Anteprima di Destiny

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Sviluppatore:

     Bungie
  • Distributore:

     Activision
  • Data uscita:

     09 settembre 2014 - 20 settembre 2016 (The Collection)
ASPETTATIVE
- Universo vasto e particolareggiato
- Direzione artistica di grande qualità
- Sulla carta ricco di elementi convincenti
A cura di (Mugo) del
Bellevue - L'ambizione è un ottimo ingrediente di ogni opera di successo, puntare in alto è fondamentale per creare prodotti capaci di imporsi in un mercato sempre più competitivo e saturo. Anche l'esperienza gioca la sua parte, l'avere alle spalle una carriera puntellata di successi è sicuramente un valore aggiunto quanto si decide di dare uno scossone all'industria. Gli sviluppatori di Bungie hanno entrambe queste caratteristiche: sono ambiziosi, perché hanno deciso di muovere in avanti il genere degli sparatutto, e sono esperti, perché chi meglio dei creatori di Halo potrebbe avere gli strumenti per farlo. Siamo stati invitati a Bellevue, nello stato di Washington, cittadina sede dello sviluppatore statunitense, per un primissimo contatto con quello che promette di essere uno degli universi videoludici più rilevanti degli anni a venire. Usciamo dalla nostra giornata alla scoperta di Destiny con un misto di curiosità e fiducia, un po' perché sono ancora tanti i punti da chiarire, ed un po' perché già si vede il potenziale di quello che, nelle intenzioni, sarà il prossimo passo per l'evoluzione degli sparatutto. Oggi vi raccontiamo quello che abbiamo scoperto, ma rimanete con noi perché nei prossimi giorni non mancheremo di approfondire i punti più interessanti. 


Un investimento a lungo termine 
Eric Hirshberg, CEO di Activision Publishing, non ci gira tanto attorno: "Destiny è più di un gioco, è un vero e proprio mondo. Il processo creativo di Bungie è partito proprio da lì, dalla creazione di un universo particolareggiato, di un mondo che tutti vogliano esplorare", del resto l'impressione è che Destiny sia un progetto sul quale il distributore stia puntando molto, un progetto pensato per durare almeno una decina d'anni. Hirshberg conia anche un termine per definire l'esperienza ludica che ci aspetta: "Destiny sarà il primo share world shooter, si tratta di un mondo che evolve in continuazione, con un continuo sviluppo del proprio avatar, sia in multiplayer che nella modalità storia si potranno incontrare altri giocatori impegnati nelle loro missioni". Dalla platea siamo sempre più incuriositi, da un lato pare che gli insistenti rumor che parlavano di uno sparatutto mescolato ad un MMO non siano così distanti dalla realtà, dall'altro la sensazione è che ci sia molto da scoprire, ed ecco che con perfetto tempismo parte un trailer che promette di diradare la nebbia che ancora avvolge il titolo Bungie


Trapassato futuro 
L'età dell'oro, un tempo illuminato dalla luce del progresso, un tempo nel quale gli umani superano i confini terrestri e muovono verso Marte, Venere, la Luna. Un tempo quasi perfetto, sul quale si abbatte un male misterioso e letale, un male capace di mettere in ginocchio un'intera civiltà e ridurla a specie in via d'estinzione, nessuno sa esattamente cosa sia successo, quello che è certo è che i pochissimi superstiti devono la loro vita al Viaggiatore. La leggenda dice che si sia sacrificato per salvare l'umanità, a monito per tutti rimane solo la sua forma sferica sospesa nel cielo, una sfera sotto alla quale ricominciare, prima con piccoli passi, e poi con la ripresa di fiducia e la ricostruzione. 
La Città è l'unico baluardo umano, ma la nostra specie è naturalmente portata all'esplorazione, siamo curiosi, e così scopriamo che non siamo soli, che i vecchi insediamenti sono ora preda di altre razze aliene, razze aggressive e che ci tengono sotto pressione. Noi siamo un Guardiano, un soldato a protezione della Città, capace di sfruttare l'energia residua lasciata dal Viaggiatore e pronto a combattere per riportare l'umanità alla prosperità di un tempo. 
Il filmato che ci introduce al mondo di Destiny è capace di conquistarci con la sua direzione artistica di altissimo livello: quasi ci dimentichiamo di non avere visto neanche un secondo di gameplay mentre già ci vediamo esploratori dello spazio alla ricerca di artefatti, audaci guerrieri tra un pianeta e l'altro. 


Dettagli tecnici 
Per ora le classi rivelate sono solo tre, ma è praticamente certo che ce ne siano altre ancora tenute nascoste, tutte con il comune denominatore delle armi da fuoco, non dimentichiamo che si tratta di uno sparatutto: abbiamo il Titan, un guerriero tutto sommato standard, il Warlock, una classe misteriosa che immaginiamo abbia dei poteri particolari non necessariamente legati alle armi, e l'Hunter, che pare dotato di armature leggere ed alta capacità offensiva. Difficile dire come effettivamente si struttureranno gli scontri, possiamo per ora supporre che ogni classe sia in grado di affrontare le missioni in solitaria, del resto le interazioni con gli altri giocatori ci sono state presentate come possibili, ma non obbligatorie, anche se l'impressione è che ci saranno delle fasi paragonabili, almeno concettualmente, alle istanze degli MMORPG.
Lo scenario presentatoci, tramite concept art, dagli sviluppatori, trattava di due amici che si trovano in Città (quello che pare essere l'HUB principale) prima di partire per una quest. Vanno verso l'hangar dove si trovano le rispettive navicelle spaziali (probabile che sia possibile effettivamente guidarle), per poi dirigersi verso una zona di Marte: il Dust Palace. Si tratta di appositi settori del mondo di gioco nei quali è possibile che la propria avventura incroci quella di un altro giocatore, dando dunque la possibilità di ampliare il gruppo di avventurieri e di aiutarsi a vicenda. I nostri eroi devono introdursi nella fortezza nemica, ma vengono scoperti e, proprio quando le cose sembrano avere preso la piega peggiore, fa la sua comparsa un terzo giocatore che passava di lì nello svolgere un'altra missione. I tre si uniscono in un solo gruppo e insieme entrano nel Dust Palace alla caccia di armi particolarmente potenti. Ma cosa sarebbe successo se il terzo giocatore non avesse voluto aiutarli? Sarà presente il PVP? Ancora non abbiamo una risposta precisa, sappiamo che sono previste delle modalità competitive, ma per quanto riguarda le aree comuni non ci sono state dichiarazioni. 


Creato per durare 
Abbiamo già detto che Destiny è un progetto pensato per evolversi lungo il corso di diversi anni, ma come si traduce questo in termini pratici? Purtroppo anche su questo fronte non abbiamo avuto risposte limpide: possiamo immaginare che vedremo lo sviluppo di più titoli ambientati nel medesimo universo, quello che per ora è certo è che sarà possibile giocare a Destiny su Xbox 360 e PlayStation 3. Il motore grafico, però, è stato presentato come capace di resistere allo scorrere del tempo, un fattore che unito a continui ammiccamenti ci fa pensare che anche la prossima generazione di console verrà interessata, in tempi non lunghi, dal progetto di Destiny. In quale maniera è ancora difficile da dire: un solo titolo disponibile attraverso due generazioni? Diversi giochi legati da un filo conduttore? Per rispondere a queste domande dovremo aspettare maggiori dettagli da parte di Activision.
Parlando di quello che abbiamo effettivamente visto non possiamo che citare l'eccellente direzione artistica, sia sul fronte visivo (con splendidi panorami e creature particolarmente ispirate) che su quello dell'audio (con temi che non sfigurerebbero nella colonna sonora di una grande produzione hollywoodiana). A rinforzare queste impressioni ci è stata presentata una brevissima fase di giocato, pochi secondi che hanno visto uno degli sviluppatori muoversi per un paesaggio lunare decisamente splendido, ricco di illuminazioni curate e texture pulite e definite, accompagnato da un arrangiamento capace di creare nel giro di poche note un'atmosfera più che intrigante. Cristopher Barrett, Art Director di Bungie, ci ha detto che esistono più concept art per Destiny che per tutti i precedenti progetti della casa di sviluppo, un dato che lascia immaginare la ricchezza artistica che potremo incontrare. 
Recensione Videogioco DESTINY scritta da MUGO In un certo senso abbiamo visto molto poco di Destiny, ma va anche detto che le informazioni ricevute non sono poi così poche se valutate in un'ottica generale: il nostro viaggio negli studi di Bungie si è rivelato un'introduzione ad un universo affascinante e complesso, un'introduzione che ci ha lasciato con tanta voglia di impugnare il pad. Sarà uno sparatutto dunque? Sì, il prossimo passo per gli sparatutto a voler seguire le parole deli sviluppatori, un passo nella direzione di mondi persistenti e connessione ad internet sempre obbligatoria per giocare. Se anche voi, come noi, volete saperne di più, rimanete sulle pagine di Spaziogames, perché nei prossimi giorni andremo ad esplorare nel dettaglio alcune delle scoperte fatte in America.
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