Recensione di Sly Cooper: Thieves in Time

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, PS Vita
  • Genere:

     Platform
  • Sviluppatore:

     Sanzaru Games
  • Distributore:

     Sony
  • Lingua:

     Italiano
  • Data uscita:

     29 marzo 2013 (PS3, PSVita)
- Avventura solida in perfetto stile Sly
- Molte cose da fare
- Missioni corali divertenti e ben realizzate
- Riuscirà a strapparvi parecchie risate
- Alcuni livelli meno ispirati di altri
- Occasionali problemi di telecamera
- Avrebbe potuto osare qualcosa di più
- Livello di sfida basso
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A cura di (AleZampa) del
Quando un franchise rimane in stand-by per così tanto tempo, a cavallo di due generazioni diverse, e viene addirittura ripreso in mano da un altro studio di sviluppo, non sempre le cose vanno per il verso giusto. L'operazione commerciale fine allo sfruttamento di un brand infatti è sempre dietro l'angolo, e la stragrande maggioranza dei progetti nati in quest'ottica sono destinati a fallire. Non è però questo il caso di Sly Cooper Thieves in Time, che grazie all'amore sviscerato di Sanzaru (uno studio che pur di poter sviluppare questo capitolo ne ha prodotto una versione beta da presentare a Sony a sue spese) è riuscito a tornare in grande stile sulla nuova (ancora per poco) generazione di console, con un titolo, altro evento più unico che raro, pensato e realizzato prima come tributo ai fan e alla serie piuttosto che come modo per accalappiare nuovi fan e nuove fette di mercato.

Una sceneggiatura sopra le righe
Come già detto in fase di preview (realizzata tra l'altro con lo stesso codice con il quale è stata realizzata questa recensione), l'incipit della storia ci è dato dalla sparizione di alcune pagine del Thievus Raccoonus, che sbiadiscono senza un'apparente ragione e minacciano l'esistenza del Clan Cooper. Grazie al piccolo grande Bentley (mai ironia fu più azzeccata) scopriamo che il villain di turno, un tale Le Paradox, sta liberamente viaggiando indietro nel tempo e rubando gli iconici bastoni del clan direttamente ai progenitori di Sly, al fine di riuscire a compiere un diabolico quanto pittoresco piano perfettamente amalgamato in quel non-sense fuori dalle righe che ha sempre pervaso le produzioni riconducibili al ladro di Sucker Punch.
Come fare quindi per sventare il diabolico piano? Semplice: basterà chiedere a Bentley di riadattare il furgone a macchina del tempo, a Murray di portare i suoi muscoli, e a Carmelita, vecchia nemica poi diventata qualcosa di più che un'amica, di avere un po' di pazienza e fidarsi di noi. Nella nostra anteprima vi avevamo detto di come espedienti del genere possano portare a una trama eccessivamente spezzata che vive di espedienti, ma dopo aver portato a termine l'intera avventura possiamo tranquillamente rassicurarvi sul fatto che il plot regge dall'inizio alla fine, e se anche, per forza di cose, la storia non è di quelle che si ricorderanno nei decenni successivi, è impreziosita nella sua linearità da situazioni e personaggi in certi casi davvero riusciti.



Roster ampio, e abilità a profusione
Grazie al nostro furgone temporale potremo andare in cinque diverse epoche del passato, in ognuna delle quali dovremo aiutare l'antenato di turno a rientrare in possesso del proprio bastone, strumento indispensabile per ogni ladro della famiglia Cooper. La prima area è il Giappone feudale, a cui faranno seguito il vecchio e selvaggio West, un'epoca preistorica a cavallo della glaciazione, il medioevo in stile Robin Hood e infine le magiche lande arabeggianti teatro delle scorrerie di Ali Babà e i Quaranta Ladroni. Ogni volta che arriveremo in una di queste aree stabiliremo una sorta di covo provvisorio, che fungerà da hub per tutte le nostre attività all'interno dell'epoca in questione. Le prime missioni saranno inevitabilmente dedicate all'aiuto del pro-pro-pro-pro-zio di turno, che dimostrerà inevitabilmente il suo apprezzamento per le nostre gesta aggiungendosi alla gang e permettendoci di utilizzarlo come personaggio giocabile. Ognuno di loro avrà un'abilità distintiva che ci aiuterà, più che nello svolgimento delle missioni, nella raccolta delle decine di oggetti collezionabili sparse per la mappa. L'approccio ad ogni mondo è decisamente libero: una volta sbarcati in una determinata epoca starà infatti a noi decidere cosa fare e come approcciarla. All'interno del covo apparirà uno speciale indicatore sulla testa di uno dei personaggi con missioni attive, che potremo decidere di seguire prendendo quel protagonista, o di ignorare decidendo di uscire dal covo e fare un giro senza meta, magari esplorando l'area di gioco e iniziando a cercare le 30 bottiglie piuttosto che le 11 maschere nascoste all'interno di ogni livello. Una volta tornati nel covo inoltre saremo liberi di rituffarci in una delle epoche precedenti o rigiocare una delle missioni della storia principale, con un backtracking sì importante, ma finalizzato all'esclusiva raccolta del 100% degli oggetti.
L'altra grande novità della produzione Sanzaru è la possibilità di dotare Sly di alcuni costumi in grado di aggiungere abilità altrimenti inaccessibili: in ogni epoca infatti, seguendo le prime missioni della storia principale, prenderemo dei travestimenti (richiamabili tramite un menù a ghiera) che ci permetteranno ad esempio di respingere gli attacchi a base di palle fuoco, usare arco e frecce per creare nuove vie di fuga, rallentare il tempo, scalare pareti ghiacciate o compiere lunghissimi balzi. Anche in questo caso starà a noi scegliere quale costume utilizzare, seppure, eccezion fatta per quello che rallenta il tempo, l'utilità degli stessi sarà circoscritta alla semplice risoluzione di alcuni semplici puzzle.

Un salto nel passato
Se avete mai giocato ad uno dei precedenti Sly Cooper allora non avrete alcuna difficoltà ad ambientarvi facilmente anche in questo Thieves in Time. Il feeling è assolutamente identico alle passate produzioni, che lo stiate giocando su PlayStation 3 o su PS Vita. Il gameplay a base di sezioni platform e stealth è un'amalgama ben riuscita, anche se in alcuni momenti è inevitabile sentirlo quasi troppo "Old School", sopratutto in alcune sezioni di platforming in cui la difficoltà è mal calibrata e la telecamera sembra avere gli stessi problemi che si potevano riscontrare in un titolo della passata generazione. Essendo Sly un ladro che punta tutto sulla furtività, il titolo tende a scoraggiare l'ingaggio indiscriminato dei nemici, facendoci più propendere per uno stile furtivo fatto di borseggi silenziosi e corse sui tetti e tra i comignoli. Ogni volta che potremo eseguire un salto, arrampicarci su una sporgenza, correre su una fune o in generale interagire con una superficie, questa avrà una sorta di aura blu intorno, e schiacciando per tempo il tasto giusto potremo sfruttarla per continuare la nostra corsa.



Non sarà il solo Sly il protagonista di questo viaggio nel tempo, perché il roster dei personaggi utilizzabili è incredibilmente ampio per un avventura di questo genere: oltre al protagonista del titolo infatti potremo usare in pianta stabile il già citato antenato di turno, Murray, Bentley e Carmelita Fox, ognuno dei quali, grazie anche alle abilità acquistabili su LadroNet, ci permetterà di fare in sostanza quello che può fare Sly, con le opportune limitazioni del caso. In ogni livello, per quanto i membri della famiglia Cooper siano sempre i protagonisti, ogni personaggio avrà delle missioni obbligatorie da portare a casa: quelle di Murray ad esempio saranno generalmente a base di scazzottate e rhythm'n'game (non chiedete, avrete belle sorprese), mentre Bentley, in quanto hacker del gruppo, sarà spesso impegnato in missioni di infiltrazione di sistemi informatici rappresentate da brevi minidischi che varieranno dallo sparatutto con scrolling orizzontale al puzzle game basato sui giroscopi dei controller. Le missioni sono perlopiù divertenti e difficilmente stancano, anche se in alcuni casi si sente una sensazione di eccessiva spezzettatura del gameplay, dovuta proprio al continuo cambio di missione, personaggio e meccaniche. Tutto questo però sparirà nel corso delle missioni di avvicinamento alle bossfight, vere e proprie quest corali che vi faranno utilizzare tutti i personaggi per arrivare allo scontro con il boss di zona, che risulta sempre divertente e appagante.

E' tutto oro quello che luccica?
Giocare a Sly Cooper Thieves in Time è a tutti gli effetti un vero e proprio viaggio nel tempo, e non solo per l'ambientazione, ma per la struttura e il gameplay del titolo, pervasi fino al midollo di quello stile e quella perizia che ha fatto la fortuna di PlayStation 2. I livelli sono tutti ampi e pieni di cose da fare (come dicevamo andranno trovate 30 bottiglie, 11 maschere e 12 tesori), anche se qualcuno risulterà inevitabilmente meno ispirato di altri (sì preistoria, stiamo parlando di te) e di conseguenza meno piacevole da giocare. La trama è raccontata con un tono che si indirizza forse ad un pubblico più giovane, ma la simpatia dei personaggi riuscirà in ogni caso a contagiarvi, così come alcune linee di dialogo particolarmente ben riuscite, che vi strapperanno dei sorrisi in più di un occasione. Dal punto di vista tecnico il gioco si attesta su ottimi livelli, con un level design sempre all'altezza e una direzione artistica che con i suoi colori accesi vi farà passare sopra a delle texture in alcuni casi un po' piatte, sopratutto nella versione PS Vita. Il lavoro svolto da Sanzaru è però encomiabile, visto che le versioni PS3 e PS Vita, eccezione fatto per il frame rate (60 contro 30) e alcuni filtri grafici, sono assolutamente identiche. Acquistando anzi la versione per la console casalinga avrete quella per PS Vita a titolo gratuito, con la possibilità, grazie alla funzione Cross-Save, di continuare lo stesso salvataggio su entrambi i sistemi.
Recensione Videogioco SLY COOPER: THIEVES IN TIME scritta da ALEZAMPA Sly Cooper Thieves in Time è un vero e proprio tributo alla serie originale, e allargando il campo visivo lo è in generale di un modo naif di fare videogiochi che si è un po' perso con la crescita di un medium sempre più rivolto ad un pubblico ampio e trasversale. L'opera di Sanzaru non scontenterà nessuno dei vecchi fan, ma probabilmente non riuscirà nemmeno a far breccia tra nuovi possibili acquirenti, vista proprio la sua essenza "old style". In ogni caso, prendere in mano il pad e riassaporare il gusto delle meccaniche del gameplay di Sly è un vero piacere, visto sopratutto che ci troviamo davanti ad una produzione solida, completa, appagante e ricca di cose da fare, con il plus della convergenza con PS Vita, sulla quale questo Thieves in Time fa proprio una bella figura
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