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Armored Core V: Verdict Day

Armored Core V: Verdict Day

Armored Core abbraccia la strategia

Provato

PC, PS3, X360

Azione

Inglese

Namco Bandai

Disponibile

A cura di del
New York – Presentazione criptica quella di Armored Core V: Verdict Day al Global Gamers Day di New York.
Il titolo From Software non è certamente tra i più immediati che la storia videoludica ricordi e le nuove feature introdotte non fanno altro che complicare il tutto ancora di più.
La nuova idea del team di sviluppo è stata quella di tentare di allargare ulteriormente il bacino di utenza nella speranza di arrivare anche a chi, negli action, non è poi così bravo, inserendo una modalità tattica incredibilmente profonda e sfaccettata.
La scelta ci è parsa piuttosto avventata, se non altro per la volontà di dover ideare un concept molto al di fuori dai canoni della serie per una porzione di giocatori ai quali probabilmente Armored Core non è mai interessato realmente. Perché acquistare un action per giocare ad una modalità tattica quando è possibile comprare direttamente un gioco strategico? Domande che non hanno trovato ancora risposta.
La nuova modalità tuttavia potrebbe regalare modalità di gioco alternative agli affezionati, vediamone dunque insieme le caratteristiche principali.



Armati e pronti a tutto
Dopo un breve excursus sulla storia di Armored Core e sull’evoluzione del brand in questi ultimi quindici anni, siamo stati introdotti direttamente alle novità essenziali senza troppi giri di parole.
La build completamente in giapponese di certo non ha facilitato il compito ma le informazioni a schermo hanno bombardato i nostri neuroni in modo quasi incomprensibile e solo dopo una decina buona di minuti siamo riusciti a mettere a fuoco quanto stesse accadendo.
La schermata principale di gioco rappresenta il mondo, suddiviso in tante macroaree, che le tre fazioni coinvolte nello scontro dovranno tentare di conquistare completamente per poter ottenere la vittoria definitiva.
Chi siano queste fazioni, quali siano i loro scopi o addirittura i loro nomi rimane tutt’ora un mistero dato che durante la spiegazione mai è stato fatto accenno a tutti questi dettagli: la nostra appartenenza ad una di esse a quanto pare avrà solo un ruolo marginale, l’unica cosa importante sarà annientare l’avversario.
Per farlo dovremo scendere sul terreno di gioco insieme ad altri tre commilitoni e sconfiggere la squadra avversaria in un team deathmatch abbastanza classico. Il team con l’ultimo giocatore in vita si aggiudica il match e la conquista globale dell’area, in un mondo permanente che si resetterà una volta che tutte le aree saranno cadute nelle mani di uno dei tre schieramenti. I piloti virtuali potranno sia creare una squadra completamente composta da giocatori reali sia affidarsi all’intelligenza artificiale, a detta degli sviluppatori molto evoluta ed in grado di elaborare strategie complesse.
La nuova utenza verrà dunque attirata a provare questo nuovo titolo tramite la cosiddetta modalità operatore: un quinto elemento esterno al campo di battaglia che attraverso la mappa tattica potrà impartire ordini ai compagni, suggerire strategie e indicare la posizione dei nemici. Questo ruolo si potrà svolgere con una squadra composta completamente da mech controllati dall’ia e gli sviluppatori hanno assicurati che il loro livello sarà abbastanza alto da poter competere alla pari, se guidati a dovere, anche con i giocatori più abili.
Per testarne la veridicità abbiamo dunque preso il pad in mano e ci siamo gettati in battaglia. Inutile dire che la ruggine in corpo e l’esperienza nemica sono stati sufficienti a farci perdere in malomodo, talmente in fretta da non farci capire quasi nulla di quanto successo. Purtroppo l’interfaccia di Armored Core V: Verdict Day non è particolarmente leggibile e le decine di informazioni sul visore hanno reso difficilissimo destreggiarsi tra esplosioni e scie di proiettili.
Anche il comparto tecnico non ci è sembrato esattamente dei migliori e ancora molto lavoro va fatto per l’aliasing e la modellazione poligonale degli ambienti, davvero sottotono per essere una produzione di tale richiamo.
Una volta morti non si potrà respawnare fino alla fine della partita se non sotto le sembianze di un reporter con tanto di jetpack, grazie al quale fare foto da pubblicare successivamente sui vari canali social. Ciliegina sulla torta la possibilità di essere colpiti e morire anche in questa vostra nuova incarnazione.



IA evoluta
Veniamo quindi alla parte veramente interessante della produzione: la personalizzazione. Ogni mech del proprio team potrà essere modificato seguendo i dettami classici della serie, bilanciando peso e capacità di carico, scegliendo accuratamente quale arma montare e quali tipologie di munizioni caricare, scegliendo inoltre componentistica radar e corazzatura.
Centinaia le opzioni disponibili, il tutto mostrato su modelli 3d di ottima fattura, impreziositi da una tecnica simil cel shading in grado i donargli un aspetto quasi cartoon. Qualità che purtroppo poi si perde nelle sessioni di gameplay puro come accennato prima.
Questa volta però non si agirà esclusivamente sulla componenti meccaniche ma sarà altresì possibile modificare regole di ingaggio, tattiche e azioni strategiche dell’IA, personalizzandone il comportamento nelle più disparate situazioni e indicando come reagire alla tipologia di nemico che si troveranno ad affrontare.
Per i meno pazienti saranno come sempre disponibili i preset, ma indubbiamente lavorare a fondo sull’ia garantirà in battaglia risultati incredibilmente migliori.
Per i patiti non mancheranno poi i replay delle battaglie e la possibilità di importare i precedenti salvataggi da Armored Core V.
  • [+] Personalizzazione massiccia dei propri mech
    [+] Nuova modalità operatore da approfondire

Armored Core V: Verdict Day è un titolo di nicchia che cerca di aprire le braccia ad un’utenza più vasta. Per farlo accoglie una modalità tattico/strategica in grado di tenere impegnati gli appassionati per ore e ore, con una personalizzazione dei mech che va oltre alle classiche componenti meccaniche e si insinua nella programmazione dell’IA per un controllo totale della propria squadra. Il titolo potrebbe riserbare più di una sorpresa, tenerlo d’occhio è d’obbligo, nella speranza che il lato tecnico venga migliorato in maniera sensibile.

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