anticipato sia piuttosto lineare, non si trascina stancamente ma riesce a tenere impegnato il giocatore divertendolo con situazioni disparate, seppur classiche. Non mancano infatti il classico massacro da eseguire tramite gatling gun, l’assalto a un treno e sparatorie in miniere imbottite di esplosivi ad arricchire l’esperienza.
Prima di poter tirare un sospiro di sollievo e godervi il meritato riposo, sotto forma di una nuova bevuta per Silas, ci sarà poi da affrontare il boss di fine livello, solitamente tramite un duello all’ultimo sangue in puro stile vecchio west dalle meccaniche semplici ma funzionali.



Nuove modalità
Sebbene Gunslinger sia un semplice titolo scaricabile, la quantità di contenuti inserita è notevole e dal menu principale si potrà accedere a una modalità extra nella quale sfidare a duello tutti i nemici dello storymode, caricando poi il proprio punteggio sulle leaderboard online, e all’arcade dove dovrete tentare di pulire dieci diverse aree della campagna nel minor tempo possibile. I talenti in questo caso saranno ridisegnati per offrire al giocatore perk adatti ad una fase più veloce di gioco, ma sempre differenziati nelle tre tipologie spiegate in precedenza.
Dal punto di vista tecnico Gunslinger non fa certo gridare al miracolo per quantità di poligoni o qualità delle animazioni, eppure l’idea avuta da Techland di arricchire il design con una grafica cel shading è la mossa più azzeccata che si potesse fare. Ci siamo fermati ad ammirare molteplici volte le ambientazioni, quasi fossero prese pari pari da vecchi quadri ad olio. Ottima anche la fisica dei colpi e la reazione agli impatti dei nemici feriti. Colpiteli ad una spalla e li vedrete contorcersi tenendosi il braccio prima di cadere esanimi a terra. lodevole poi la colonna sonora, con musiche in puro stile western incredibilmente riuscite. Peccato invece per le voci dei nemici che spesso vanno ad accavallarsi alla voce narrante di Silas, confondendo il giocatore.
Ultima nota negativa infine per il doppiaggio, solo in inglese, che potrebbe rendere difficoltoso seguire la storia per coloro non avvezzi alla lingua di Albione.
Recensione Videogioco CALL OF JUAREZ: GUNSLINGER scritta da FIREZDRAGON Per 1200 MSP / 15€ Call of Juarez. Gunslinger è un titolo da non farsi sfuggire se amate l’ambientazione western. La trama scorre piacevolmente e la campagna, sebbene segua un percorso estremamente lineare, è capace di garantire una buona varietà di situazioni, supportata da un gameplay divertente e solido.
Piacevolissimo lo stile grafico che esalta ed arricchisce una produzione in grado di distinguersi dalla massa.
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