Speciale Naruto - Parte 2

A cura di (Hybr1d) del
Nella prima parte del nostro speciale dopo aver analizzato per sommi capi la genesi del fenomeno di Naruto, manga nato dalla matita di Masashi Kishimoto e diventato un fenomeno globale, abbiamo fatto luce sulle prime apparizioni videoludiche del ninja biondo di Konoha e dei suoi compagni d’avventura. Degli oltre trenta titoli pubblicati sotto il brand Naruto, molti di essi sono usciti per le console portatili Nintendo e Sony: partendo dal Game Boy Advance, passando per il Nintendo DS e la PlayStation Portable. Il tutto è iniziato nel 2003 con la saga Naruto: Ninja Council. Andiamo a vedere com’è andata!

Un esordio tutt’altro che incoraggiante
Purtroppo Naruto: Ninja Coucil si rivelò un titolo appena discreto, che non riuscì a incontrare le aspettative dei fan dell’opera di Kishimoto. Il gameplay è solido e immediato, ma poco profondo, complici anche il livello di sfida piuttosto basso e la troppa linearità. La realizzazione tecnica era sottotono rispetto ai canoni del GBA e una scarsa longevità completava un quadro tutt’altro che lusinghiero. La situazione non migliora con il secondo capitolo, che si presenta come un action game solido basato principalmente sui combattimenti e meno sull’esplorazione. La giocabilità rimane il problema principale e le collisioni durante gli scontri sono realizzate in maniera pessima, compromettendo il lavoro fatto dagli sviluppatori di Tomi, gli stessi che si sono occupati dei primi capitoli per home console. La struttura dei livelli è semplice ed elementare, con una routine di trappole o tronchi da schivare e nemici da affrontare che annoierebbe persino il più affezionato fan di Naruto. Dopo la versione per GameBoy Advance, il gioco arriva in Europa con due anni di ritardo in una versione sviluppata appositamente per la nuova portatile Nintendo: il DS. Tuttavia i problemi alla base del titolo permangono con la conferma di un level design poco ispirato, scenari tutti uguali e una difficoltà degli scontri piuttosto elevata. Inoltre i differenti ninja che nel manga e nell’anime sono caratterizzati da un diverso stile di combattimento, qui si muovono tutti allo stesso modo. È vero che sono presenti un maggior numero di personaggi giocabili rispetto alla versione GBA, ma la ripetitività di fondo rimane insopportabile e il titolo si conferma come il classico tie-in in grado di richiamare giocatori solo grazie al nome della licenza che porta in copertina. La situazione non migliorò neanche con i titoli successivi, facendo venire il sospetto che in realtà le vendite trainate della licenza e dal successo del personaggio su altri media, bastassero comunque a pareggiare i costi di produzione senza causare eccessive perdite finanziarie.

La perfezione è lontana
Anche le serie Naruto: Ninja Destiny e Naruto: Path of the Ninja non sono state in grado di risollevare la reputazione videoludica di un franchise che su console portatile sembra non riuscire a trovare la giusta formula del successo. Tutti i titoli soffrono dei medesimi problemi che negli anni gli sviluppatori non sono riusciti a risolvere. I difetti rimangono sempre gli stessi: problemi di intelligenza artificiale, level design banale, ripetitività, comparto grafico e sonoro non all’altezza dei titoli concorrenti. Se non fosse per il peso del franchise, siamo sicuri che la saga si sarebbe conclusa molto prima, ma di titoli ne sono usciti davvero parecchi: tra il 2004 e il 2009 queste due serie hanno visto ben sette titoli raggiungere gli scaffali dei negozi, alcuni anche in doppia versione GBA e Nintendo DS. Una così alta frequenza nel rilascio non ha certo giovato agli sviluppatori, che avrebbero avuto bisogno di tirare il fiato per riorganizzare le idee, concentrarsi sui punti critici dei titoli già in commercio ed eventualmente riprogrammare il motore di gioco in modo da renderlo più performante e maggiormente aderente alle proprie esigenze.
L’industria dell’intrattenimento però corre veloce, e con una serie animata in continuo divenire e dal successo crescente, l’obiettivo è stato quello di spremere il più possibile il marchio pubblicando titoli mediocri che avrebbero seguito passo passo le vicende del ninja biondo narrate nella controparte animata e cartacea. A questo punto la serie Ninja Destiny e Path of the Ninja sono diventati lavori di routine focalizzati sull’aggiornamento del roster e su una trama principale sempre aggiornata agli ultimi archi narrativi. Anche l’introduzione dei personaggi della serie Shippuden in Naruto Shippuden: Ninja Destiny 2 è stata vittima di questo processo: il gioco di per sé non era tanto diverso dal predecessore, eccezion fatta per i personaggi cresciuti e la ricostruzione degli ultimi eventi dell’universo di Naruto.

La luce alla fine del tunnel
Sul versante PlayStation Portable sono usciti meno titoli, ma con una qualità mediamente superiore. L’esordio sulla portatile di casa Sony arriva in Giappone nel 2006 (2007 in Europa) con Naruto: Ultimate Ninja Heroes, titolo che sarebbe diventato il capostipite della serie esclusiva PSP. Come avvenuto con le altre console, il primo capitolo ripropone gli eventi iniziali della saga, mettendo a disposizione del giocatore quattro modalità e venti personaggi selezionabili. Tra le modalità di gioco è proprio la Heroes Mode a spiccare per ricchezza di contenuti. Questa si articola in una serie di scontri a squadre da affrontare necessariamente con un team composto da tre ninja, con la possibilità dei crearne uno ex-novo personalizzabile nelle abilità e nelle tecniche utilizzate. A differenza con quanto visto nei capitoli sviluppati per Nintendo DS, il team di sviluppatori di Namco Bandai è riuscito a utilizzare al meglio la console si cui hanno sviluppato, sfruttandone al massimo le potenzialità tecniche e confezionando un gioco che a livello grafico e sonoro si attesta ad alti livelli. Personaggi e scenari sono riprodotti a dovere, e le animazioni dei combattimenti sono fluide e piacevoli. Unico neo rimane l’intelligenza artificiale, decisamente troppo ostica anche ai livelli di difficoltà più bassi e in grado di rendere l’esperienza di gioco estremamente frustrante.
Al contrario di quanto visto fin’ora, Namco Bandai ha fatto tesoro delle critiche arrivate dai fan, ma ha finito per esagerare dal lato opposto. Se infatti nel primo capitolo l’IA era proibitiva, in Naruto Ultimate Heroes 2 The Phantom Fortress gli avversari appaiono fin troppo arrendevoli e solo saltuariamente ricorrono alle parate. Questo fa si che i combattimenti si possano portare a termine con un furioso button mashing che toglie qualsiasi velleità di profondità ad un gameplay fin troppo basilare. Tecnicamente rimane ottimo e la presenza di ulteriori personaggi [ un plus sempre gradito.
Nel 2010 arriva Naruto Shippuden Ultimate Ninja Heroes 3 che, come riportato nel titolo, sancisce l’ingresso della serie nella seconda parte della saga del ninja di Konoha. Il titolo non si rinnova granché rispetto al predecessore, ma quando si parte da basi più che buone la presenza di un roster nuovo di zecca è più che sufficiente a giustificare il prezzo del biglietto. Inoltre la modalità storia sviluppata da CyberConnect2 è meglio strutturata rispetto alle precedenti grazie alla presenza di un gran numero di sbloccabili utili a migliorare le abilità dei personaggi e ad apprendere nuove tecniche da utilizzare duranti gli sconti. A far da corollario alla trama principale ci sono anche una discreta varietà di missioni secondarie che rendono vario e divertente quello che è il miglior titolo di Naruto su PSP (e su console portatili in generale).
Recensione Videogioco SPECIALE NARUTO - PARTE 2 scritta da HYBR1D La storia di Naruto in ambito portatile è stata una storia travagliata, piena di titoli non all’altezza che negli anni non sono stati in grado di migliorarsi. Hanno sofferto di questo problema soprattutto i titoli Nintendo, vittime anche di un eccesso di uscite che ha inevitabilmente portato gli sviluppatori a sacrificare la qualità dei prodotti. Se volete giocarvi dei buoni videogame non possiamo che consigliarvi la serie Naruto Ultimate Ninja Heroes, unica in grado di unire un buon gameplay a un comparto tecnico in grado di sfruttare degnamente le potenzialità della console. Con la terza ed ultima parte di questo speciale, volgeremo lo sguardo al recente passato e al futuro di Naruto. Vi aspettiamo!
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